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Quale orizzonte per la cooperazione internazionale dell’Italia? – Armadilla – Cooperazione internazionale, community welfare

Quale orizzonte per la cooperazione internazionale dell’Italia?

In this notebook, we summarize and comment on the three-year planning and policy document for Italian cooperation approved by the Interministerial Committee for Development Cooperation – CICS – on October 15, 2021, also referring to the 2019 Annual Report, based on final data.

Both documents, together with the archive of previous years, are available in the Documents and Insights section of the website of the Ministry of Foreign Affairs and International Cooperation.

Assuming the strategic framework of the 2030 Agenda and the achievement of the 17 objectives for sustainable human development, the Italian cooperation indicates as priorities initiatives aimed at promoting ecologically sustainable agriculture, improving access to clean water, equipping oneself with energy systems economical and sustainable, education, essential services, decent work, gender equality and the empowerment of women, combat all forms of violence and ensure access to sexual and reproductive health, strengthen health systems, support research, and the production and equitable distribution of drugs, treatments, and vaccines, so that they are accessible all and to all in 20 priority countries.

A first critical remark: when too many priorities are indicated, none are valued. For some time now, it has been proposed to characterize, even sectoral, a priority commitment of Italian cooperation in more defined areas, enhancing the peculiarities of our experience and our territories. To give an example, it has been repeatedly proposed to take on food security (given that the three UN agencies dedicated to the topic are based in Rome: FAO, IFAD, and WFP), the health sector and territorial cooperation characterize our international collaboration and devote more attention and resources to this. In the last three decades, a vision has prevailed that has rewarded following emergencies in a logic that is too assistance. However, the general approach, the lack of resources, and ineffective methodologies did not allow them to be overcome. Humanitarian aid is often an indispensable means, but it cannot be an excuse for not taking on more pretentious objectives: peace, the eradication of extreme poverty, the prevention of natural disasters, and conflicts between people and individuals. And finally, worry about the efficiency and effectiveness of international cooperation actions.

Geographically, the priority of Italian cooperation is assigned to 20 countries: 11 in Africa, 1 in Balkan Europe, 4 in the Middle East, 2 in Asia, and 2 in Latin America.

In questo quaderno riassumiamo e commentiamo il Documento triennale di programmazione ed indirizzo della cooperazione italiana approvato dal Comitato Interministeriale per la Cooperazione allo Sviluppo – CICS – il 15 ottobre 2021 facendo riferimento anche alla relazione annuale del 2019, basata su dati consuntivi.

Entrambi i documenti, insieme all’archivio degli anni precedenti, è disponibile nella sezione Documenti e Approfondimenti del sito del Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale.

Assumendo il quadro strategico dell’Agenda 2030 e il raggiungimento dei 17 obiettivi per lo sviluppo umano sostenibile, la cooperazione italiana indica come priorità iniziative mirate a promuovere un’agricoltura ecologicamente sostenibile, migliorare l’accesso all’acqua pulita, dotarsi di sistemi di energia economici e sostenibili, istruzione, servizi di base, lavoro dignitoso, l’uguaglianza di genere e l’empowerment delle donne, contrastare ogni forma di violenza e garantire l’accesso alla salute sessuale e riproduttiva, rafforzare i sistemi sanitari, sostenere la ricerca, la produzione e l’equa distribuzione di farmaci, trattamenti e vaccini, affinché siano accessibili a tutte e a tutti in 20 Paesi prioritari.

Una prima annotazione critica: quando si indicano troppe priorità non se ne valorizza nessuna. Da tempo si propone, con pochi riscontri operativi, di caratterizzare, anche settorialmente, un impegno prioritario della cooperazione italiana in ambiti più definiti valorizzando le peculiarità della nostra esperienza e dei nostri territori. Per fare un esempio, si è più volte proposto di assumere la sicurezza alimentare (dato che a Roma hanno sede le tre agenzie ONU dedicate al tema: FAO, IFAD e WFP), il settore sanitario e la cooperazione territoriale come caratterizzanti la nostra cooperazione internazionale e destinare a ciò maggior attenzione e maggiori risorse.Negli ultimi tre decenni è prevalsa una visione che ha premiato il seguire le emergenze, in una logica troppo assistenziale. L’approccio generale, la carenza di risorse e le metodologie inefficaci, non hanno tuttavia permesso di superarle. Gli aiuti umanitari sono spesso un mezzo indispensabile, ma non possono essere un alibi per non assumere obiettivi più pretenziosi: la pace, la cancellazione delle povertà estreme, la prevenzione dei disastri naturali e dei conflitti tra popoli e persone. E, infine, preoccuparsi dell’efficienza e dell’efficacia delle azioni di cooperazione internazionale.

Sul piano geografico, la priorità della cooperazione italiana è assegnata a 20 Paesi: 11 in Africa, 1 nell’Europa balcanica, 4 nell’area mediorientale, 2 in Asia, 2 in America Latina.

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