{"id":11320,"date":"2021-01-13T11:15:15","date_gmt":"2021-01-13T10:15:15","guid":{"rendered":"https:\/\/armadilla.coop\/?post_type=quaderno&#038;p=11320"},"modified":"2021-01-13T11:22:17","modified_gmt":"2021-01-13T10:22:17","slug":"la-prossima-frontiera-sviluppo-umano","status":"publish","type":"quaderno","link":"https:\/\/armadilla.coop\/en\/quaderno\/la-prossima-frontiera-sviluppo-umano\/","title":{"rendered":"La prossima frontiera: Sviluppo umano e antropocene. Rapporto UNDP 2020"},"content":{"rendered":"\n<p class=\"has-text-align-right has-small-font-size\"><em>A cura di Vincenzo Pira e Marco Pasquini<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><strong>In questo Quaderno presentiamo il documento <strong>\u201c<\/strong>The next frontier Human development and the Anthropocene\u201d &#8211; Rapporto 2020 sullo sviluppo umano pubblicato dell&#8217;UNDP (United Nation Development Programme).<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>La versione integrale in inglese si trova nel sito di <a href=\"http:\/\/hdr.undp.org\/en\/2020-report\/download\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">UNDP<\/a>.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Il rapporto si divide in tre parti: la prima esplora come lo \u201csviluppo umano\u201d interagisce col fenomeno dell&#8217;antropocene; la seconda considera quali strategie attuare e quali azioni compiere per innescare il cambiamento; la terza propone nuove metriche per il monitoraggio dei risultati, fornendo un aggiornamento dell\u2019indice di sviluppo umano in modo che sia in grado di considerare le pressioni esercitate dall\u2019uomo sull\u2019ambiente.<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>La proposta di modifica dell\u2019Indice di sviluppo umano (Isu) rappresenta la vera novit\u00e0 di questo lavoro. L\u2019UNDP da 30 anni pubblica annualmente il Rapporto sullo sviluppo umano e l\u2019Isu di tutte le nazioni. Una classifica basata su tre indicatori (reddito pro capite, speranza di vita e anni di scolarizzazione) che \u00e8 stata spesso oggetto di critiche per una serie di mancanze che rendevano la valutazione priva di determinati fattori capaci di influenzare il benessere di una popolazione. Nel 1998 anche il premio Nobel dell\u2019economia Amartya Sen aveva criticato l\u2019Isu in quanto tale indice ometterebbe degli importanti fattori di sviluppo umano.<\/p>\n\n\n\n<p>Si tratta della presenza di elezioni libere, democrazia, libert\u00e0 di stampa e di espressione e indicatori relativi alla sostenibilit\u00e0, alla tecnologia e alla cultura.<\/p>\n\n\n\n<p>Proprio per questo motivo, con quest\u2019ultimo studio l\u2019UNDP ha deciso di modificare, parzialmente, l\u2019Isu aggiungendo due specifici parametri che tengono conto della componente ambientale: le emissioni di anidride carbonica e l\u2019impronta ecologica. E al HDI (Human Development Index) si aggiunge la P dell&#8217;indice di pressione planetaria (diventando PHDI).<\/p>\n\n\n\n<p>Il Rapporto chiede una giusta trasformazione che espanda le libert\u00e0 umane allentando le pressioni planetarie. Affinch\u00e9 le persone possano prosperare nell&#8217;Antropocene, le nuove traiettorie di sviluppo devono fare tre cose: migliorare l&#8217;equit\u00e0, promuovere l&#8217;innovazione e instillare un senso di gestione del pianeta. Questi risultati contano di per s\u00e9 e sono importanti per il nostro futuro condiviso sul nostro pianeta.<\/p>\n\n\n\n<p>\u201c<em>Il dilemma dell&#8217;insostenibilit\u00e0 pu\u00f2 essere il nostro problema, ma il compito di risolverlo \u00e8 anche nostro. La natura del problema, il suo pi\u00f9 pieno apprezzamento, i modi e i mezzi per risolverlo appartengono a noi, l&#8217;umanit\u00e0 nel suo insieme. Se c&#8217;\u00e8 un argomento su cui servono collaborazione e impegni non divisivi, questo \u00e8 sicuramente. Ma per rendere questo possibile ed efficace, abbiamo bisogno di una visione dell&#8217;umanit\u00e0 non come pazienti i cui interessi devono essere curati, ma come agenti che possono fare cose efficaci, sia individualmente che congiuntamente &#8220;.<\/em> &nbsp;(Amartya Sen)<\/p>\n\n\n\n<p><em>\u201cLa maggior parte degli scritti &#8216;classici&#8217; sulla sostenibilit\u00e0 presentano le persone come il problema, non come una fonte collettiva di forza. Inquadrano il discorso in termini di risorse limitate della Terra e di popolazione in aumento. Ci siamo allontanati dall&#8217;incorniciarlo esclusivamente intorno ai limiti alla crescita e alla conservazione delle risorse naturali. Invece, enfatizziamo le connessioni tra comunit\u00e0, ecosistemi e giustizia sociale\u201d. (Harini Nagendra)<\/em><\/p>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\">1. L\u2019umanit\u00e0 in rotta di collisione con il pianeta<\/h3>\n\n\n\n<p><strong>Il Rapporto UNDP 2020 sullo sviluppo umano nella prima parte coniuga ci\u00f2 con l&#8217;antropocene. Con questo termine ci si riferisce all&#8221;epoca geologica attuale, in cui l\u2019ambiente terrestre, nell\u2019insieme delle sue caratteristiche fisiche, chimiche e biologiche, viene fortemente condizionato su scala sia locale sia globale dagli effetti dell\u2019azione umana, con particolare riferimento all&#8217;aumento delle concentrazioni di CO2 e CH4 nell&#8217;atmosfera.