{"id":11600,"date":"2021-07-13T11:59:52","date_gmt":"2021-07-13T09:59:52","guid":{"rendered":"https:\/\/armadilla.coop\/?post_type=quaderno&#038;p=11600"},"modified":"2021-08-02T15:17:13","modified_gmt":"2021-08-02T13:17:13","slug":"dalla-cooperazione-decentrata-al-partenariato-territoriale","status":"publish","type":"quaderno","link":"https:\/\/armadilla.coop\/en\/quaderno\/dalla-cooperazione-decentrata-al-partenariato-territoriale\/","title":{"rendered":"Dalla cooperazione decentrata al partenariato territoriale"},"content":{"rendered":"\n<p class=\"has-medium-font-size\">Per una cooperazione internazionale efficace<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Questo Quaderno \u00e8 il primo di una serie in cui svilupperemo una riflessione sull&#8217;importanza e la validit\u00e0 dei partenariati territoriali nella cooperazione internazionale, un approccio che Armadilla da anni privilegia nei suoi interventi in Medio Oriente, e le esperienze che stiamo realizzando in Libano e Siria coinvolgendo entit\u00e0 italiane dell&#8217;Emilia-Romagna.<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>La legge italiana sulla cooperazione internazionale (<a href=\"https:\/\/www.gazzettaufficiale.it\/eli\/id\/2014\/08\/28\/14G00130\/sg\">n. 125\/2014<\/a>) nell&#8217;articolo 9, intitolato <em>Partenariato territoriale<\/em>, afferma che \u201c\u2026 Le regioni e le province autonome [&#8230;] e gli enti locali possono attuare iniziative di cooperazione allo sviluppo, previo parere favorevole del Comitato congiunto\u2026\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p>Nell&#8217;articolo 26: \u201cL\u2019Italia promuove la partecipazione alla cooperazione allo sviluppo delle organizzazioni della societ\u00e0 civile e di altri soggetti senza finalit\u00e0 di lucro, sulla base del principio di sussidiariet\u00e0\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>La finalit\u00e0 prioritaria della legge, in linea anche con l\u2019<\/strong><a href=\"http:\/\/www.senato.it\/1025?sezione=136&amp;articolo_numero_articolo=118\"><strong>articolo 118 della Costituzione<\/strong><\/a><strong>, \u00e8 contribuire a creare un sistema di collaborazione efficace, inclusivo e sinergico, tra i diversi soggetti della cooperazione applicando il principio di sussidiariet\u00e0.&nbsp;<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><strong>Dopo sette anni dall&#8217;approvazione della legge sarebbe utile fare una valutazione seria su quanto ha funzionato il nascente sistema italiano della cooperazione internazionale, quanto i partenariati territoriali sono stati veramente promossi come metodologia prioritaria e quale \u00e8 stato il loro impatto.<\/strong><strong><\/strong><\/p>\n\n\n\n<div style=\"height:32px\" aria-hidden=\"true\" class=\"wp-block-spacer\"><\/div>\n\n\n\n<h3 class=\"has-primary-color has-text-color wp-block-heading\">1. <strong>Cooperazione decentrata e partenariati territoriali&nbsp;&nbsp;<\/strong><\/h3>\n\n\n\n<p>Da decenni la cooperazione europea con i paesi ACP ha sottolineato l&#8217;importanza della cooperazione decentrata come snodo essenziale per portare i processi democratici e di buon\u00a0governo locale nei territori pi\u00f9 poveri ed esclusi dai diritti fondamentali. <strong>Tale esigenza di decentramento ha portato a diminuire il potere e controllo assoluto degli stati centrali esigendo la pi\u00f9 ampia partecipazione attiva degli enti locali e delle organizzazioni della societ\u00e0 civile e ad operare capillarmente soprattutto nelle aree pi\u00f9 povere e dimenticate.<\/strong> L&#8217;obiettivo generale \u00e8 includere al godimento dei diritti umani chi ne \u00e8 stato per troppo tempo escluso.