Politiche per fronteggiare la crisi da COVID-19 e realizzare l’Agenda 2030 per lo sviluppo sostenibile

In questo Quaderno proponiamo una riflessione sul tema dell’impatto che la pandemia Covid-19 può avere per il raggiungimento degli obiettivi per lo sviluppo sostenibile proposti nell’Agenda 2030 e sulla cooperazione internazionale dell’Italia e dell’Europa.

Faremo riferimento a due importanti documenti che analizzano il tema e ne proponiamo una sintesi, invitando alla lettura, studio e applicazione degli stessi.

Il primo è dell’Alleanza Italiana per lo Sviluppo Sostenibile (ASVIS) dal titolo Politiche per fronteggiare la crisi da COVID-19 e realizzare l’Agenda 2030 per lo sviluppo sostenibile“.

Il secondo documento è del Forum Disuguaglianze e Diversità, dal titolo “Durante e dopo la crisi, per un mondo diverso“.

Lo shock prodotto dal Covid-19 è violentissimo ed è fonte di “incertezza radicale”. Il virus ha reso eclatanti fragilità e disuguaglianze, in Italia, come in tutto l’Occidente. La crisi globale Covid-19 avviene infatti in un contesto segnato in Occidente da profonde ingiustizie e da un indebolimento della democrazia, frutto di una lunga stagione di politiche errate, e dalla dinamica autoritaria che ne è seguita.

Da un lato, sta la crisi ecologica del pianeta, la perdita di biodiversità, la crisi climatica, il consumo di natura, l’inquinamento, la deforestazione, l’invadenza dei sistemi agroindustriali: non conosciamo ancora le cause dell’insorgenza di questo virus, ma per precedenti epidemie è stato accertato il contributo di sovrappopolazioni geneticamente omogene, specie se contigue alla fauna selvatica; e andrà analizzata la relazione fra effetti e letalità del Covid-19 e la diffusione delle malattie croniche dell’apparato respiratorio, notoriamente assai influenzate dall’inquinamento atmosferico che ogni anno produce nel mondo centinaia di migliaia di decessi prematuri (oltre 70mila in Italia, secondo l’Agenzia europea per l’ambiente).

Dall’altro lato, stanno le fragilità e le disuguaglianze economiche, personali e territoriali, nell’accesso e qualità dei servizi fondamentali e di riconoscimento che caratterizzavano la presunta “normalità” pre-Covid-19, fragilità e disuguaglianze che hanno amplificato la diffusione e gli effetti sanitari, economici e sociali del virus.

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