<\/strong> Da molti anni geologi, esperti in stratigrafia, scienziati, climatologi, discutono su quale sia la data in cui l\u2019Olocene, iniziato 11 mila anni fa, si sia concluso. Il termine Antropocene venne coniato gi\u00e0 nel 2000 dal chimico olandese premio Nobel Paul Crutzen, mentre la data-simbolo del 16 luglio 1945 \u00e8 frutto di una ricerca compiuta da un gruppo internazionale di studiosi facenti parte dell\u2019Anthropocene Working Group.<\/p>\n\n\n\n<p>Il coordinatore editoriale del rapporto \u00e8 Pedro Concei\u00e7\u00e3o, direttore dell\u2019Human Development Report Office dell\u2019UNDP, che lo presenta con queste dichiarazioni: &#8220;<strong><em>Il modo in cui le persone subiscono le pressioni planetarie \u00e8 legato al modo in cui funzionano le societ\u00e0 e oggi le societ\u00e0 spezzate stanno mettendo le <a>persone e il pianeta in rotta di collisione.<\/a> Il rapporto dimostra che le disuguaglianze all\u2019interno e tra i Paesi, con profonde radici nel colonialismo e nel razzismo, significano che le persone che hanno di pi\u00f9 prendono i benefici della natura ed esportano i costi. Questo soffoca le opportunit\u00e0 per le persone che hanno meno e riduce al minimo la loro capacit\u00e0 di fare qualsiasi cosa al riguardo<\/em><\/strong>&#8220;.<\/p>\n\n\n\n<p>Concei\u00e7\u00e3o fa l\u2019esempio dei territori dell\u2019Amazzonia gestiti dalle popolazioni indigene che, su base pro capite, assorbono CO2 equivalente a quella emessa dall\u20191% pi\u00f9 ricco delle persone al mondo. &#8220;<em>Tuttavia, le popolazioni indigene continuano a dover affrontare difficolt\u00e0, persecuzioni e discriminazioni e hanno poca voce nel processo decisionale. E la discriminazione basata sull\u2019etnia spesso lascia le comunit\u00e0 autoctone gravemente colpite ed esposte a rischi ambientali elevati come rifiuti tossici o inquinamento eccessivo, una tendenza che si riproduce nelle aree urbane di tutti i continenti. <strong>Allentare le pressioni planetarie in un modo che consenta a tutte le persone di prosperare in questa nuova era, richiede lo smantellamento dei grossolani squilibri di potere e dei gap delle opportunit\u00e0 che ostacolano la trasformazione<\/strong>&#8220;. Il rapporto conferma che l\u2019azione pubblica pu\u00f2 affrontare queste disuguaglianze, con esempi che vanno dalla tassazione sempre pi\u00f9 progressiva, alla protezione delle comunit\u00e0 costiere attraverso investimenti preventivi e assicurazioni, una mossa che potrebbe salvaguardare la vita di 840 milioni di persone che vivono lungo le coste a livello sul mare del mondo. Ma ci deve essere uno sforzo concertato per garantire che le azioni non mettano ulteriormente le persone contro il pianeta&#8221;.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>Concei\u00e7\u00e3o conclude<em>: &#8220;<strong>La prossima frontiera per lo sviluppo umano non riguarda la scelta tra persone o alberi; si tratta di riconoscere, oggi, che il progresso umano guidato da una crescita ineguale e ad alta intensit\u00e0 di carbonio ha fatto il suo corso. Affrontando la disuguaglianza, capitalizzando sull\u2019innovazione e lavorando con la natura, lo sviluppo umano potrebbe compiere un passo in avanti trasformativo per sostenere insieme le societ\u00e0 e il pianeta<\/strong><\/em>&#8220;.<\/p>\n\n\n\n<p>Le stime attuali prevedono che, entro il 2100, ogni anno, i Paesi pi\u00f9 poveri del mondo potrebbero sperimentare fino a 100 giorni in pi\u00f9 di condizioni meteorologiche estreme a causa dei cambiamenti climatici, una cifra che potrebbe essere dimezzata se venisse pienamente attuato l\u2019Accordo di Parigi sui cambiamenti climatici. Invece <strong>i governi continuano a sovvenzionare i combustibili fossili, nonostante che i dati del Fondo monetario internazionale citati nel rapporto evidenzino che il costo che le compagnie petrolifere fanno pagare \u2013 compresi i costi indiretti \u2013 alle societ\u00e0 umane \u00e8 stimato a oltre 5 trilioni di dollari all\u2019anno, o il 6,5% del PIL globale.<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Da soli, rimboschimento e una migliore cura delle foreste potrebbero rappresentare circa un quarto delle azioni che dobbiamo intraprendere prima del 2030 per impedire che il riscaldamento globale raggiunga i 2 gradi Celsius sopra i livelli preindustriali.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Diverse agenzie dell\u2019ONU avevano avvisato: complice il Covid-19, il 2020 sarebbe stato un anno difficile per lo sviluppo umano. Il Coronavirus ha infatti dato uno stop al raggiungimento degli Obiettivi di sviluppo sostenibile che la comunit\u00e0 internazionale vorrebbe raggiungere entro il 2030. La pandemia ha infatti colpito tutti gli elementi che lo misurano: reddito, istruzione e salute.<\/strong><\/p>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\">2. Sviluppo umano nel mondo<\/h3>\n\n\n\n<p><strong>Con il nuovo indicatore, PHDI, emerge una \u201cmeno rosea ma pi\u00f9 chiara\u201d immagine dell\u2019attuale sviluppo umano. La dipendenza di molti stati dall\u2019energia fossile e l\u2019impronta ambientale rilasciata hanno avuto un grosso peso.<\/strong> <strong>Pi\u00f9 di 50 nazioni sono uscite dal gruppo di paesi con il maggiore ISU.