\u00a0<\/p>\n\n\n\n<div style=\"height:16px\" aria-hidden=\"true\" class=\"wp-block-spacer\"><\/div>\n\n\n\n<h4 class=\"has-primary-color has-text-color wp-block-heading\"><strong>1.1 <\/strong><strong><\/strong><strong>Una classificazione<\/strong><\/h4>\n\n\n\n<p>Le attivit\u00e0 di cooperazione decentrata sono da oltre cinquant&#8217;anni un luogo di sperimentazione proficuo di quel partenariato pubblico-privato che costituisce uno degli obiettivi generali della cooperazione allo sviluppo sostenibile.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Le tipologie di partnership messe in campo dagli enti territoriali sono numerose e varie, qui ne ricordiamo tre macro-famiglie:&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<ul class=\"wp-block-list\"><li>i patti tra enti territoriali italiani e enti omologhi dei Paesi poveri di cooperazione (intese o gemellaggi);<\/li><li>le reti di cooperazione internazionale;<\/li><li>i patti tra soggetti pubblici e\/o privati.&nbsp;<\/li><\/ul>\n\n\n\n<p>I gemellaggi definiscono un partenariato a tutto tondo tra due citt\u00e0, generalmente non hanno limite di tempo e non hanno un oggetto specifico di azione. La partnership pubblico-privata nella cooperazione internazionale allo sviluppo sostenibile costituisce sia un obiettivo internazionale&nbsp; che europeo.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Da ricordare anche le <a href=\"https:\/\/www.aics.gov.it\/wp-content\/uploads\/2016\/04\/2010-03-01_LineeGuidaDecentrata.pdf\">Linee guida sulla cooperazione decentrata dell&#8217;AICS<\/a> che indicano tra i principi prioritari il partenariato per lo sviluppo, la multi-attorialit\u00e0 e la sussidiariet\u00e0. .&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<div style=\"height:16px\" aria-hidden=\"true\" class=\"wp-block-spacer\"><\/div>\n\n\n\n<h4 class=\"has-primary-color has-text-color wp-block-heading\"><strong>1.2 <\/strong><strong><\/strong><strong>Gli strumenti<\/strong><\/h4>\n\n\n\n<p>La partnership territoriale per l\u2019esercizio delle attivit\u00e0 di cooperazione decentrata \u00e8 organizzata con diversi strumenti gestionali: enti autonomi, coordinamenti, convenzioni, tavoli, bandi, progetti. Gli enti autonomi possono essere costituiti solo tra Enti locali o anche con la partecipazione di altri attori territoriali (atenei, fondazioni bancarie, Cooperative, Enti del terzo Settore, ecc.).&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Le attivit\u00e0 e gli obiettivi variano a seconda della tipologia dei tavoli: l\u2019esperienza conosce tavoli di concertazione, tesi a far dialogare in un unico luogo tutte le realt\u00e0 territoriali interessate ad impegnarsi in un ente locale partner; tavoli di coordinamento che sono il luogo in cui costruire percorsi concreti e comuni per il coordinamento di interventi puntuali gi\u00e0 programmati o per la preparazione di programmi di pi\u00f9 ampio respiro. <strong>Dal punto di vista storico i tavoli nascono spesso come luoghi di concertazione per evolversi in luoghi di coordinamento e co-progettazione. In senso sincronico invece vi sono esperienze che vedono sorgere gruppi di lavoro tematici o geografici che operano nel quadro di un unico Tavolo di concertazione aperto a tutti i singoli sottogruppi.<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>I bandi sono un altro strumento strutturato attraverso cui la pubblica amministrazione definisce i criteri per selezionare partner locali e interventi di cooperazione decentrata.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<div style=\"height:16px\" aria-hidden=\"true\" class=\"wp-block-spacer\"><\/div>\n\n\n\n<h4 class=\"has-primary-color has-text-color wp-block-heading\"><strong>1.3<\/strong><strong> <\/strong><strong>I principi<\/strong><\/h4>\n\n\n\n<p><strong>Promuovere partenariati territoriali significa favorire il decentramento e la partecipazione attiva di quelle entit\u00e0 che nel proprio territorio hanno conoscenze ed esperienze che si possono adattare e replicare in contesti diversi.