{"id":11354,"date":"2021-02-19T12:48:57","date_gmt":"2021-02-19T11:48:57","guid":{"rendered":"https:\/\/armadilla.coop\/?post_type=quaderno&#038;p=11354"},"modified":"2021-02-19T12:49:03","modified_gmt":"2021-02-19T11:49:03","slug":"obiettivo-10-ridurre-disuguaglianze-promuovere-sviluppo-sostenibile","status":"publish","type":"quaderno","link":"https:\/\/armadilla.coop\/en\/quaderno\/obiettivo-10-ridurre-disuguaglianze-promuovere-sviluppo-sostenibile\/","title":{"rendered":"Obiettivo 10: Ridurre le disuguaglianze per promuovere lo sviluppo sostenibile"},"content":{"rendered":"\n<p class=\"has-text-align-right\"><em>A cura del Dipartimento Programmi<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><strong>In questo Quaderno riproponiamo il tema della disuguaglianza, ritenuto da molti analisti come una delle principali cause di conflitti e di malessere nel mondo e causa delle carenze per il processo di sviluppo umano sostenibile. Quali politiche vanno realizzate per ridurla a livello globale e locale? <\/strong>Considerando come riferimento strategico l&#8217;Agenda 2030, l&#8217;obiettivo n. 10, propone la riduzione programmata delle disuguaglianze e mete concrete da raggiungere entro il prossimo decennio. <strong>Una analisi della situazione attuale nel mondo e in Italia ci \u00e8 data, con aggiornamenti puntuali, dal <a href=\"http:\/\/www.forumdisuguaglianzediversita.org\/\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">Forum Disuguaglianze e Diversit\u00e0<\/a><\/strong>. Nato da un\u2019idea della Fondazione Lelio e Lisli Basso, vede la partecipazione di otto organizzazioni di cittadinanza attiva e di un gruppo di ricercatori e accademici. Attraverso l\u2019incontro e la collaborazione tra il mondo della ricerca e quello della cittadinanza attiva intende disegnare proposte generali per l\u2019azione collettiva e pubblica tese a ridurre le disuguaglianze. <strong>Altro riferimento che abbiamo preso in considerazione \u00e8 il documento di Oxfam &#8220;<a href=\"http:\/\/www.oxfamitalia.org\/wp-content\/uploads\/2021\/01\/FINAL_Sintesi_report_-Il-Virus-della-Disuguaglianza.pdf\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">Il virus della disuguaglianza<\/a><\/strong>&#8220;.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Nel mondo i 10 uomini pi\u00f9 ricchi hanno visto la loro ricchezza aumentare di 540 miliardi di dollari dall\u2019inizio della pandemia<\/strong>: si tratta di una somma che sarebbe pi\u00f9 che sufficiente a pagare il vaccino per tutti gli abitanti del pianeta e ad assicurare che nessuno cada in povert\u00e0 a causa del virus.<\/p>\n\n\n\n<p>Basti pensare che tra marzo e dicembre 2020, mentre la pandemia innescava la pi\u00f9 grave crisi occupazionale degli ultimi 90 anni, lasciando centinaia di milioni di persone disoccupate o sotto-occupate, il valore netto del patrimonio di Jeff Bezos, fondatore di Amazon, \u00e8 aumentato di 78,2 miliardi di dollari. <strong>A livello globale, le donne sono maggiormente impiegate proprio nei settori professionali pi\u00f9 duramente colpiti dalla pandemia. <\/strong>Se il livello di occupazione tra uomini e donne fosse uguale in questi settori, 112 milioni di donne non correrebbero pi\u00f9 il rischio di perdere il proprio lavoro e quindi il proprio reddito. Ci\u00f2 \u00e8 evidente in Medioriente e Africa del nord, dove le donne rappresentano solo il 20% della forza lavoro ma le perdite di posti di lavoro dovute al Covid-19, secondo le stime, incideranno sull\u2019occupazione femminile per il 40%. In generale, le donne rappresentano oltre il 70% della forza lavoro impiegata in professioni sanitarie o lavori sociali e di cura. Questo le espone a maggiori rischi in tempo di pandemia \u2013 sanitari ma anche collegati alla tutela del reddito. <strong>In Italia, a met\u00e0 2019 \u2013 secondo gli ultimi dati disponibili \u2013 il top-10% (in termini patrimoniali) della popolazione possedeva oltre 6 volte la ricchezza della met\u00e0 pi\u00f9 povera della popolazione<\/strong>. Allo scoppio dell\u2019emergenza sanitaria il grado di resilienza economica delle famiglie italiane era estremamente diversificato, con poco pi\u00f9 del 40% degli italiani in condizioni di povert\u00e0 finanziaria, ovvero senza risparmi accumulati sufficienti per vivere, in assenza di reddito o altre entrate, sopra la soglia di povert\u00e0 relativa per oltre tre mesi. Lo confermano due indagini qualitative della Banca d\u2019Italia condotte <strong>nel corso del 2020: in seguito al primo <\/strong><em><strong>lockdown<\/strong><\/em><strong> met\u00e0 delle famiglie italiane dichiarava di aver subito una contrazione del proprio reddito ed il 15% di aver visto dimezzarsi le proprie entrate, con solo il 20% dei lavoratori autonomi che non aveva subito contraccolpi. A fine estate nel 20% delle famiglie con figli minori di 14 anni uno o tutti e due i genitori avevano ridotto l\u2019orario lavorativo o rinunciato al lavoro per accudirli<\/strong>. Mentre il 30% dichiarava di non disporre di risorse sufficienti per far fronte a spese essenziali nemmeno per un mese, in assenza di altre entrate.<\/p>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\">1. <strong>Disuguaglianze nel mondo<\/strong><\/h3>\n\n\n\n<p>Rispetto a 30 anni fa, l\u2019assenza di equit\u00e0 nella distribuzione dei redditi si \u00e8 diffusa in un numero allarmante di paesi e, dalla fine della Seconda guerra mondiale, si \u00e8 attestata ai livelli pi\u00f9 alti nei paesi dell\u2019Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo (OCSE).<\/p>\n\n\n\n<p>Le disparit\u00e0 di reddito risultano inoltre pi\u00f9 evidenti se abbinate a una distribuzione della ricchezza non omogenea, specie in paesi con livelli di ineguaglianza gi\u00e0 elevati, come gli Stati Uniti. <strong>Perfino in paesi di tradizione pi\u00f9 ugualitaria come Germania, Danimarca e Svezia, si \u00e8 assistito a un accentuarsi del divario tra ricchi e poveri.<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Gli economisti hanno istituito una relazione tra globalizzazione e convergenza del reddito e la tendenza rilevata va chiaramente nel senso di una riduzione delle ineguaglianze di reddito tra i paesi dovuta, da un lato, al rallentamento nella crescita dei paesi pi\u00f9 ricchi e, dall\u2019altro, alla rapida crescita sostenibile in Cina e, pi\u00f9 recentemente, in India.<\/p>\n\n\n\n<p>Ad ogni modo, la tendenza \u00e8 meno marcata rispetto a quanto molti avessero inizialmente previsto. Senza contare che, di recente, l\u2019impulso alla crescita nei paesi in via di sviluppo ha coinciso con l\u2019aumento contestuale dei livelli di ineguaglianza fino a raggiungere, o in alcuni casi superare, i livelli delle economie pi\u00f9 avanzate.<\/p>\n\n\n\n<p>Conciliare queste ineguaglianze interne o reciproche tra stati non \u00e8 compito facile malgrado il fatto che, tutto sommato, stando ad alcune stime, il coefficiente di Gini globale (che misura la concentrazione o dispersione di dati) si sia ridotto negli ultimi 20 anni; questo \u00e8 in larga parte dovuto al contrarsi del reddito dei lavoratori nei paesi pi\u00f9 avanzati.