<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>La Norvegia, prima della classifica, perde quindi 15 posizioni. Va peggio all\u2019Australia, che scende dalla posizione 8 alla 72, a Singapore (da 11 a 92) o al Lussemburgo, che da 23\u00b0 diventa addirittura 174\u00b0. Aumenta, invece, la posizione dell\u2019Indonesia, che guadagna 16 punti in pi\u00f9. Sale anche la posizione dell\u2019Italia, che si sposta dal posto 29 al 17, ma aspettiamo a cantar vittoria. La promozione \u00e8 infatti dovuta solo all\u2019andamento peggiore dei nostri vicini. In base al PHDI, infatti, anche lo sviluppo umano dell\u2019Italia sarebbe calato.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>La conclusione \u00e8 unanime: nessuno ha raggiunto finora uno sviluppo umano elevato senza mettere a dura prova la salute del pianeta.<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>A seguito di questa modifica, dal rapporto emerge un nuovo quadro globale molto meno roseo che in passato, basti pensare, appunto, che solo a causa della dipendenza dai combustibili fossili pi\u00f9 di 50 paesi abbandonano il gruppo di \u201csviluppo umano molto elevato\u201d (il pi\u00f9 alto del ranking) e vengono retrocessi in altre categorie.<\/p>\n\n\n\n<p>Siamo in un momento senza precedenti nella storia dell&#8217;umanit\u00e0 e della nostra<\/p>\n\n\n\n<p>pianeta. Le luci di avvertimento sono state accese per le nostre societ\u00e0 e per il mondo.&nbsp; La pandemia COVID-19 \u00e8 la pi\u00f9 recente e terrificante conseguenza di squilibri diffusi.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Gli scienziati hanno ripetutamente avvertito che le interazioni tra esseri umani, bestiame e fauna e flora selvatiche causerebbe sempre pi\u00f9 la comparsa di agenti patogeni con cui non siamo compatibili.<\/strong> Queste interazioni sono aumentate costantemente di intensit\u00e0, esercitando in definitiva una pressione cos\u00ec alta sugli ecosistemi locali che ha portato alla diffusione di virus mortali. \u00c8 possibile che il nuovo coronavirus sia il pi\u00f9 recente, ma se non miglioriamo il nostro rapporto con la natura, non sar\u00e0 l&#8217;ultimo.<\/p>\n\n\n\n<p>I nuovi agenti patogeni non compaiono per caso come anche le pandemie che ne conseguono. <strong>Il COVID-19 si \u00e8 diffuso rapidamente in un mondo interconnesso, seminando il caos ovunque e attaccando soprattutto i punti deboli delle societ\u00e0, approfittando e aggravando le innumerevoli disuguaglianze relative allo sviluppo umano (salute, istruzione, reddito).<\/strong> In troppi casi, queste debolezze hanno vanificato gli sforzi per controllare il virus. Nonostante il fatto che COVID-19 abbia attirato l&#8217;attenzione del mondo, le crisi preesistenti continuano. La stagione degli uragani atlantici ha stabilito nuovi record sia in termini di numero di tempeste che di quanto velocemente si sono intensificate. Negli ultimi 12 mesi, incendi straordinari hanno bruciato vaste aree in Australia, nella regione del Pantanal brasiliano, nella Siberia orientale nella Federazione Russa e nella costa occidentale degli Stati Uniti. <strong>Il pianeta sta perdendo biodiversit\u00e0 a un ritmo vertiginoso: un quarto delle specie \u00e8 a rischio di estinzione, molte delle quali entro pochi decenni. Molti esperti ritengono che siamo nel mezzo o sull&#8217;orlo di un&#8217;estinzione di massa di specie, la sesta nella storia del pianeta e la prima causata da un unico organismo: l&#8217;essere umano.<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>La pressione sul pianeta riflette lo stress che molte delle nostre societ\u00e0 sopportano. Non \u00e8 una semplice coincidenza. Infatti gli squilibri planetari (cambiamenti nel pianeta pericolosi per le persone e per tutte le forme di vita) e gli squilibri sociali si aggravano a vicenda. Come si \u00e8 gi\u00e0 dimostrato nel Rapporto sullo sviluppo umano del 2019, molte delle disuguaglianze ci sono state e continuano ad aumentare. Il cambiamento climatico, che include, tra gli altri aspetti, pericolosi cambiamenti planetari, non far\u00e0 che peggiorarle. La mobilit\u00e0 sociale diminuisce mentre aumenta l&#8217;instabilit\u00e0 sociale.<\/p>\n\n\n\n<p>Ci sono segnali inquietanti di regresso democratico e di crescente autoritarismo. Il contesto di frammentazione sociale ostacola l&#8217;azione collettiva in tutte le aree, dalla pandemia COVID-19 al cambiamento climatico.<\/p>\n\n\n\n<p>Piaccia o no, una nuova normalit\u00e0 \u00e8 in arrivo. Il COVID-19 \u00e8 solo l&#8217;inizio. C&#8217;\u00e8 una convinzione diffusa tra gli scienziati che stiamo uscendo dall&#8217;Olocene, che \u00e8 durato circa 12.000 anni e durante il quale \u00e8 nata la civilt\u00e0 umana come la conosciamo.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>La comunit\u00e0 scientifica suggerisce che stiamo entrando in una nuova epoca geologica, l&#8217;Antropocene, in cui gli esseri umani sono una forza dominante che determina il futuro del pianeta. La domanda \u00e8: cosa ne faremo di questa nuova era?<\/strong> Avventurarci in nuovi percorsi dove, di fronte a un futuro incerto, aspiriamo ad espandere le libert\u00e0 umane e alleviare le pressioni planetarie? O proveremo a tornare alla situazione precedente e, alla fine, falliremo nel tentativo di lanciarci, senza meta e male equipaggiati, verso un futuro pericoloso e sconosciuto?