<\/strong> Si riconosce pari dignit\u00e0 e responsabilit\u00e0 a tutti gli attori coinvolti, mirando al raggiungimento di obiettivi condivisi: ridurre i fenomeni che producono emarginazione e povert\u00e0, promuovere l\u2019estensione dei diritti umani ai gruppi che ne sono esclusi e responsabilit\u00e0 nei comportamenti e nelle scelte personali e comunitarie (rispetto dell\u2019ambiente, delle diversit\u00e0 culturali, coscienza dell\u2019appartenenza ai processi globali). <strong>Il partenariato territoriale implica un coinvolgimento ad ampio spettro e multidimensionale da parte degli attori territoriali coinvolti, vale a dire un approccio che, rispetto a quello settoriale tipico della cooperazione allo sviluppo tradizionale, pu\u00f2 essere definito circolare, fondato sull\u2019intensit\u00e0 degli scambi materiali e immateriali, sulla reciprocit\u00e0 degli interessi e degli obiettivi e sul co-sviluppo.<\/strong>&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Si possono identificare tre diversi funzioni per inquadrare l\u2019attivit\u00e0 svolta dagli enti locali nell\u2019ambito di quella che negli anni scorsi si \u00e8 definita \u201cCooperazione Decentrata\u201d e che oggi si ripropone con l\u2019obiettivo di promuovere partenariati territoriali:&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<ul class=\"wp-block-list\"><li>Finanziamento&nbsp;&nbsp;<\/li><li>Gestione progettuale&nbsp;<\/li><li>Promozione, indirizzo, sensibilizzazione e coordinamento.&nbsp;<\/li><\/ul>\n\n\n\n<p>In un periodo di forte crisi economica come quello attuale, per gli enti locali \u00e8 molto difficile trovare direttamente dal loro bilancio risorse finanziarie significative per finanziare attivit\u00e0 di Cooperazione Internazionale. Anche per quanto riguarda le regioni, l\u2019impegno finanziario \u00e8 in genere minimo e proporzionale alla dinamica del territorio, oppure risente di una scarsa attenzione verso le richieste delle associazioni del terzo settore presenti nel territorio; scarsa \u00e8 anche la possibilit\u00e0 di ricercare insieme cofinanziamenti attraverso bandi comunitari o internazionali per carenze organizzative e di visione.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Gli Enti e le Autonomie locali operano oggi secondo un doppio ruolo: da un lato sono esecutori di progetti, dall\u2019altro finanziano progetti che vengono realizzati da altri. Mentre la prima modalit\u00e0 di lavoro \u00e8 conforme a quello che la Cooperazione Decentrata prevedeva, la seconda \u2013 in assenza di una vera relazione tra territori e attori che ne caratterizzano il tessuto sociale \u2013 si limita ad essere uno strumento aggiuntivo per il sostegno finanziario di azioni di cooperazione, non necessariamente decentrata.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>L\u2019ente locale che sostiene le iniziative di cooperazione di attori presenti nel proprio territorio (OSC, associazioni di volontariato, chiese, universit\u00e0, ecc.) si pone il problema dell\u2019effettivit\u00e0 del proprio contributo e della necessit\u00e0 di evitare frammentariet\u00e0 e mancanza di coordinamento. Inoltre, cerca di promuovere azioni per creare delle sinergie e orientarle verso alcuni interessi geopolitici ritenuti prioritari per l\u2019amministrazione locale.<\/p>\n\n\n\n<p>In questo caso si nota:&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<ul class=\"wp-block-list\"><li>un\u2019istituzionalizzazione relativa accompagnata da organismi consultivi, formalizzati e no, con le organizzazioni, cooperative e associazioni del territorio; uno scarso coordinamento interno ma un interesse ad ampliarlo;&nbsp;<\/li><li>la creazione di tavoli per cercare di ampliare le iniziative verso citt\u00e0 partner;&nbsp;<\/li><li>una definizione generica delle priorit\u00e0 geografiche e tematiche a cui si abbina il sostegno a rapporti preferenziali con alcune citt\u00e0 partner; un impegno finanziario di piccola o media dimensione ma con una ancora scarsa attenzione alla ricerca di cofinanziamenti;&nbsp;<\/li><li>l\u2019interesse a partecipare a programmi multilaterali nei quali vengono valorizzate le competenze dei diversi soggetti del territorio.