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#285 – Fame a Gaza, bombe su Beirut – Armadilla – Cooperazione internazionale, community welfare

#285 – Fame a Gaza, bombe su Beirut

A un mese dall’avvertimento dell’amministrazione Biden a Israele sul migliorare l’accesso agli aiuti umanitari per Gaza, i risultati restano tra i peggiori dall’inizio dell’assedio. Gli Stati Uniti però non limiteranno il supporto militare, nonostante l’insufficienza degli sforzi umanitari. Blinken ha dichiarato che Israele ha raggiunto gli obiettivi secondo i propri standard e ha auspicato “pause nei combattimenti”, anche se gli aiuti rimangono critici e insufficienti.

In Libano, l’esercito israeliano ha continuato i bombardamenti con nuovi ordini di evacuazione a Beirut e colpendo zone residenziali e palazzi, uccidendo 78 persone in 24 ore. Hezbollah ha risposto con attacchi missilistici verso basi israeliane, tra cui quella di Hounine e Kyria a Tel Aviv. Sul terreno, l’invasione israeliana rimane circoscritta alla prima linea di villaggi a causa della forte resistenza di Hezbollah.

A Gaza, gli attacchi su Jabalia e Deir al-Balah hanno ucciso 22 persone. In Beit Hanoun, migliaia di civili sono stati costretti a fuggire, con scene che ricordano le umiliazioni dell’Europa novecentesca. Secondo Haaretz, Israele potrebbe mantenere una presenza militare nella Striscia fino al 2026, suggerendo un’occupazione a lungo termine.

In Italia, a Torino, circa 100 studenti hanno protestato presso la sede di Leonardo contro il supporto dell’azienda all’aeronautica israeliana. Il ministro Crosetto ha definito gli studenti “pericolosi sovversivi”, esprimendo una posizione dura e controversa di fronte a una protesta pacifica.

Questo podcast sostiene la risposta umanitaria alla crisi in Libano da parte dell’ONG italiana Armadilla, che sta intervenendo in due rifugi allestiti in luoghi sicuri a Sarba e Tanbourit, nel sud del Libano, assistendo circa 1200 persone al giorno. Puoi sostenerla anche tu su https://www.armadilla.coop/libano24.

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