<\/p>\n\n\n\n<p>Ciononostante, e fatta eccezione per i paesi meno egualitari, il dato continua a superare in misura non trascurabile il livello di ineguaglianza interno ai singoli paesi. <strong>La comprensione delle dinamiche legate all\u2019ineguaglianza e delle loro ripercussioni all\u2019interno dei singoli paesi nonch\u00e9 nei loro rapporti reciproci costituisce una delle maggiori sfide per gli studiosi ed \u00e8 tra gli argomenti al centro dell\u2019agenda per lo sviluppo post-2015.<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><strong>\u00c8 evidente che l\u2019ineguaglianza pu\u00f2 rappresentare una seria minaccia alla stabilit\u00e0 sociale e politica. \u00c8 altres\u00ec opinione sempre pi\u00f9 diffusa che possa minare la crescita sostenibile.<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Come emerso da uno studio del Fondo monetario internazionale (FMI), un maggiore equilibrio nella distribuzione dei redditi prolungherebbe gli effetti delle misure adottate dagli stati per la crescita economica pi\u00f9 di altre variabili quali il libero scambio, bassi livelli di corruzione del governo, gli investimenti esteri e un debito estero non elevato.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>L\u2019ineguaglianza mette a repentaglio il conseguimento degli obiettivi economici di ampio respiro proposti <\/strong><em><strong>dall\u2019Open Working Group (OWG) on Sustainable Development Goals<\/strong><\/em><strong> dell\u2019Assemblea Generale dell&#8217;ONU, tra i quali figurano l\u2019eradicazione della povert\u00e0, la valorizzazione della dignit\u00e0 del lavoro e la modernizzazione delle strutture economiche.<\/strong> L\u2019ineguaglianza non ha nulla a che fare con il destino o con la fortuna e pu\u00f2 essere contrastata con politiche e riforme mirate. Se la ricerca di soluzioni adeguate spetta ai decisori politici nazionali e regionali, ricoprono un ruolo fondamentale anche le azioni e le misure collettive promosse a livello internazionale.<\/p>\n\n\n\n<p><em>L\u2019Open Working Group<\/em> (OWG) ha proposto un obiettivo focalizzato proprio sull\u2019ineguaglianza, che si articola in 7 target e tre potenziali metodi per realizzare tali intenti.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Il primo target mira ad accelerare l\u2019aumento del reddito della popolazione delle fasce pi\u00f9 basse (pari al 40% della popolazione totale), superando la crescita media nazionale; il secondo punta all\u2019empowerment, all\u2019inclusione sociale ed economica di tutti i cittadini senza discriminazioni di razza, etnia o status economico; il terzo, infine, si propone di garantire pari opportunit\u00e0 e di ridurre le ineguaglianze di risultato partendo dall\u2019eliminazione delle discriminazioni attraverso politiche e azioni adatte allo scopo.<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Altri quattro target si concentrano sull\u2019adozione progressiva di politiche per la promozione di una maggiore uguaglianza avvalendosi di: politiche fiscali, regolamentazione e controllo delle istituzioni e dei mercati finanziari globali, politiche per l\u2019incentivazione di aspetti quali l\u2019ordine, la sicurezza e la responsabilit\u00e0 nei flussi migratori e politiche a difesa della mobilit\u00e0 delle persone, oltre alla questione della giusta ammissione di rappresentanti dei paesi in via di sviluppo al sistema della governance globale e la garanzia di espressione degli stessi.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>I mezzi proposti per l\u2019implementazione di tali azioni sono per\u00f2 vaghi e si fatica a quantificare e a sviluppare indicatori capaci di misurare i risultati nel senso di una riduzione dell\u2019ineguaglianza.<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Ecco perch\u00e9 sono necessarie ulteriori riflessioni in merito.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Tra le possibili azioni proposte ricordiamo<\/strong>:<\/p>\n\n\n\n<ol class=\"wp-block-list\"><li>affermare il principio di adozione di un trattamento speciale e differenziale per i paesi meno progrediti;<\/li><li>fornire assistenza ufficiale allo sviluppo e incoraggiare i flussi finanziari, inclusi gli investimenti diretti all\u2019estero (IDE) verso paesi in condizioni speciali, quali i paesi meno progrediti, i paesi Africani, piccoli stati insulari in via di sviluppo e paesi in via di sviluppo senza vie di accesso al mare;<\/li><li>ridurre il costo del trasferimento delle rimesse degli emigrati e mantenerlo al di sotto del 5%.<\/li><\/ol>\n\n\n\n<p><strong>Il successo dei target e dei mezzi scelti per realizzare gli SDG 10 e 17 ai fini della riduzione dell\u2019ineguaglianza entro il 2030 dipender\u00e0 dall\u2019affidabilit\u00e0 degli indicatori selezionati per la direzione e il controllo del processo, nonch\u00e9 dall\u2019effettiva volont\u00e0 politica di cooperare a livello regionale e internazionale per riequilibrare il sistema globale e rafforzare la coerenza delle politiche adottate.<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Affrontare le ineguaglianze tra paesi richiede un potenziamento dell\u2019impegno politico e fiscale a livello nazionale al fine di poter dare avvio a una serie di politiche combinate con l\u2019obiettivo di risollevare la situazione generale e, in particolare, di aumentare il reddito di coloro che occupano le fasce pi\u00f9 basse della societ\u00e0.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Due variabili fondamentali sono il lavoro e gli stipendi. La creazione di posti di lavoro rimane l\u2019unica strategia per combattere efficacemente la povert\u00e0 su base sostenibile, specie quando la forza lavoro \u00e8 in rapida crescita.<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><strong>L\u2019aumento dei salari \u00e8 anche necessario per potenziare la domanda interna, riconosciuta ormai come componente essenziale di una crescita sostenibile.<\/strong> I paesi dovranno dotarsi di infrastrutture adeguate e raggiungere una capacit\u00e0 produttiva tale da creare le condizioni per un\u2019economia maggiormente diversificata; per fare questo bisogner\u00e0 liberarsi dalla dipendenza dalle materie prime e perseguire obiettivi in attivit\u00e0 industriali diversificate in attuazione della politica industriale.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Per far fronte agli squilibri derivanti dal sistema economico internazionale sar\u00e0 necessario adottare riforme globali rivolte al sistema finanziario, degli investimenti e del commercio, ma anche al sistema monetario e fiscale al fine di ridurre la volatilit\u00e0.<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>La stipula di apposite convenzioni internazionali contro l\u2019elusione e l\u2019evasione fiscale (in quanto dissuasori della concorrenza fiscale) e contro il ricorso ai paradisi fiscali per aggirare gli oneri di tipo fiscale consentirebbe di finanziare progetti di investimento a lungo termine utili per portare avanti con profitto un percorso di sviluppo diffuso e sostenibile.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Una percentuale compresa tra l\u20198 e il 15% della ricchezza finanziaria netta delle famiglie \u00e8 infatti attualmente custodita nei paradisi fiscali, provocando una perdita di entrate pubbliche compresa tra 190 e 290 miliardi di dollari americani su base annua.