<\/li><\/ul>\n\n\n\n<div style=\"height:16px\" aria-hidden=\"true\" class=\"wp-block-spacer\"><\/div>\n\n\n\n<h4 class=\"has-primary-color has-text-color wp-block-heading\"><strong>1.4<\/strong><strong> <\/strong><strong>Cooperazione decentrata e cooperazione territoriale<\/strong><\/h4>\n\n\n\n<p><strong>Negli ultimi anni si \u00e8 assistito a una crescente convergenza tra Cooperazione Decentrata e cooperazione territoriale<\/strong>: un principio-chiave come quello della sussidiariet\u00e0 verticale \u00e8 stato incluso nelle politiche esterne dell\u2019Unione europea, quali quella di Vicinato e quella di pre-adesione, che prevedono la partecipazione di Enti locali e di diversi soggetti territoriali in azioni transnazionali e transfrontaliere. <strong>Viene, dunque, concretamente riconosciuto il valore aggiunto apportato dalle autonomie locali e dai diversi soggetti per quanto riguarda la realizzazione di iniziative a carattere trans-locale che si esprime nella formazione di partenariati territoriali.<\/strong> In questo senso, la metodologia della cooperazione territoriale, che viene dalla politica interna di sviluppo regionale, interagisce con quella della Cooperazione Decentrata, che deriva dalla politica esterna di cooperazione allo sviluppo.<\/p>\n\n\n\n<p>Il partenariato territoriale implica un coinvolgimento ad ampio spettro e multidimensionale da parte degli attori territoriali coinvolti, vale a dire un approccio che, rispetto a quello vettoriale tipico della cooperazione allo sviluppo tradizionale, pu\u00f2 essere definito circolare, fondato sull\u2019intensit\u00e0 degli scambi materiali e immateriali, sulla reciprocit\u00e0 degli interessi e degli obiettivi e sul co-sviluppo.<\/p>\n\n\n\n<p>\u00c8 possibile definire una serie di elementi alla base di questo concetto:&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<ul class=\"wp-block-list\"><li>il dialogo politico tra pari;<\/li><li>la ownership (titolarit\u00e0) condivisa delle politiche da promuovere;<\/li><li>la reciprocit\u00e0 di responsabilit\u00e0, impegni e condizionalit\u00e0 tra le autorit\u00e0 e societ\u00e0 coinvolte;<\/li><li>la multidimensionalit\u00e0, e quindi la coerenza, la complementariet\u00e0 e il coordinamento tra le politiche portate avanti;<\/li><li>la multi-attorialit\u00e0 e quindi l\u2019adozione di metodi partecipativi di sostegno alla cittadinanza attiva, nel quadro di processi di democratizzazione e di decentramento e nel rispetto dei principi di buon governo;<\/li><li>il passaggio da un approccio per progetti (guidati dall\u2019offerta, portati da esperti, a breve termine) ad un approccio processuale con strategie e programmi (guidati dalla domanda e di medio-lungo termine);<\/li><\/ul>\n\n\n\n<p>La cooperazione territoriale, e cio\u00e8 la cooperazione tra territori a livello transfrontaliero e transnazionale, \u00e8 ora un obiettivo della politica di coesione sociale europea, secondo cinque linee principali:&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<ul class=\"wp-block-list\"><li>il programma Interreg, un approccio per piccoli passi, di apprendimento e costruzione di fiducia, mirato al rafforzamento delle capacit\u00e0 delle istituzioni e degli attori della societ\u00e0 civile;<\/li><li>un approccio territoriale per uno sviluppo endogeno aperto e sostenibile, che valorizzi le vocazioni e identit\u00e0 dinamiche;<\/li><li>la continuit\u00e0 nel tempo della relazione;<\/li><li>la sperimentazione e applicazione di iniziative innovative da mettere in rete e confrontare in un processo di apprendimento condiviso;<\/li><li>l\u2019inserimento in un quadro di governance multilivello delle relazioni.