<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"1024\" height=\"483\" src=\"https:\/\/armadilla.coop\/wp-content\/uploads\/2021\/01\/hdr2020-21-1024x483.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-11322\" srcset=\"https:\/\/armadilla.coop\/wp-content\/uploads\/2021\/01\/hdr2020-21-1024x483.jpg 1024w, https:\/\/armadilla.coop\/wp-content\/uploads\/2021\/01\/hdr2020-21-300x141.jpg 300w, https:\/\/armadilla.coop\/wp-content\/uploads\/2021\/01\/hdr2020-21-768x362.jpg 768w, https:\/\/armadilla.coop\/wp-content\/uploads\/2021\/01\/hdr2020-21.jpg 1515w\" sizes=\"auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><figcaption>Effetto del Covid 19 sulle variazioni dello sviluppo umano<br><em>Fonte: versione aggiornata della figura 3 \/ The next frontier Human development and the Anthropocene, pagina 21<\/em><\/figcaption><\/figure>\n\n\n\n<p>Questo Rapporto sullo Sviluppo Umano sostiene fortemente la prima opzione e gli argomenti presentati in esso vanno oltre un semplice riassunto di noti elenchi di attivit\u00e0 che possono essere svolte per raggiungere tale obiettivo. <strong>Sappiamo che il prezzo del carbone pu\u00f2 essere una misura politica efficace ed efficiente per ridurre le emissioni di carbonio. Sappiamo anche che i sussidi ai combustibili fossili favoriscono queste emissioni, quindi dovrebbero essere gradualmente eliminati.<\/strong> Mentre il Rapporto esamina i vari percorsi che le societ\u00e0 possono intraprendere per prendere decisioni diverse, il suo contributo unico \u00e8 una prospettiva di sviluppo umano, una visione che mira a rimuovere alcuni degli ostacoli che pi\u00f9 ostacolano la prosperit\u00e0 umana e ad alleviare le pressioni sul pianeta. Ha lo scopo di identificare i motivi per cui le &#8220;soluzioni&#8221; generalmente proposte non vengono applicate nella loro interezza e perch\u00e9, in molti casi, il loro grado di applicazione non fa la differenza. <strong>Il Rapporto mette in discussione proprio il discorso che circonda il concetto di \u201csoluzioni a un problema\u201d, in cui le soluzioni a problemi discreti sono in una certa misura esterne, preesistenti e slegate da noi e anche le une dalle altre. Una volta scoperte le soluzioni, si pretende di applicarle ovunque, come se fossero una panacea.<\/strong> La tecnologia e l&#8217;innovazione sono importanti &#8211; e molto, come sostiene il Rapporto &#8211; ma il quadro \u00e8 molto pi\u00f9 complesso, molto meno lineare e molto pi\u00f9 dinamico di questo tipo di semplici metafore su soluzioni universalmente valide. Una singola soluzione, per quanto promettente, pu\u00f2 avere conseguenze impreviste molto pericolose. <strong>Dobbiamo riorientare la nostra attenzione; tralasciare la visione basata su problemi specifici e compartimentati, poich\u00e9 in realt\u00e0 sono multidimensionali, interconnessi e sempre pi\u00f9 universali. <\/strong>Di fronte alla complessit\u00e0, il progresso deve abbracciare un apprendimento pratico e adattivo, guidato da ampie innovazioni, ancorato al processo decisionale deliberativo e partecipativo e supportato da un appropriato mix di incentivi e sanzioni. La strada non sar\u00e0 facile. Rimangono enormi differenze fondamentali, sia nell&#8217;interesse che nella capacit\u00e0 di risposta e responsabilit\u00e0 delle istituzioni odierne. Molto significative sono anche le varie forme di disuguaglianza, che limitano la partecipazione al processo decisionale, riducono il potenziale di innovazione e aumentano la vulnerabilit\u00e0 ai cambiamenti climatici e alle minacce ecologiche.<\/p>\n\n\n\n<p>Le decisioni di sviluppo sono spesso limitate a una serie ristretta di traiettorie banali, ma in definitiva insostenibili. Alla base di queste decisioni ci sono le domande fondamentali: cosa consideriamo prezioso e quanto lo apprezziamo.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>L&#8217;approccio allo sviluppo umano sostenibile ci ricorda che la crescita economica \u00e8 pi\u00f9 un mezzo che un fine in s\u00e9. \u00c8 importante disporre di pi\u00f9 risorse materiali, purch\u00e9 distribuite equamente e rispettino i limiti del pianeta, poich\u00e9 queste risorse ampliano le opportunit\u00e0 delle persone da una generazione all&#8217;altra. In effetti, la componente di reddito dell&#8217;originale Indice di sviluppo umano doveva servire come indicatore indiretto delle risorse materiali che abilitano una serie di capacit\u00e0 di base che ampliano le opportunit\u00e0 delle persone.<\/strong> <strong>Due capacit\u00e0 &#8211; vivere una vita sana e ricevere un&#8217;istruzione &#8211; sono cos\u00ec cruciali che sono state misurate come parte dell&#8217;ISU sin dal suo inizio. A differenza del reddito o della crescita economica, non sono solo mezzi ma fini a s\u00e9 stessi.