<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>La met\u00e0 di questi proviene dai paesi denominati in via di sviluppo, che sono altres\u00ec passibili di perdite che superano i 160 miliardi di dollari annui per un uso improprio del transfer pricing o della cosiddetta sottocapitalizzazione (<em>thin capitalization<\/em>) a causa del trasferimento degli utili contabili verso paesi a tassazione agevolata o assente. Al fine di mobilitare le risorse interne, si potrebbe provvedere a rendere obbligatoria e ampliare l\u2019Iniziativa sulla trasparenza delle industrie estrattive (EITI).<\/p>\n\n\n\n<p>Mentre una riforma di portata globale dar\u00e0 risultati solo sul lungo termine, a livello regionale si potrebbe intervenire in favore di una maggiore stabilit\u00e0 con regolamenti e istituzioni alternativi in grado di salvaguardare i paesi contro shock finanziari, senza prescindere dal potenziamento delle capacit\u00e0 degli individui, da una cooperazione interna ai paesi del Sud del mondo e da una cooperazione triangolare oltre che in ambito fiscale.<\/p>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\"><strong>2. Un\u2019agenda trasformativa per la lotta alla disuguaglianza in Italia<\/strong><\/h3>\n\n\n\n<p>Per affrontare le vulnerabilit\u00e0 e i divari crescenti a seguito della pandemia \u00e8 necessario adottare, anche in Italia, politiche che possano incidere sulle cause strutturali delle disuguaglianze economiche e sociali.<\/p>\n\n\n\n<p>Gli ambiti di azione sono molteplici e il <strong>Forum Disuguaglianze e Diversit\u00e0<\/strong> propone alcune linee politiche e operative.<\/p>\n\n\n\n<h4 class=\"wp-block-heading\"><strong>Ridare potere al lavoro.<\/strong><\/h4>\n\n\n\n<p><strong>Al netto delle misure compensative a carico del welfare state, sono necessari interventi distributivi, che limitino la svalutazione del fattore lavoro e escludano il ricorso a forme contrattuali atipiche e poco remunerate, anche attraverso l\u2019innalzamento dei salari minimi. <\/strong>Va inoltre rafforzata la partecipazione dei lavoratori alla gestione delle imprese. Rafforzare la portata redistributiva del sistema nazionale di imposte e trasferimenti. <strong>Sul fronte delle politiche impositive, il carico fiscale va spostato dal lavoro e dai consumi su ricchezza e redditi da capitale. L\u2019annunciata riforma della tassazione dei redditi delle persone fisiche deve prevedere un ampliamento della base imponibile e il potenziamento della progressivit\u00e0.<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Investire in un\u2019istruzione pubblica di qualit\u00e0 e nel contrasto alla povert\u00e0 educativa. Va incrementata la spesa pubblica per l\u2019istruzione, per cui l\u2019Italia \u00e8 tristemente fanalino di coda nel confronto internazionale.<\/p>\n\n\n\n<p>Le proposte strutturali per contrastare la povert\u00e0 educativa dovrebbero inoltre contemplare: il miglioramento delle strutture scolastiche e una migliore gestione del tempo scuola, un incentivo all\u2019innovazione didattica e pedagogica, il rafforzamento dell\u2019istruzione professionale, la creazione di zone di educazione prioritaria tra le aree a maggior incidenza di abbandono precoce, il potenziamento delle comunit\u00e0 educanti (reti di istituti scolastici e altre realt\u00e0 educative\/formative territoriali extrascolastiche).<\/p>\n\n\n\n<h4 class=\"wp-block-heading\"><strong>Favorire la mobilit\u00e0 intergenerazionale.<\/strong><\/h4>\n\n\n\n<p>Il grado di istruzione, le condizioni economiche, lo status sociale e occupazionale mostrano in Italia una forte persistenza nel passaggio generazionale. Per favorire maggiore uguaglianza di opportunit\u00e0, va considerata, oltre al miglioramento delle condizioni di accesso all\u2019istruzione di qualit\u00e0, l\u2019opportunit\u00e0 di una dote universale per i giovani e il rafforzamento del grado di concorrenza nei settori meno competitivi in cui il premio di background sociale a parit\u00e0 di istruzione \u00e8 pi\u00f9 persistente.<\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"aligncenter size-large\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"795\" height=\"410\" src=\"https:\/\/armadilla.coop\/wp-content\/uploads\/2021\/02\/Indice-Gini.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-11355\" srcset=\"https:\/\/armadilla.coop\/wp-content\/uploads\/2021\/02\/Indice-Gini.jpg 795w, https:\/\/armadilla.coop\/wp-content\/uploads\/2021\/02\/Indice-Gini-300x155.jpg 300w, https:\/\/armadilla.coop\/wp-content\/uploads\/2021\/02\/Indice-Gini-768x396.jpg 768w\" sizes=\"auto, (max-width: 795px) 100vw, 795px\" \/><\/figure><\/div>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\"><strong>2. Rapporto Oxfam &#8220;Il virus della disuguaglianza&#8221;<\/strong><\/h3>\n\n\n\n<p><strong>Lo scoppio della pandemia e la recessione economica che ne \u00e8 conseguita, la pi\u00f9 grave dai tempi della Grande Depressione, hanno stravolto la vita di tutti, ma gli impatti pi\u00f9 devastanti hanno interessato le fasce pi\u00f9 fragili della popolazione, acuendo vulnerabilit\u00e0 e divari preesistenti e facendo affiorare dei nuovi. <\/strong>Questo rapporto, a cura di Oxfam Italia, presenta un\u2019analisi degli effetti dello shock pandemico sulle condizioni economiche delle famiglie italiane con prime valutazioni sugli impatti distribuzionali della crisi. L\u2019analisi \u00e8 arricchita da un\u2019indagine qualitativa sul campo che restituisce, attraverso le testimonianze di chi si trova ogni giorno a relazionarsi con persone in condizioni di fragilit\u00e0, una fotografia dell\u2019estremizzazione territoriale delle vulnerabilit\u00e0 lungo molteplici dimensioni del benessere individuale. L\u2019indagine, condotta tra gli operatori dei <em>Community Center<\/em> che vedono la collaborazione di Oxfam con partner locali e la Diaconia Valdese, per evidenti limiti nel numero di persone intervistate e di territori coinvolti, non ha la pretesa di esaustivit\u00e0 ma vuole far riflettere il lettore sulla necessit\u00e0 di interventi adeguati e coerenti in risposta ai bisogni di lungo corso ma anche a quelli emersi per effetto della pandemia. <strong>Nella parte conclusiva Oxfam propone una serie di raccomandazioni di policy che a livello nazionale sono di prioritaria importanza per incidere sulle cause strutturali delle disuguaglianze<\/strong>. Perch\u00e9 le disuguaglianze non sono n\u00e9 causali n\u00e9 ineluttabili, ma frutto di precise scelte politiche. Nel guardare al post-pandemia, la ripresa del nostro Paese non pu\u00f2 che avvenire con un\u2019agenda trasformativa in cui la promozione di societ\u00e0 eque ed inclusive sia l\u2019obiettivo ultimo a cui tendere.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"648\" height=\"467\" src=\"https:\/\/armadilla.coop\/wp-content\/uploads\/2021\/02\/demopolis-oxfam.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-11357\" srcset=\"https:\/\/armadilla.coop\/wp-content\/uploads\/2021\/02\/demopolis-oxfam.jpg 648w, https:\/\/armadilla.coop\/wp-content\/uploads\/2021\/02\/demopolis-oxfam-300x216.jpg 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 648px) 100vw, 648px\" \/><\/figure>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\"><strong>LA DISUGUAGLIANZA ECONOMICA IN ITALIA AL TEMPO DEL COVID-19<\/strong><\/h3>\n\n\n\n<p>La pandemia da coronavirus si \u00e8 abbattuta su un\u2019Italia profondamente disuguale. Le stime pre-crisi, che si arrestano per il momento alla fine del primo semestre del 2019, fotografano ampi squilibri nella distribuzione della ricchezza netta nazionale, acuitisi a partire dall\u2019inizio del nuovo millennio.