&nbsp;<\/li><\/ul>\n\n\n\n<p>Il concetto di partenariato territoriale risulta essere particolarmente innovativo in quanto inserisce il classico obiettivo della cooperazione per la lotta alla povert\u00e0 all\u2019interno di un quadro di riferimento pi\u00f9 ampio e multidimensionale, che comprende l\u2019insieme delle relazioni delle autonomie locali italiane cos\u00ec come, e soprattutto, dei diversi soggetti del mondo sociale, imprenditoriale e culturale dei territori, \u201cqui e l\u00e0\u201d.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<div style=\"height:16px\" aria-hidden=\"true\" class=\"wp-block-spacer\"><\/div>\n\n\n\n<h4 class=\"has-primary-color has-text-color wp-block-heading\"><strong>1.5<\/strong><strong> <\/strong><strong>Al cuore della cooperazione territoriale<\/strong><\/h4>\n\n\n\n<p><strong>La Cooperazione tra territori non dovrebbe essere dunque intesa unicamente come cooperazione tra amministrazioni: al contrario, si basa sulle relazioni che si instaurano tra i diversi soggetti del territorio secondo il principio della governance democratica. <\/strong>In questo senso, tale Cooperazione crea capitale sociale tra territori, attivando dei processi relazionali con una loro storia ed una loro evoluzione e che si innescano grazie, in particolare, all\u2019azione degli attori sociali.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p><strong>\u00c8 importante, inoltre, ribadire che non si tratta semplicemente di una cooperazione che mette insieme attori diversi, quanto dell\u2019applicazione di metodi partecipativi con il fine di costruire una societ\u00e0 pi\u00f9 democratica a livello locale, dove tutte e tutti \u2013 in particolare le persone pi\u00f9 svantaggiate \u2013 abbiano la possibilit\u00e0 di acquisire capacit\u00e0 e potere di cambiamento. \u00c8 il contenuto quindi che conta: non \u00e8 solo una questione \u201cdi chi\u201d, ma anche e soprattutto di \u201ccome\u201d e \u201cper cosa<\/strong>\u201d. \u00c8 lo scopo che determina l\u2019agire.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>La Cooperazione fra territori \u00e8 un\u2019occasione per ricostruire nuove identit\u00e0 singole e collettive, grazie ad un incontro con un\u2019altra prospettiva, con altre realt\u00e0 con altre lotte e altri contesti. L\u2019obiettivo di tale processo \u00e8 quello di costruire un complesso reticolo di scambi per l\u2019edificazione di un mondo plurale, in netta contrapposizione con la cultura dominante che va, invece, nella direzione opposta di omologazione totalizzante.&nbsp;&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Per favorire questo scambio, un nuovo modo di fare cooperazione internazionale pu\u00f2 intendersi come costruzione di laboratori dove si confrontano culture ed esperienze diverse, si sperimentano soluzioni e alternative che possano servire anche a sbloccare situazioni di stallo di territori pi\u00f9 difficili con problemi e situazioni pi\u00f9 gravi e compromesse.<\/p>\n\n\n\n<p>La Cooperazione fra territori pu\u00f2 riconnettere le societ\u00e0 locali tra loro (senza distinzioni tra Nord e Sud) in modo non gerarchico, ma con relazioni di tipo orizzontale capaci di riconoscere e rispettare i diversi \u201cstili di sviluppo\u201d, favorendo la titolarit\u00e0 e l&#8217;esigenza di sostenibilit\u00e0.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>In questo senso, la cooperazione territoriale contribuisce all\u2019emersione e alla creazione delle condizioni a sostegno di uno sviluppo basato sulla tutela e valorizzazione delle identit\u00e0 locali nella crescita dei poteri delle comunit\u00e0 che consapevolmente decidono di scambiare esperienze e conoscenze, nell\u2019ottica di un reciproco arricchimento culturale, sociale e politico.