<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Il precedente Rapporto sullo sviluppo umano del 2019 ha affermato che una nuova generazione di capacit\u00e0 aumentate stava diventando pi\u00f9 importante per prosperare nell&#8217;era digitale. I postulati centrali dello sviluppo umano non sono cambiati; il suo cardine continua ad essere ci\u00f2 che la gente apprezza. Quello che \u00e8 cambiato \u00e8 il contesto. <strong>Da considerare che pi\u00f9 di 1 miliardo di persone sono state risollevate dalla povert\u00e0 estrema in una generazione, il che \u00e8 senza dubbio uno dei pi\u00f9 grandi successi dell&#8217;umanit\u00e0. Tuttavia, non si pu\u00f2 dimenticare che la pandemia COVID-19 potrebbe aver fatto precipitare circa 100 milioni di persone nella povert\u00e0 estrema, la pi\u00f9 grande battuta d&#8217;arresto in una generazione. <\/strong>Lo sviluppo umano potrebbe aver subito un duro colpo nel 2020. Eliminare la povert\u00e0 in tutte le sue forme &#8211; senza riapparire in un mondo dinamico &#8211; rimane fondamentale, ma continuano ad emergere nuove aspirazioni insieme a un fermo impegno a non lasciare indietro nessuno nel processo. <strong>Lo sviluppo umano \u00e8 un viaggio senza fine, non una destinazione. Il suo centro di gravit\u00e0 \u00e8 sempre stato qualcosa di pi\u00f9 che soddisfare unicamente le esigenze fondamentali. Lo sviluppo umano consente alle persone di definire e seguire i propri percorsi al fine di condurre una vita piena con maggiori libert\u00e0.<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><strong>Ci sfida a considerare gli agenti e non i pazienti come uno dei temi centrali del Rapporto di quest&#8217;anno.<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Il terreno si sta spostando sotto i nostri piedi mentre affrontiamo le sfide senza precedenti poste dall&#8217;era nascente dell&#8217;Antropocene. In questa occasione, il percorso non \u00e8 solo quello di aumentare le capacit\u00e0 delle persone per condurre una vita che apprezzano, cio\u00e8 di espandere le opportunit\u00e0 delle persone.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Dobbiamo considerare attentamente altre due dimensioni fondamentali dello sviluppo umano: la capacit\u00e0 di agire (cio\u00e8 di partecipare al processo decisionale e che ogni persona pu\u00f2 decidere da s\u00e9) e i valori (cio\u00e8 la capacit\u00e0 di prendere decisioni che ognuno preferisce), prestando particolare attenzione alle nostre interazioni con la natura, alla nostra gestione del pianeta. <\/strong>&nbsp;Non possiamo presumere che l&#8217;aumento delle capacit\u00e0 delle persone porti automaticamente ad un sollievo dalle pressioni planetarie. L&#8217;ISU offre dati storici molto chiari al contrario: i paesi con i pi\u00f9 alti livelli di sviluppo umano hanno avuto la tendenza ad esercitare una maggiore pressione sul pianeta su scala pi\u00f9 ampia. N\u00e9 possiamo semplicemente presumere che una maggiore libert\u00e0 d&#8217;azione significher\u00e0 di per s\u00e9 che le persone che hanno maggiori poteri sceglieranno invariabilmente, individualmente e collettivamente, di evitare pericolosi cambiamenti planetari. I valori, in particolare la loro combinazione e l&#8217;interazione tra loro, aiutano a guidare le decisioni che le persone pi\u00f9 responsabili prendono riguardo alle loro vite. Sono fondamentali per la nostra comprensione personale di cosa significhi condurre una buona vita. Tuttavia, le persone non possono mettere in pratica questi valori se non hanno consapevolezza e capacit\u00e0 di agire sufficienti.<\/p>\n\n\n\n<p>Ci sono ampie prove che i valori possono essere modificati deliberatamente e abbastanza rapidamente. Considerate il profondo cambiamento che si \u00e8 verificato in molti paesi negli standard, nei regolamenti e nei comportamenti sul tabacco. Fino a poco tempo, il fumo proiettava l&#8217;immagine di un&#8217;invidiabile posizione culturale elevata nei paesi di tutto il mondo. Negli ultimi decenni, in misura diversa, la sigaretta ha perso notevole prestigio; tuttavia, resta ancora molto da fare, soprattutto per affrontare le disuguaglianze residue nell&#8217;uso del tabacco, soprattutto nei paesi in via di sviluppo. Il primo trattato internazionale sulla salute, negoziato sotto gli auspici dell&#8217;Organizzazione mondiale della sanit\u00e0, la Convenzione quadro sul controllo del tabacco, ha esclusivamente questo obiettivo. Il trattato a 182 parti che comprende oltre il 90% della popolazione mondiale \u00e8 una testimonianza di ci\u00f2 che pu\u00f2 essere ottenuto attraverso la conoscenza scientifica nella salute pubblica &#8211; combinata con una leadership politica sostenuta ed efficace &#8211; per promuovere azioni su un problema globalizzato. I valori ambientali hanno subito una trasformazione simile. La preoccupazione per le questioni distributive inizi\u00f2 presto ad acquisire rilevanza con il movimento per la giustizia ambientale. Questi movimenti sono nati in gran parte come reazione pratica a nuove realt\u00e0, come l&#8217;inquinamento dell&#8217;aria e dell&#8217;acqua, un problema che ha iniziato a verificarsi in modi senza precedenti ea livelli senza precedenti e spesso ha colpito in modo sproporzionato i gruppi emarginati. Entrambi hanno ampliato il concetto di &#8220;buona vita&#8221; creando uno spazio per la tutela dell&#8217;ambiente, la giustizia sociale e le responsabilit\u00e0 intergenerazionali, gettando cos\u00ec le basi per l&#8217;era dello sviluppo sostenibile. Questi movimenti devono continuare ad evolversi in risposta alle sfide planetarie, qualcosa che non faceva parte dei loro scopi iniziali. Nel contesto dell&#8217;Antropocene, \u00e8 fondamentale abbandonare le distinzioni radicali tra le persone e il pianeta. Gli approcci al sistema terrestre indicano sempre pi\u00f9 l&#8217;interconnessione tra i due come sistemi socio-ecologici, un concetto altamente pertinente all&#8217;Antropocene. Lo sviluppo umano concorda con questo approccio. Si \u00e8 sempre trattato di abbattere compartimenti stagni e realizzare collegamenti. Una prospettiva di sviluppo incentrata sulle possibilit\u00e0 umane potrebbe essere diversa? <strong>Tutti noi navighiamo costantemente tra spazi sociali, economici e ambientali. Nello stesso giorno, una contadina pu\u00f2 agire come madre e moglie, raccogliere legna da ardere e trasportare l&#8217;acqua, preoccuparsi delle condizioni meteorologiche e dei parassiti, negoziare sul mercato e acquistare medicine e libri di testo.