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Alla fine del mese di giugno 2019 la distribuzione della ricchezza nazionale netta vedeva il 20% pi\u00f9 ricco degli italiani detenere quasi il 70% della ricchezza nazionale, il successivo 20% (quarto quintile) essere titolare del 16,9% della ricchezza, lasciando Il top-10% (in termini patrimoniali) della popolazione italiana possedeva oltre 6 volte la ricchezza della met\u00e0 pi\u00f9 povera della popolazione.<\/strong> Confrontando il vertice della piramide della ricchezza con i decili pi\u00f9 poveri della popolazione italiana, il risultato appariva ancora pi\u00f9 sconfortante. <strong>La ricchezza del 5% pi\u00f9 ricco degli italiani (titolare del 41% della ricchezza nazionale netta) era superiore a tutta la ricchezza detenuta dall\u201980% pi\u00f9 povero dei nostri connazionali. La posizione patrimoniale netta dell\u20191% pi\u00f9 ricco (che deteneva a fine giugno 2019 il 22% della ricchezza nazionale) valeva 17 volte la ricchezza detenuta complessivamente dal 20% pi\u00f9 povero della popolazione italiana.<\/strong><\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"761\" height=\"415\" src=\"https:\/\/armadilla.coop\/wp-content\/uploads\/2021\/02\/distribuzione-ricchezza-nazionale.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-11359\" srcset=\"https:\/\/armadilla.coop\/wp-content\/uploads\/2021\/02\/distribuzione-ricchezza-nazionale.jpg 761w, https:\/\/armadilla.coop\/wp-content\/uploads\/2021\/02\/distribuzione-ricchezza-nazionale-300x164.jpg 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 761px) 100vw, 761px\" \/><\/figure>\n\n\n\n<p><strong>Nella prima decade del millennio la quota di ricchezza del percentile pi\u00f9 ricco degli italiani ha visto un calo fino al 2009 (dal 22,1% al 17,6%), seguito da una crescita nei successivi sette anni (fino al picco del 24% nel 2016) e una nuova, pi\u00f9 lieve, contrazione nell\u2019ultimo triennio. Nei 20 anni intercorsi tra l\u2019inizio del nuovo millennio e il primo semestre del 2019, le quote di ricchezza nazionale netta detenute dal 10% pi\u00f9 ricco dei nostri connazionali e dalla met\u00e0 pi\u00f9 povera della popolazione italiana hanno mostrato un andamento divergente. La quota di ricchezza detenuta dal top-10% \u00e8 cresciuta del 7,6% nel periodo 2000-2019, mentre la quota della met\u00e0 pi\u00f9 povera degli italiani \u00e8 lentamente e costantemente scesa (ad eccezione di un lieve \u201crecupero\u201d nel periodo 2017-2019), riducendosi complessivamente negli ultimi 20 anni del 36,6%.<\/strong> Gli squilibri distribuzionali nelle stime di Credit Suisse si sono acuiti nel ventennio 2000-2019: l\u2019andamento dell\u2019indice di Gini della ricchezza italiana ha registrato un aumento di 7 punti (con, in particolare, un incremento di oltre 9 punti tra il 2005 e il 2016 e un calo di poco meno di 2 punti tra il 2017 e il 2019).<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"1024\" height=\"395\" src=\"https:\/\/armadilla.coop\/wp-content\/uploads\/2021\/02\/italia-crescono-disuguaglianze-1024x395.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-11361\" srcset=\"https:\/\/armadilla.coop\/wp-content\/uploads\/2021\/02\/italia-crescono-disuguaglianze-1024x395.jpg 1024w, https:\/\/armadilla.coop\/wp-content\/uploads\/2021\/02\/italia-crescono-disuguaglianze-300x116.jpg 300w, https:\/\/armadilla.coop\/wp-content\/uploads\/2021\/02\/italia-crescono-disuguaglianze-768x296.jpg 768w, https:\/\/armadilla.coop\/wp-content\/uploads\/2021\/02\/italia-crescono-disuguaglianze.jpg 1400w\" sizes=\"auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><\/figure>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\"><strong>Ricchezza e resilienza economica delle famiglie italiane alla vigilia della pandemia<\/strong><\/h3>\n\n\n\n<p>La ricchezza costituisce una delle dimensioni del benessere economico individuale. Oltre a garantire reddito se \u201cmessa a frutto\u201d, la ricchezza influenza la possibilit\u00e0 di un individuo di investire sul proprio futuro, condiziona le opportunit\u00e0 d\u2019istruzione, facilita l\u2019accesso al credito, offre la possibilit\u00e0 di rifiutare condizioni di lavoro inique, garantisce la libert\u00e0 di assumere rischi per realizzare progetti imprenditoriali. <strong>La ricchezza determina anche la capacit\u00e0 di influenzare le decisioni pubbliche; \u00e8, in particolare, una misura del potere di condizionamento, troppo spesso indebito e volto a tutelare condizioni di privilegio, dei processi decisionali da parte di chi occupa posizioni apicali della piramide distributiva.<\/strong> La ricchezza misura inoltre la resilienza economica delle persone ovvero la loro capacit\u00e0 di resistere a shock di spesa attesi o imprevisti come quelli legati all\u2019insorgere di una malattia o alla perdita dell\u2019impiego che comportano la riduzione finanche l\u2019azzeramento del reddito. Avere informazioni accurate su come la ricchezza sia distribuita tra i cittadini \u00e8 propedeutico per poter valutare quanto diverse siano le capacit\u00e0 delle persone di investire su s\u00e9 stessi, resistere a improvvise situazioni di difficolt\u00e0 o avere pi\u00f9 o meno potere d\u2019influenza e quanto tali differenze siano socialmente accettabili o meno. Nella situazione straordinaria di fronte alla quale ci si \u00e8 trovati nel mese di febbraio 2020, con l\u2019arrivo dello shock pandemico e l\u2019introduzione da parte del governo di misure restrittive che hanno impattano le opportunit\u00e0 lavorative e la capacit\u00e0 reddituale di ampi strati della popolazione, le famiglie italiane si sono trovate, nella condizione di dover attingere a tutte le risorse economiche a propria disposizione per far fronte alla caduta di reddito e mantenere uno standard di vita adeguato. Le disparit\u00e0 patrimoniali preesistenti (pi\u00f9 marcate nelle poste finanziarie dei bilanci delle famiglie) si sono cos\u00ec tradotte in un rischio estremamente diversificato per i cittadini di veder acuite, senza un adeguato e tempestivo supporto pubblico, le proprie condizioni di vita, a partire dalle fasce in condizione di maggiore disagio economico. <strong>Secondo le stime della Banca d\u2019Italia, poco pi\u00f9 del 40% della popolazione italiana versava, all\u2019inizio della pandemia, in condizioni di povert\u00e0 finanziaria ovvero faceva parte di un nucleo familiare che non disponeva di risparmi accumulati sufficienti per vivere sopra la soglia di povert\u00e0 relativa per oltre tre mesi.<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Per risparmi cumulati si intendono le sole attivit\u00e0 finanziarie e non quelle reali (difficilmente liquidabili in tempi brevi) al netto dell\u2019indebitamento. La scelta di escludere le poste negative dei bilanci familiari rende chiaramente conservativa (i.e. sottostimata) la stima della povert\u00e0 finanziaria. <strong>La soglia di povert\u00e0 relativa considerata nella definizione di povert\u00e0 finanziaria \u00e8 data dal 60% del reddito lordo (annuale) equivalente mediano.