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>La Cooperazione tra territori, inoltre, dovrebbe e potrebbe avere uno spazio di azione nella modernizzazione dello Stato, nella territorializzazione della cittadinanza, nella riforma dell\u2019azione pubblica, apportando ai processi di governabilit\u00e0, ai poteri locali e alla costruzione di societ\u00e0 pi\u00f9 democratiche, aiutando nella riappropriazione del territorio da parte delle collettivit\u00e0 locali favorendo l\u2019apertura di nuovi spazi di concertazione e governabilit\u00e0.&nbsp;<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Il patrimonio locale in ogni angolo del mondo \u00e8 immenso. Partire dal locale vuol dire partire dal patrimonio identitario disponibile come elemento fondamentale e fondante in tutte le fasi della Cooperazione Internazionale. I territori sono il punto centrale \u2013 di partenza, di arrivo e di attraversamento \u2013 delle azioni e dei processi di Cooperazione. \u00c8 quindi di fondamentale importanza definire cosa si intende per territorio e la sua valenza non solo nella Cooperazione Internazionale ma anche in relazione al contesto in cui un determinato territorio \u00e8 inserito.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Se l\u2019abitante \u00e8 il depositario della sapienza dei luoghi, occorre allora sapere identificare, far emergere e trasformare queste competenze spesso nascoste.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>L\u2019apporto innovativo di tale pratica consiste nel porre al centro le capacit\u00e0 delle comunit\u00e0 locali di organizzare la propria crescita ricostruendo il patrimonio territoriale, la memoria della propria identit\u00e0, da mettere in relazione con altre identit\u00e0, attraverso la cooperazione, cio\u00e8 l\u2019operare congiuntamente per la costruzione di un complesso reticolo di scambi in un mondo plurale.<\/strong> Nella sapienza dei luoghi si tratta di riconoscere e saper valorizzare le competenze presenti nei territori in qualsiasi latitudine si trovino.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>La sfida diventa pertanto di assegnare uguale dignit\u00e0 a tutte le competenze:&nbsp; questo comporta anche il rispetto e l\u2019apertura per le differenze e l\u2019abbandono dei pregiudizi.<\/p>\n\n\n\n<div style=\"height:32px\" aria-hidden=\"true\" class=\"wp-block-spacer\"><\/div>\n\n\n\n<h3 class=\"has-primary-color has-text-color wp-block-heading\">2. <strong>L&#8217;esperienza di Armadilla&nbsp;&nbsp;<\/strong><\/h3>\n\n\n\n<p>La drammatica crisi umanitaria che da oltre 10 anni sta investendo la Siria e i paesi confinanti con milioni di sfollati e rifugiati ha richiamato la comunit\u00e0 internazionale a una responsabilit\u00e0 civile e a un\u2019attiva partecipazione a percorsi di cooperazione ed aiuto umanitario a sostegno delle popolazioni vittime. Armadilla opera dal 2004, con i suoi partner istituzionali e della societ\u00e0 civile, per contribuire a costituire un \u201cSistema Italia\u201d che operi con efficacia nel contesto internazionale e locale, soprattutto in Medio Oriente e nel Mediterraneo.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Tra le proprie attivit\u00e0 centrali in Libano e in Siria, Armadilla sviluppa progetti di cooperazione allo sviluppo umano sostenibile attraverso la promozione di partenariati territoriali con entit\u00e0 italiane interessate. Ha realizzato interventi in collaborazione con le regioni Emilia-Romagna, Lazio, Sardegna e con i comuni di Roma e Bologna. Il coinvolgimento di queste entit\u00e0 istituzionali ha permesso una efficace collaborazione con diversi soggetti attivi nel territorio, da associazioni e cooperative a piccole e medie imprese fino a scuole, universit\u00e0 e istituti di formazione, ricerca e informazione.