<\/strong> Persone, spazio e ambiente non sono collegati solo nei contesti rurali. Gli abitanti delle citt\u00e0 interagiscono anche con il loro ambiente, spesso con un&#8217;intensit\u00e0 molto maggiore o in modi molto pi\u00f9 diversi, al fine di ottenere cibo, acqua o intrattenimento e accedere a cure fisiche e mentali. Il fattore che consente all&#8217;approccio di sviluppo umano di uscire dai suoi vincoli disciplinari e settoriali \u00e8 la prospettiva centrata sull&#8217;esperienza di ogni individuo, e non le strutture istituzionali organizzate per settori. L&#8217;obiettivo \u00e8 vedere lo sviluppo come lo vediamo con i nostri occhi. Le crisi sistemiche a cui stiamo assistendo con sempre maggiore frequenza sono allarmanti.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Non possiamo pi\u00f9 permetterci &#8211; se mai potremmo &#8211; di risolvere i problemi considerandoli isolatamente, come punti quasi indipendenti appartenenti a sfere sociali ed ecologiche separate.<\/strong> Al contrario, sono nodi di una rete socio-ecologica interdipendente che, nel suo insieme, emette segnali di allarme. La resilienza del sistema \u00e8 stata data per scontata, soprattutto quando solo una parte di esso era in difficolt\u00e0 in un dato momento. L&#8217;effetto omogeneizzante dei nostri modelli predominanti di produzione e consumo, con cui abbiamo costruito il nostro mondo, ha eroso la diversit\u00e0 &#8211; in tutte le sue forme, da quella biologica a quella culturale &#8211; un aspetto vitale per la resilienza. La diversit\u00e0 porta a una maggiore ridondanza, il che, sebbene possa non essere positivo per le imprese, spetta ai sistemi essere pi\u00f9 resilienti ai disturbi trasmessi attraverso le linee che collegano le persone e nazioni. In poco pi\u00f9 di un decennio, le crisi finanziarie globali, climatiche, disuguaglianze e COVID-19 hanno rivelato che la resilienza del sistema \u00e8 incrinata. I sistemi di smorzamento si stanno indebolendo alla massima velocit\u00e0. I collegamenti che una volta erano elastici sono diventati fragili, pi\u00f9 inclini a rompersi che a offrire flessibilit\u00e0, portando a un&#8217;ulteriore destabilizzazione del sistema Terra. Il risultato \u00e8 che i disturbi si traducono pi\u00f9 facilmente in contagio &#8211; sia esso economico, ambientale o virale &#8211; che si diffonde indifferentemente attraverso i confini porosi degli stati-nazione e scalando i muri illusori che separano il pianeta dalle nazioni. <strong>Semplicemente, non saremo pi\u00f9 in grado di continuare a fare le cose come prima. Anche il concetto di sviluppo umano deve cambiare; infatti, dovr\u00e0 essere costantemente aggiornato per rispondere alle sfide del nostro tempo. Non si tratta di abbandonare i suoi principi di base, che rimangono vitali per le numerose sfide che dobbiamo affrontare oggi, ma piuttosto di fare affidamento su di essi per aiutarci a navigare in una nuova turbolenta era geologica.<\/strong> L&#8217;obiettivo dello sviluppo umano \u00e8 pi\u00f9 pertinente che mai: che le persone possano condurre una vita a cui tengono.<\/p>\n\n\n\n<p>Questo obiettivo racchiude le potenzialit\u00e0 per affrontare la difficile situazione in cui viviamo e che, proprio a causa di questo modo abituale di agire e comportarsi, implica che le persone, comprese le generazioni future, dovranno affrontare serie di scelte nel corso della nostra vita. sempre pi\u00f9 piccolo, non pi\u00f9 largo.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Per alleviare le pressioni planetarie, \u00e8 necessario capire che tutta la vita sul pianeta &#8211; la biosfera &#8211; sostiene tutto ci\u00f2 che diamo per scontato, come l&#8217;aria che respiriamo. Da qui l&#8217;importanza cruciale di rigenerare la biosfera e non impoverirla. Ci\u00f2 comporta anche la comprensione di come le societ\u00e0 utilizzano energia e materiali. In che misura le fonti energetiche possono essere rinnovate all&#8217;infinito &#8211; come quella che proviene dal sole &#8211; e in che misura i materiali vengono riciclati invece di diventare rifiuti e inquinamento?