<\/strong> Le famiglie in \u201cpovert\u00e0 finanziaria\u201d traevano il loro reddito da fonti diversamente esposte alle misure di contenimento. Ad esempio, i redditi da trasferimenti, come le pensioni, erano isolati dalle ricadute occupazionali; per contro, i lavoratori autonomi erano presumibilmente pi\u00f9 esposti di quelli alle dipendenze perch\u00e9 difficilmente avevano accesso a strumenti assicurativi contro la mancanza di lavoro; tra i lavoratori alle dipendenze era infine presumibile che quelli con contratti a termine avrebbero subito pressioni maggiori vista la difficolt\u00e0 di raggiungere i requisiti minimi per l\u2019accesso ai sussidi disoccupazione. Le analisi della Banca d\u2019Italia prospettavano inoltre che, a parit\u00e0 di risorse economiche, le pressioni finanziarie sarebbero state maggiori per le famiglie che non possedevano l\u2019abitazione di residenza Analoghe stime e considerazioni su rischi diversificati di resilienza economica all\u2019inizio della pandemia sono state elaborate dall\u2019economista Salvatore Morelli: <strong>per il 40% circa della popolazione adulta in Italia (20 milioni di persone) il cuscinetto finanziario risultava pressoch\u00e9 inesistente quando la pandemia ha colpito il nostro Paese. Si tratta di un ampio gruppo di persone, con un valore medio del risparmio di circa 1.000 euro, non in grado di fare affidamento sui soli risparmi liquidabili e sopravvivere sopra la soglia di povert\u00e0 assoluta per oltre tre mesi. Nella met\u00e0 meno abbiente di questo gruppo figuravano 10 milioni di persone pi\u00f9 povere con un risparmio medio di circa 300 euro.<\/strong><\/p>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\"><strong>Redditi degli italiani nell\u2019anno pandemico, redditi e consumi attesi, resilienza finanziaria: un\u2019analisi quali-quantitativa<\/strong><\/h3>\n\n\n\n<p>Due indagini straordinarie condotte tra la fine di aprile e l\u2019inizio di maggio e tra la fine di agosto e l\u2019inizio di settembre 2020, da parte della Banca d\u2019Italia, hanno permesso di fotografare qualitativamente la situazione economica delle famiglie italiane, il loro grado di resilienza e le loro aspettative in due fasi diverse dell\u2019anno pandemico corrispondenti all\u2019applicazione di distinte misure restrittive e a peculiari interventi pubblici a sostegno del reddito, del lavoro, delle famiglie e degli operatori economici.<\/p>\n\n\n\n<p>L\u2019indagine primaverile ha rilevato come nelle fasi pi\u00f9 rigide delle misure di contenimento dell\u2019epidemia (<em>lockdown<\/em> primaverile) oltre la met\u00e0 degli individui intervistati abbia subito una contrazione del reddito, anche a fronte di strumenti di sostegno ricevuti. Per il 15% degli intervistati il reddito si era pi\u00f9 che dimezzato. <strong>L\u2019impatto pi\u00f9 negativo ha riguardato i lavoratori autonomi: solo il 20% tra loro non ha visto il proprio reddito calare nel periodo del <\/strong><em><strong>lockdown<\/strong><\/em><strong>, mentre per oltre un terzo degli indipendenti la contrazione ha superato il 50%.<\/strong> La met\u00e0 degli intervistati immaginava inoltre che il proprio reddito avrebbe avuto una riduzione, sebbene di intensit\u00e0 minore, Dei risparmi liquidabili (desunti dall\u2019Indagine sui Bilanci delle Famiglie Italiane relativa al 2016) fanno parte i depositi e i risparmi bancari e postali, i crediti verso amici e familiari e gli oggetti di valore. Il valore medio della \u201cricchezza liquida\u201d di tale gruppo aumenterebbe di poco, attestandosi a 400 euro circa, se si considerassero anche i titoli obbligazionari e azionari e i risparmi accumulati in fondi pensione e assicurazione vita.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Quasi il 40% del campione (con picchi di oltre il 50% tra i disoccupati e i dipendenti a tempo determinato) dichiarava di non riuscire a fare affidamento alle proprie riserve finanziarie per oltre 3 mesi per far fronte ai consumi essenziali o per il pagamento delle rate dei debiti, portando la Banca d\u2019Italia ad aggiornare al 55% (dal 40% circa pre-pandemico) la stima della percentuale della popolazione residente in condizioni di povert\u00e0 finanziaria.<\/strong> Contestualmente l\u2019emergenza sanitaria ed economica risultava incidere negativamente sulle aspettative di spesa delle famiglie italiane: quasi il 60% degli intervistati riteneva che anche al termine dell\u2019epidemia le spese per beni non essenziali sarebbero state inferiori ai livelli pre-crisi. L\u2019indagine qualitativa di fine agosto rivelava un lieve miglioramento nelle condizioni correnti e prospettiche dei nostri connazionali. Maggiore pessimismo sulle proprie condizioni economiche veniva espresso da nuclei con capofamiglia lavoratore autonomo, presumibilmente influenzati dalle preoccupazioni degli impatti della pandemia sulla propria attivit\u00e0. Il numero dei componenti occupati si \u00e8 ridotto per poco pi\u00f9 di un quinto dei nuclei familiari. Per oltre il 20% delle famiglie con figli minori di 14 anni la necessit\u00e0 di accudire i figli ha portato a una riduzione dell\u2019orario lavorativo o alla rinuncia al lavoro. <strong>Il 30% dichiarava di non disporre di risorse liquide sufficienti per far fronte a spese essenziali nemmeno per un mese in assenza di altre entrate.<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Gli effetti della pandemia hanno subito un\u2019attenuazione grazie alle misure di sostegno al reddito come la CIG, l\u2019assegno ordinario del Fondo di integrazione salariale e dei Fondi di solidariet\u00e0, le indennit\u00e0 di disoccupazione, il reddito di cittadinanza, il reddito di emergenza, le misure di sostegno agli autonomi e ai professionisti.<\/p>\n\n\n\n<p>Circa un terzo delle famiglie ha beneficiato di almeno una forma di supporto tra marzo e agosto (60% tra i disoccupati e 40% tra i lavoratori autonomi). Anche le condizioni reddituali hanno segnalato una ripresa rispetto alla rilevazione primaverile pur risultando ancora ben al di sotto dei livelli pre-pandemici. <strong>Poco meno del 30% del campione ha dichiarato che il proprio reddito si \u00e8 contratto rispetto al periodo <\/strong><em><strong>pre-lockdown<\/strong><\/em><strong> (contro il 50% della prima rilevazione) e anche l\u2019entit\u00e0 del calo \u00e8 stata inferiore rispetto alla rilevazione primaverile. Solo il 6% degli intervistati ha riportato una contrazione del reddito superiore al 50% (contro il 15% del campione intervistato ad aprile-maggio).