<\/p>\n\n\n\n<p>In questi anni di conflitto, Armadilla ha sempre mantenuto propri operatori in Siria e in Libano. La scelta deriva dalla convinzione che il sostegno alla societ\u00e0 civile non possa venire a mancare, ma anzi debba essere rafforzato in questa fase molto delicata e complessa. Emerge, prima di tutto e con estrema evidenza, che la popolazione civile rappresenta la principale vittima di ogni guerra, colpita da una parte dalle violenze interne, vessata dall\u2019altra dalle conseguenze delle sanzioni imposte dalla comunit\u00e0 internazionale e dai molteplici effetti della crisi interna (perdita del lavoro, incessante aumento dei prezzi dei generi di prima necessit\u00e0, riduzione dei servizi socio-sanitari di base).&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>In simili contesti, i soggetti pi\u00f9 vulnerabili, che sono quelli a cui si indirizza prioritariamente l\u2019azione di Armadilla, diventano ancora pi\u00f9 vulnerabili e bisognosi di protezione e sostegno.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>In secondo luogo, \u00e8 indubbio che la societ\u00e0 civile pu\u00f2 svolgere un ruolo molto importante nel processo di mediazione tra le parti in conflitto e di trasformazione in senso democratico, promuovendo un approccio partecipativo a livello territoriale, la creazione di spazi di incontro condivisione e interazione, la costruzione di un sentimento di fiducia.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>La sfida, oggi, \u00e8 iniziare a progettare, anche se le condizioni di emergenza permangono, un piano per costituire partenariati territoriali efficaci che favoriscano il graduale passaggio a processi di sviluppo umano sostenibile. Ci\u00f2 comporta da parte di tutti i partner la consapevolezza della situazione e delle possibilit\u00e0 concrete di azione in questa difficile congiuntura.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Nel Quaderno di settembre, vi racconteremo in che modo Armadilla applichi i principi della cooperazione tra territori a un contesto cos\u00ec fragile, nel quale le fattori come la sostenibilit\u00e0 e il decentramento possono apparire secondari, ma che in realt\u00e0 risultano decisivi proprio in funzione del senso stesso del cooperare.<\/p>\n","protected":false},"featured_media":11601,"template":"","class_list":["post-11600","quaderno","type-quaderno","status-publish","has-post-thumbnail","hentry"],"acf":[],"yoast_head":"<!-- This site is optimized with the Yoast SEO plugin v26.1.1 - https:\/\/yoast.com\/wordpress\/plugins\/seo\/ -->\n<title>Dalla cooperazione decentrata al partenariato territoriale - Armadilla \u2013 Cooperazione internazionale, community welfare<\/title>\n<meta name=\"robots\" content=\"index, follow, max-snippet:-1, max-image-preview:large, max-video-preview:-1\" \/>\n<link rel=\"canonical\" href=\"https:\/\/armadilla.coop\/en\/quaderno\/dalla-cooperazione-decentrata-al-partenariato-territoriale\/\" \/>\n<meta property=\"og:locale\" content=\"en_US\" \/>\n<meta property=\"og:type\" content=\"article\" \/>\n<meta property=\"og:title\" content=\"Dalla cooperazione decentrata al partenariato territoriale - Armadilla \u2013 Cooperazione internazionale, community welfare\" \/>\n<meta property=\"og:description\" content=\"Per una cooperazione internazionale efficace Questo Quaderno \u00e8 il primo di una serie in cui svilupperemo una riflessione sull&#8217;importanza e la validit\u00e0 dei partenariati territoriali nella cooperazione internazionale, un approccio che Armadilla da anni privilegia nei suoi interventi in Medio Oriente, e le esperienze che stiamo realizzando in Libano e Siria coinvolgendo entit\u00e0 italiane dell&#8217;Emilia-Romagna. 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