<\/strong> L&#8217;accumulo di anidride carbonica nell&#8217;atmosfera e la plastica negli oceani sono solo due dei tanti esempi che illustrano i rischi di fare affidamento sui combustibili fossili e sui cicli aperti per i materiali. Un altro esempio \u00e8 la perdita di biodiversit\u00e0, che spesso si verifica in parallelo con la perdita di diversit\u00e0 culturale e linguistica, portando all&#8217;impoverimento culturale delle societ\u00e0. La Terra ha attraversato periodi di instabilit\u00e0 in passato, che hanno portato il pianeta ad evolversi in nuovi stati. In generale, i processi planetari durano centinaia di migliaia o milioni di anni, una scala temporale ben oltre la portata della nostra specie. Per noi il vecchio si misura in migliaia di anni; la storia umana documentata non \u00e8 altro che un semplice istante nell&#8217;immensit\u00e0 del tempo geologico. A sua volta, il contesto di instabilit\u00e0 climatica intrinseca complica le cose. L&#8217;Olocene, nonostante la sua apparente stabilit\u00e0, \u00e8 un breve periodo caldo all&#8217;interno di un regime di cambiamento climatico in cui le oscillazioni tra il periodo glaciale pi\u00f9 freddo e quello pi\u00f9 caldo si sono approfondite e intensificate. <strong>Nonostante il fatto che il clima della Terra fosse gi\u00e0 stato caratterizzato da bruschi cambiamenti, le emissioni di gas serra, insieme ad altri disturbi planetari nei cicli dei materiali causati dagli esseri umani, aggiungono carburante al fuoco e aggiungono nuove instabilit\u00e0 a quelle esistenti.<\/strong> Il Rapporto dell&#8217;UNDP chiede una giusta trasformazione che espanda le libert\u00e0 umane e, allo stesso tempo, allevia le pressioni planetarie.<\/p>\n\n\n\n<p>Organizza le sue raccomandazioni sui meccanismi di cambiamento &#8211; norme e valori sociali, incentivi e regolamentazione, sviluppo umano basato sulla natura &#8211; non attorno ad agenti specifici. Ogni meccanismo di cambiamento specifica i molteplici ruoli che ciascuno di noi, governi, mercati finanziari e leader politici e della societ\u00e0 civile pu\u00f2 svolgere. Non si tratta di mettere le persone contro gli alberi o di sopprimere i mercati per il semplice fatto che a volte falliscono. <strong>Si tratta di esaminare come approcci diversi &#8211; utilizzando norme e valori, incentivi e regolamentazione, cos\u00ec come la natura stessa &#8211; possano essere combinati armoniosamente per espandere le libert\u00e0 umane e mitigare le pressioni planetarie. <\/strong>La riflessione sui sistemi e sulla complessit\u00e0 si applica ugualmente alle norme sociali, che sono generate e rafforzate nella societ\u00e0 nel suo insieme, da ci\u00f2 che i bambini imparano a scuola alle attivit\u00e0 delle persone su Internet o ai discorsi dei leader e le politiche che mettono in atto. Le norme mostrano propriet\u00e0 di stabilit\u00e0 e resilienza, ma nei momenti cruciali possono essere &#8211; e sono state &#8211; trasformate abbastanza da creare nuovi stati, a volte desiderabili, a volte meno. I circuiti di feedback positivi possono aiutare ad accelerare il cambiamento e stabilizzare nuovi stati normativi, a volte rapidamente, come si \u00e8 visto nel caso delle normative sul tabacco.<\/p>\n\n\n\n<p>Ovviamente \u00e8 possibile anche la regressione.<\/p>\n\n\n\n<p>Come cambiano le regole, tanto nebulose quanto potenti?<\/p>\n\n\n\n<p>Quali leve e meccanismi sono a disposizione dei politici e dei cittadini?<\/p>\n\n\n\n<p>Questa \u00e8 la domanda attorno sulla quale ruota il capitolo 4 del Rapporto.<\/p>\n\n\n\n<p>Il primo passo \u00e8 espandere le opzioni disponibili per le persone. Questo ampliamento delle scelte &#8211; come le fonti energetiche rinnovabili o le reti di trasporto multimodale, per esempio &#8211; \u00e8 in linea con l&#8217;obiettivo di aiutare le persone a mettere in pratica i propri valori. \u00c8 anche coerente con mercati ben funzionanti e competitivi. Allo stesso tempo, in tempi di crisi, i sistemi possono avvicinarsi a soglie critiche di cambiamento. <strong>Considerate l&#8217;esperienza di molti paesi nel loro progredire verso la copertura sanitaria universale, uno degli obiettivi di sviluppo sostenibile. Una recente analisi condotta su 49 paesi con livelli di reddito diversi ha rivelato che la maggior parte di loro era avanzata verso la copertura sanitaria universale a seguito di un disturbo della situazione esistente, anche durante i processi di recupero dopo aver vissuto episodi di instabilit\u00e0 sociale.<\/strong> Inoltre, le transizioni dei paesi alla copertura sanitaria universale sono state generalmente pi\u00f9 facili quando i paesi vicini ei loro coetanei l&#8217;hanno gi\u00e0 raggiunta, un esempio degli effetti degli incentivi e dei feedback positivi. Le crisi simultanee che stiamo attualmente affrontando durante la pandemia COVID-19 offrono un&#8217;opportunit\u00e0 alle societ\u00e0 di rivedere i propri standard e ai responsabili politici di intraprendere un&#8217;azione decisa verso una ripresa economica e sociale che includa investimenti in un futuro pi\u00f9 sano, pi\u00f9 equo e pi\u00f9 rispettoso dell&#8217;ambiente. Una ripresa che gli risparmia la libert\u00e0 e gli allevia la pressione planetaria. Oggi quasi l&#8217;80% della popolazione mondiale pensa che sia importante proteggere il pianeta. Tuttavia, solo la met\u00e0 circa afferma quale sia probabile che intraprendano azioni concrete per salvarlo. Gli incentivi contano, anche quando le persone non cambiano idea o valore. Gli incentivi &#8211; dai sussidi ai combustibili fossili ai prezzi del carbonio o all&#8217;assenza di prezzi del carbonio &#8211; spiegano gli attuali modelli di consumo, produzione e investimento, cos\u00ec come altre scelte che portano squilibri planetari e sociali. <strong>Consideriamo che i combustibili fossili e puliti, nel 2019, hanno ricevuto sussidi per un valore di 317 miliardi di dollari. L&#8217;eliminazione di questi sussidi nel 2015 avrebbe comportato una riduzione del 28% dell&#8217;emissione globale di carbonio e la perdita di inquinamento atmosferico provocata dalla combustione fossile sarebbero diminuiti del 46%.