<\/strong> Le aspettative economiche delle famiglie rilevate nella seconda indagine sono divenute meno pessimistiche rispetto alla primavera. La quota di famiglie che attendeva un calo del reddito nei successivi 12 mesi si \u00e8 dimezzata, pur rimanendo alta, al 25%. Preoccupazioni sul netto peggioramento delle condizioni del mercato del lavoro nei dodici mesi successivi all\u2019intervista sono state espresse da oltre un quarto delle famiglie con prospettive occupazionali pi\u00f9 allarmanti per capofamiglia con contratto a termine e lavoratore autonomo. Tra i disoccupati meno di un quinto si aspettava di essere in grado di trovare un nuovo lavoro nell\u2019arco di un anno. L\u2019indagine rilevava inoltre una forte contrazione dei consumi e una maggiore propensione al risparmio sia per motivi precauzionali (a fronte del rischio di diminuzione del proprio reddito) sia per paura di contagio (per particolari spese legate ad attivit\u00e0 turistiche e ricreative). Un primo bilancio quantitativo, riferito al primo semestre dell\u2019anno pandemico, cristallizza una contrazione del reddito di mercato pro-capite (a valori correnti) delle famiglie di 8,8% rispetto al primo semestre del 2019. Una contrazione pi\u00f9 acuta delle due crisi precedenti (la crisi finanziaria del 2007-2008 e quella dei debiti sovrani del 2010-2011). Il calo del reddito disponibile lordo pro-capite \u00e8 risultato invece meno intenso (-3,8% rispetto ai primi sei mesi del 2019, paragonabile alle due crisi precedenti) grazie alla massiccia crescita dei trasferimenti sociali netti. Il calo dei consumi ha prodotto un risparmio netto di 51,6 miliardi di euro con un tasso del risparmio triplicato (dal 2,8% al 9,2%) rispetto alla fine del 2019.<\/p>\n\n\n\n<p>Nel primo semestre del 2020 le famiglie italiane hanno inoltre accresciuto la loro ricchezza finanziaria<\/p>\n\n\n\n<p>grazie a un accreditamento netto pari a 58,8 miliardi (aumento delle attivit\u00e0 per 33 miliardi e riduzione di passivit\u00e0 per circa 26 miliardi di euro).<\/p>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\"><strong>CONCLUSIONI E RACCOMANDAZIONI DI POLICY<\/strong><\/h3>\n\n\n\n<h4 class=\"wp-block-heading\"><strong>Dal locale al nazionale: come incidere sulle cause strutturali delle disuguaglianze<\/strong><\/h4>\n\n\n\n<p>La moderna disuguaglianza, o meglio le tante disuguaglianze (economiche, sociali, di riconoscimento, spaziali, di genere) non sono n\u00e9 casuali n\u00e9 ineluttabili. I divari economici sono il risultato di precise scelte politiche che hanno portato negli ultimi decenni a un profondo mutamento nella distribuzione del potere economico tra lavoro e propriet\u00e0 d\u2019impresa, all\u2019affiorare di nuovi e potenti monopoli, a un eccesso di finanziarizzazione dell\u2019economia. <strong>Un significativo peso ha avuto l\u2019indebolimento delle funzioni dello Stato, una graduale esclusione di ampi settori della societ\u00e0 dalla vita sociale e politica \u201ccontrobilanciata\u201d da un accresciuto condizionamento delle scelte dei decisori politici da parte di portatori di interessi particolari, a difesa della propria condizione di privilegio.<\/strong> Le crescenti distanze economiche tra individui si trasformano in barriere sociali e alimentano un profondo senso di inquietudine civica e ingiustizia. Le fratture all\u2019interno di una societ\u00e0 in cui pochi fanno significativi balzi in avanti mentre molti arretrano, restano fermi o fanno solo passi modesti verso un futuro migliore possono portare repentinamente allo svilimento del patto sociale, a intolleranza, a una sfiducia, non immotivata, nei confronti delle istituzioni, a processi di disgregazione politica, instabilit\u00e0 e derive autoritarie. Chi contrasta l\u2019acuirsi delle disuguaglianze &#8211; e siamo in tatti a farlo &#8211; non \u00e8 fautore di un livellamento economico-sociale e di bieco egualitarismo, ma valorizza l\u2019uguaglianza nella diversit\u00e0 e cerca di dare impulso alla creazione di societ\u00e0 pi\u00f9 eque, mobili e dinamiche in cui le traiettorie e le distanze socio-economiche tra gli individui non siano frutto dell\u2019esercizio di potere indebito e non derivino da vantaggi ingiustificabili. Sono tanti gli interventi di natura pre-distributiva e redistributiva in grado di contrastare efficacemente le elevate e crescenti disuguaglianze.<\/p>\n\n\n\n<p>Al netto delle considerazioni di policy sul rafforzamento dei sistemi di welfare comunitario (da considerare seriamente per il PNRR), raccomandiamo alcuni interventi strutturali, a valenza nazionale, coerentemente con i focus di questo briefing e con le sfide aperte del nostro Paese:<\/p>\n\n\n\n<h4 class=\"wp-block-heading\"><strong>Ammodernamento dei sistemi di protezione dei redditi<\/strong><\/h4>\n\n\n\n<p>La pandemia ha rivelato le insufficienze dei sistemi di protezione dei redditi, incapaci di fornire in tempi ordinari, risposte adeguate a un mondo del lavoro contraddistinto dalla frammentazione delle tipologie contrattuali e delle tutele di welfare e da retribuzioni fin troppo esigue per molti lavoratori; sistemi che sottovalutano inoltre fortemente i rischi di shock non-standard di reddito. <strong>La crisi che stiamo attraversando rafforza la necessit\u00e0 di un sistema di welfare che distingua fra i rischi di disoccupazione associati all\u2019ordinario andamento del mercato del lavoro, e rischi di disoccupazione straordinari dovuti a gravi crisi sistemiche e che contempli misure di protezione da rischi di disoccupazione ordinaria per i lavoratori autonomi e non standard.<\/strong><\/p>\n\n\n\n<h4 class=\"wp-block-heading\"><strong>Ridare potere al lavoro<\/strong><\/h4>\n\n\n\n<p>Al netto delle misure compensative a carico del welfare state, sono necessari <strong>interventi predistributivi che limitino la svalutazione del fattore lavoro e escludano il ricorso a forme contrattuali atipiche e poco remunerate anche attraverso l\u2019innalzamento dei salari minimi<\/strong>. Sul fronte predistributivo va inoltre rafforzata la partecipazione dei lavoratori alla gestione (e alla propriet\u00e0) delle imprese.<\/p>\n\n\n\n<h4 class=\"wp-block-heading\"><strong>Sistemi fiscali equi e progressivi<\/strong><\/h4>\n\n\n\n<p><strong>Va rafforzata la portata redistributiva del sistema nazionale di imposte e trasferimenti. Sul fronte delle politiche impositive, il carico fiscale va spostato dal lavoro e dai consumi su ricchezza e redditi da capitale.<\/strong> L\u2019annunciata riforma della tassazione dei redditi delle persone fisiche deve prevedere un ampliamento della base imponibile e l\u2019aumento del grado di progressivit\u00e0 impositiva.<\/p>\n\n\n\n<h4 class=\"wp-block-heading\"><strong>Investimenti in un\u2019istruzione pubblica di qualit\u00e0 e contrasto alla povert\u00e0 educativa<\/strong><\/h4>\n\n\n\n<p><strong>Va incrementata la spesa pubblica per l\u2019istruzione, per cui l\u2019Italia \u00e8 tristemente fanalino di coda nel confronto internazionale<\/strong>. Se inoltre uno dei punti di forza nella narrazione sul contrasto al fallimento formativo \u00e8 rappresentato dal riconoscimento della buona tenuta educativa e didattica della scuola primaria, il carattere fondativo dei primi anni di istruzione va rafforzato. Occorrono interventi a monte come una diffusione pi\u00f9 ampia degli asili nido, il potenziamento della scuola d\u2019infanzia con particolar riguardo alle aree periferiche, e, in modo flessibile, del tempo prolungato negli istituti comprensivi, soprattutto nel Mezzogiorno. <strong>Proposte strutturali per contrastare la povert\u00e0 educativa devono contemplare il miglioramento delle strutture scolastiche e una migliore gestione del tempo scuola, un incentivo all\u2019innovazione didattica e pedagogica<\/strong> (<em>peer education, tutoring e mentoring<\/em>, coordinamento e programmazione condivisa tra i docenti, ecc.), il rafforzamento dell\u2019istruzione professionale, la creazione di zone di educazione prioritaria tra le aree a maggior incidenza di abbandoni precoce, il potenziamento delle comunit\u00e0 educanti (reti di istituti scolastici e altre realt\u00e0 educative\/formative territoriali extrascolastiche).<\/p>\n\n\n\n<h4 class=\"wp-block-heading\"><strong>Valorizzazione del capitale umano e accesso alla conoscenza<\/strong><\/h4>\n\n\n\n<p>La sovraistruzione costituisce una manifestazione del fenomeno di mismatch tra domanda e offerta di lavoro connotata dall\u2019incapacit\u00e0 del mercato del lavoro di assorbire l\u2019offerta di lavoro qualificato che genera un mancato ritorno economico e sociale degli investimenti sostenuti a livello individuale e collettivo. <strong>La carenza di posizioni lavorative qualificate e di prospettive di progressione di carriera contraddistingue purtroppo in modo negativo il nostrosistema produttivo caratterizzato da una peculiare frammentazione e da un forte sottoutilizzo del capitale umano.<\/strong> L\u2019inversione di tendenza e la creazione di posti di lavoro qualificato passa anche per processi di innovazione da incentivare e accompagnare con un supporto pubblico al trasferimento tecnologico alle piccole e medie imprese italiane fortemente limitate nell\u2019accesso alla conoscenza.<\/p>\n\n\n\n<h4 class=\"wp-block-heading\"><strong>Favorire la mobilit\u00e0 intergenerazionale<\/strong><\/h4>\n\n\n\n<p>Il grado di istruzione, le condizioni economiche, lo status sociale e occupazionale mostrano in Italia una forte persistenza nel passaggio generazionale. <strong>Per favorire maggiore uguaglianza di opportunit\u00e0, va considerata, oltre al miglioramento delle condizioni di accesso all\u2019istruzione di qualit\u00e0, l\u2019opportunit\u00e0 di una dote universale per i giovani e il rafforzamento del grado di concorrenza nei settori meno competitivi in cui il premio di background sociale a parit\u00e0 di istruzione \u00e8 pi\u00f9 persistente<\/strong>.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"1024\" height=\"510\" src=\"https:\/\/armadilla.coop\/wp-content\/uploads\/2021\/02\/sovraistruzione-1024x510.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-11363\" srcset=\"https:\/\/armadilla.coop\/wp-content\/uploads\/2021\/02\/sovraistruzione-1024x510.jpg 1024w, https:\/\/armadilla.coop\/wp-content\/uploads\/2021\/02\/sovraistruzione-300x149.jpg 300w, https:\/\/armadilla.coop\/wp-content\/uploads\/2021\/02\/sovraistruzione-768x384.jpg 768w, https:\/\/armadilla.coop\/wp-content\/uploads\/2021\/02\/sovraistruzione.jpg 1097w\" sizes=\"auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><\/figure>\n\n\n\n<p><\/p>\n","protected":false},"featured_media":11367,"template":"","class_list":["post-11354","quaderno","type-quaderno","status-publish","has-post-thumbnail","hentry"],"acf":[],"yoast_head":"<!-- This site is optimized with the Yoast SEO plugin v26.1.1 - https:\/\/yoast.com\/wordpress\/plugins\/seo\/ -->\n<title>Obiettivo 10: Ridurre le disuguaglianze per promuovere lo sviluppo sostenibile - Armadilla \u2013 Cooperazione internazionale, community welfare<\/title>\n<meta name=\"robots\" content=\"index, follow, max-snippet:-1, max-image-preview:large, max-video-preview:-1\" \/>\n<link rel=\"canonical\" href=\"https:\/\/armadilla.coop\/quaderno\/obiettivo-10-ridurre-disuguaglianze-promuovere-sviluppo-sostenibile\/\" \/>\n<meta property=\"og:locale\" content=\"en_US\" \/>\n<meta property=\"og:type\" content=\"article\" \/>\n<meta property=\"og:title\" content=\"Obiettivo 10: Ridurre le disuguaglianze per promuovere lo sviluppo sostenibile - Armadilla \u2013 Cooperazione internazionale, community welfare\" \/>\n<meta property=\"og:description\" content=\"A cura del Dipartimento Programmi In questo Quaderno riproponiamo il tema della disuguaglianza, ritenuto da molti analisti come una delle principali cause di conflitti e di malessere nel mondo e causa delle carenze per il processo di sviluppo umano sostenibile. Quali politiche vanno realizzate per ridurla a livello globale e locale? Considerando come riferimento strategico [...]Read More... from Obiettivo 10: Ridurre le disuguaglianze per promuovere lo sviluppo sostenibile\" \/>\n<meta property=\"og:url\" content=\"https:\/\/armadilla.coop\/quaderno\/obiettivo-10-ridurre-disuguaglianze-promuovere-sviluppo-sostenibile\/\" \/>\n<meta property=\"og:site_name\" content=\"Armadilla \u2013 Cooperazione internazionale, community welfare\" \/>\n<meta property=\"article:modified_time\" content=\"2021-02-19T11:49:03+00:00\" \/>\n<meta property=\"og:image\" content=\"https:\/\/armadilla.coop\/wp-content\/uploads\/2021\/02\/mappa-disuguaglianza.jpg\" \/>\n\t<meta property=\"og:image:width\" content=\"1280\" \/>\n\t<meta property=\"og:image:height\" content=\"650\" \/>\n\t<meta property=\"og:image:type\" content=\"image\/jpeg\" \/>\n<meta name=\"twitter:card\" content=\"summary_large_image\" \/>\n<meta name=\"twitter:label1\" content=\"Est. reading time\" \/>\n\t<meta name=\"twitter:data1\" content=\"25 minutes\" \/>\n<script type=\"application\/ld+json\" class=\"yoast-schema-graph\">{\"@context\":\"https:\/\/schema.org\",\"@graph\":[{\"@type\":\"WebPage\",\"@id\":\"https:\/\/armadilla.coop\/quaderno\/obiettivo-10-ridurre-disuguaglianze-promuovere-sviluppo-sostenibile\/\",\"url\":\"https:\/\/armadilla.coop\/quaderno\/obiettivo-10-ridurre-disuguaglianze-promuovere-sviluppo-sostenibile\/\",\"name\":\"Obiettivo 10: Ridurre le disuguaglianze per promuovere lo sviluppo sostenibile - Armadilla \u2013 Cooperazione internazionale, community welfare\",\"isPartOf\":{\"@id\":\"https:\/\/armadilla.coop\/#website\"},\"primaryImageOfPage\":{\"@id\":\"https:\/\/armadilla.coop\/quaderno\/obiettivo-10-ridurre-disuguaglianze-promuovere-sviluppo-sostenibile\/#primaryimage\"},\"image\":{\"@id\":\"https:\/\/armadilla.coop\/quaderno\/obiettivo-10-ridurre-disuguaglianze-promuovere-sviluppo-sostenibile\/#primaryimage\"},\"thumbnailUrl\":\"https:\/\/armadilla.coop\/wp-content\/uploads\/2021\/02\/mappa-disuguaglianza.jpg\",\"datePublished\":\"2021-02-19T11:48:57+00:00\",\"dateModified\":\"2021-02-19T11:49:03+00:00\",\"breadcrumb\":{\"@id\":\"https:\/\/armadilla.coop\/quaderno\/obiettivo-10-ridurre-disuguaglianze-promuovere-sviluppo-sostenibile\/#breadcrumb\"},\"inLanguage\":\"en-US\",\"potentialAction\":[{\"@type\":\"ReadAction\",\"target\":[\"https:\/\/armadilla.coop\/quaderno\/obiettivo-10-ridurre-disuguaglianze-promuovere-sviluppo-sostenibile\/\"]}]},{\"@type\":\"ImageObject\",\"inLanguage\":\"en-US\",\"@id\":\"https:\/\/armadilla.coop\/quaderno\/obiettivo-10-ridurre-disuguaglianze-promuovere-sviluppo-sostenibile\/#primaryimage\",\"url\":\"https:\/\/armadilla.coop\/wp-content\/uploads\/2021\/02\/mappa-disuguaglianza.jpg\",\"contentUrl\":\"https:\/\/armadilla.coop\/wp-content\/uploads\/2021\/02\/mappa-disuguaglianza.jpg\",\"width\":1280,\"height\":650},{\"@type\":\"BreadcrumbList\",\"@id\":\"https:\/\/armadilla.coop\/quaderno\/obiettivo-10-ridurre-disuguaglianze-promuovere-sviluppo-sostenibile\/#breadcrumb\",\"itemListElement\":[{\"@type\":\"ListItem\",\"position\":1,\"name\":\"Home\",\"item\":\"https:\/\/armadilla.coop\/en\/\"},{\"@type\":\"ListItem\",\"position\":2,\"name\":\"Quaderni\",\"item\":\"https:\/\/armadilla.coop\/en\/workbooks\/\"},{\"@type\":\"ListItem\",\"position\":3,\"name\":\"Obiettivo 10: Ridurre le disuguaglianze per promuovere lo sviluppo sostenibile\"}]},{\"@type\":\"WebSite\",\"@id\":\"https:\/\/armadilla.coop\/#website\",\"url\":\"https:\/\/armadilla.coop\/\",\"name\":\"Armadilla \u2013 Cooperazione internazionale, community welfare\",\"description\":\"Per un mondo in cui nessuno si senta solo\",\"publisher\":{\"@id\":\"https:\/\/armadilla.coop\/#organization\"},\"potentialAction\":[{\"@type\":\"SearchAction\",\"target\":{\"@type\":\"EntryPoint\",\"urlTemplate\":\"https:\/\/armadilla.coop\/?s={search_term_string}\"},\"query-input\":{\"@type\":\"PropertyValueSpecification\",\"valueRequired\":true,\"valueName\":\"search_term_string\"}}],\"inLanguage\":\"en-US\"},{\"@type\":\"Organization\",\"@id\":\"https:\/\/armadilla.coop\/#organization\",\"name\":\"Armadilla \u2013 Cooperazione internazionale, community welfare\",\"url\":\"https:\/\/armadilla.coop\/\",\"logo\":{\"@type\":\"ImageObject\",\"inLanguage\":\"en-US\",\"@id\":\"https:\/\/armadilla.coop\/#\/schema\/logo\/image\/\",\"url\":\"https:\/\/armadilla.coop\/wp-content\/uploads\/2018\/04\/Armadilla_LOGO-311-90.jpg\",\"contentUrl\":\"https:\/\/armadilla.coop\/wp-content\/uploads\/2018\/04\/Armadilla_LOGO-311-90.jpg\",\"width\":311,\"height\":90,\"caption\":\"Armadilla \u2013 Cooperazione internazionale, community welfare\"},\"image\":{\"@id\":\"https:\/\/armadilla.coop\/#\/schema\/logo\/image\/\"}}]}<\/script>\n<!-- \/ Yoast SEO plugin. -->","yoast_head_json":{"title":"Obiettivo 10: Ridurre le disuguaglianze per promuovere lo sviluppo sostenibile - Armadilla \u2013 Cooperazione internazionale, community welfare","robots":{"index":"index","follow":"follow","max-snippet":"max-snippet:-1","max-image-preview":"max-image-preview:large","max-video-preview":"max-video-preview:-1"},"canonical":"https:\/\/armadilla.coop\/quaderno\/obiettivo-10-ridurre-disuguaglianze-promuovere-sviluppo-sostenibile\/","og_locale":"en_US","og_type":"article","og_title":"Obiettivo 10: Ridurre le disuguaglianze per promuovere lo sviluppo sostenibile - Armadilla \u2013 Cooperazione internazionale, community welfare","og_description":"A cura del Dipartimento Programmi In questo Quaderno riproponiamo il tema della disuguaglianza, ritenuto da molti analisti come una delle principali cause di conflitti e di malessere nel mondo e causa delle carenze per il processo di sviluppo umano sostenibile. Quali politiche vanno realizzate per ridurla a livello globale e locale? Considerando come riferimento strategico [...]Read More... from Obiettivo 10: Ridurre le disuguaglianze per promuovere lo sviluppo sostenibile","og_url":"https:\/\/armadilla.coop\/quaderno\/obiettivo-10-ridurre-disuguaglianze-promuovere-sviluppo-sostenibile\/","og_site_name":"Armadilla \u2013 Cooperazione internazionale, community welfare","article_modified_time":"2021-02-19T11:49:03+00:00","og_image":[{"width":1280,"height":650,"url":"https:\/\/armadilla.coop\/wp-content\/uploads\/2021\/02\/mappa-disuguaglianza.jpg","type":"image\/jpeg"}],"twitter_card":"summary_large_image","twitter_misc":{"Est. reading time":"25 minutes"},"schema":{"@context":"https:\/\/schema.org","@graph":[{"@type":"WebPage","@id":"https:\/\/armadilla.coop\/quaderno\/obiettivo-10-ridurre-disuguaglianze-promuovere-sviluppo-sostenibile\/","url":"https:\/\/armadilla.coop\/quaderno\/obiettivo-10-ridurre-disuguaglianze-promuovere-sviluppo-sostenibile\/","name":"Obiettivo 10: Ridurre le disuguaglianze per promuovere lo sviluppo sostenibile - Armadilla \u2013 Cooperazione internazionale, community welfare","isPartOf":{"@id":"https:\/\/armadilla.coop\/#website"},"primaryImageOfPage":{"@id":"https:\/\/armadilla.coop\/quaderno\/obiettivo-10-ridurre-disuguaglianze-promuovere-sviluppo-sostenibile\/#primaryimage"},"image":{"@id":"https:\/\/armadilla.coop\/quaderno\/obiettivo-10-ridurre-disuguaglianze-promuovere-sviluppo-sostenibile\/#primaryimage"},"thumbnailUrl":"https:\/\/armadilla.coop\/wp-content\/uploads\/2021\/02\/mappa-disuguaglianza.jpg","datePublished":"2021-02-19T11:48:57+00:00","dateModified":"2021-02-19T11:49:03+00:00","breadcrumb":{"@id":"https:\/\/armadilla.coop\/quaderno\/obiettivo-10-ridurre-disuguaglianze-promuovere-sviluppo-sostenibile\/#breadcrumb"},"inLanguage":"en-US","potentialAction":[{"@type":"ReadAction","target":["https:\/\/armadilla.coop\/quaderno\/obiettivo-10-ridurre-disuguaglianze-promuovere-sviluppo-sostenibile\/"]}]},{"@type":"ImageObject","inLanguage":"en-US","@id":"https:\/\/armadilla.coop\/quaderno\/obiettivo-10-ridurre-disuguaglianze-promuovere-sviluppo-sostenibile\/#primaryimage","url":"https:\/\/armadilla.coop\/wp-content\/uploads\/2021\/02\/mappa-disuguaglianza.jpg","contentUrl":"https:\/\/armadilla.coop\/wp-content\/uploads\/2021\/02\/mappa-disuguaglianza.jpg","width":1280,"height":650},{"@type":"BreadcrumbList","@id":"https:\/\/armadilla.coop\/quaderno\/obiettivo-10-ridurre-disuguaglianze-promuovere-sviluppo-sostenibile\/#breadcrumb","itemListElement":[{"@type":"ListItem","position":1,"name":"Home","item":"https:\/\/armadilla.coop\/en\/"},{"@type":"ListItem","position":2,"name":"Quaderni","item":"https:\/\/armadilla.coop\/en\/workbooks\/"},{"@type":"ListItem","position":3,"name":"Obiettivo 10: Ridurre le disuguaglianze per promuovere lo sviluppo sostenibile"}]},{"@type":"WebSite","@id":"https:\/\/armadilla.coop\/#website","url":"https:\/\/armadilla.coop\/","name":"Armadilla \u2013 Cooperazione internazionale, community welfare","description":"Per un mondo in cui nessuno si senta solo","publisher":{"@id":"https:\/\/armadilla.coop\/#organization"},"potentialAction":[{"@type":"SearchAction","target":{"@type":"EntryPoint","urlTemplate":"https:\/\/armadilla.coop\/?s={search_term_string}"},"query-input":{"@type":"PropertyValueSpecification","valueRequired":true,"valueName":"search_term_string"}}],"inLanguage":"en-US"},{"@type":"Organization","@id":"https:\/\/armadilla.coop\/#organization","name":"Armadilla \u2013 Cooperazione internazionale, community welfare","url":"https:\/\/armadilla.coop\/","logo":{"@type":"ImageObject","inLanguage":"en-US","@id":"https:\/\/armadilla.coop\/#\/schema\/logo\/image\/","url":"https:\/\/armadilla.coop\/wp-content\/uploads\/2018\/04\/Armadilla_LOGO-311-90.jpg","contentUrl":"https:\/\/armadilla.coop\/wp-content\/uploads\/2018\/04\/Armadilla_LOGO-311-90.jpg","width":311,"height":90,"caption":"Armadilla \u2013 Cooperazione internazionale, community welfare"},"image":{"@id":"https:\/\/armadilla.coop\/#\/schema\/logo\/image\/"}}]}},"jetpack_sharing_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/armadilla.coop\/en\/wp-json\/wp\/v2\/quaderno\/11354","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/armadilla.coop\/en\/wp-json\/wp\/v2\/quaderno"}],"about":[{"href":"https:\/\/armadilla.coop\/en\/wp-json\/wp\/v2\/types\/quaderno"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/armadilla.coop\/en\/wp-json\/wp\/v2\/media\/11367"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/armadilla.coop\/en\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=11354"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}