<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Consideriamo tre aree in cui c&#8217;\u00e8 la possibilit\u00e0 di influenzare processi incentivi. La prima \u00e8 il finanziamento, che comprende incentivi interni alle societ\u00e0 nonch\u00e9 alle autorit\u00e0 di regolazione che vigilano. La seconda sono i prezzi, che raramente riflette i costi in modo accurato e sociale e ambientale, distorcendone il comportamento. La terza sono gli incentivi all&#8217;azione collettiva, su scala internazionale. Una serie di 20 azioni adatte alle aree forestali, alle zone umide, alle praterie e al terreno agricolo del pianeta potrebbe fornire il 37% della mitigazione necessaria nel 2030 per mantenere il riscaldamento globale a meno di 2 \u00b0 C sopra i livelli preindustriali e il 20% &nbsp;della mitigazione necessaria entro il 2050. Circa il 60% di questa mitigazione \u00e8 legata alle foreste, in particolare al rimboschimento.<\/p>\n\n\n\n<p>Il contributo combinato delle etnie indigene dell&#8217;Amazzonia alla mitigazione del cambiamento climatico ha attratto le azioni pappagallo per la protezione delle emissioni forestali \u00e8 equivalente a non meno del livello dell&#8217;1% pi\u00f9 ricco della distribuzione del reddito mondiale.<\/p>\n\n\n\n<p>Sebbene il termine &#8220;soluzioni basate sulla natura&#8221; sembri adattarsi al linguaggio della ricerca di soluzioni, non appartiene a quella classe. Al contrario, le soluzioni (o approcci) basate sulla natura sono spesso radicate in prospettive sui sistemi socio-ecologici che riconoscono i numerosi vantaggi e valori che un ecosistema sano offre sia alle persone sia al pianeta.<\/p>\n\n\n\n<p>Tuttavia, la loro complessit\u00e0 e la natura multidimensionale dei loro benefici tendono a rendere questi approcci l&#8217;eccezione piuttosto che la norma. \u00c8 ben nota la difficolt\u00e0 di aggregare i propri benefici e di calcolarli utilizzando parametri economici tradizionali. Inoltre, questa difficolt\u00e0 aumenta quando i benefici sono distribuiti tra i ministeri dell&#8217;agricoltura, dell&#8217;ambiente, dei trasporti e delle infrastrutture, dello sviluppo, del turismo, della salute, delle finanze, ecc. Il problema, quindi, non \u00e8 nelle soluzioni basate sulla natura, ma nell&#8217;inadeguatezza dei parametri e dei modelli di governance che utilizziamo, e nel fatto di non riconoscere la capacit\u00e0 di azione delle persone quando le applicano. Per prosperare nell&#8217;Antropocene, sar\u00e0 essenziale che i paesi e le persone adottino un modello partecipativo di riflessione e formulazione di politiche. Il Rapporto si concentra sui meccanismi di azione e non su agenti specifici, in parte perch\u00e9 lo sviluppo umano nell&#8217;Antropocene richieder\u00e0 risposte globali da parte della societ\u00e0 nel suo insieme. Tuttavia, c&#8217;\u00e8 un gruppo di attori che svolgono un ruolo di leadership cruciale: i governi, soprattutto quelli nazionali. Sono gli unici che possiedono l&#8217;autorit\u00e0 formale e potere di dirigere l&#8217;azione collettiva verso sfide comuni, sia fissando e applicando un prezzo del carbonio, abolendo leggi che emarginano o ignorano gruppi particolari, sia stabilendo i necessari quadri normativi e istituzionali &#8211; sostenuti da investimenti pubblici &#8211; stimolare innovazioni costanti e ampiamente condivise. Questo potere va di pari passo con la responsabilit\u00e0 e la responsabilit\u00e0. Tuttavia, i governi non possono farlo da soli. Le sfide dell&#8217;Antropocene sono troppo complesse per essere affrontate solo con &#8220;cavalieri bianchi&#8221; o con soluzioni tecnologiche.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>N\u00e9 possiamo ignorare l&#8217;opportunit\u00e0 che abbiamo di promuovere una mobilitazione sociale dalla base (n\u00e9 l&#8217;importanza di essa). Persone, comunit\u00e0 e movimenti sociali richiedono, fanno pressione e sostengono l&#8217;azione dei governi. Ma mentre la leadership e l&#8217;azione del governo da sole sono insufficienti, sono certamente necessarie. \u00c8 molto importante dare il buon esempio. Quando i governi sovvenzionano i combustibili fossili, inviano segnali potenti, al di l\u00e0 delle ovvie implicazioni economiche e ambientali di tali misure. Trasmettono anche messaggi molto chiari sui loro valori.<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Diversi paesi &#8211; tra cui Cile, Cina, Giappone e Repubblica di Corea &#8211; hanno recentemente inviato forti messaggi in senso contrario, annunciando nuovi e forti impegni per la neutralit\u00e0 del carbonio. Lo ha fatto anche l&#8217;Unione europea. Pi\u00f9 impegni governativi &#8211; cos\u00ec come il settore privato, che sta cominciando a mostrare rinnovato interesse per investimenti sostenibili e pratiche commerciali che tengano conto degli impatti ambientali, sociali e di governance &#8211; supportati dalle azioni possono facilitare le modifiche normative necessarie per promuovere lo sviluppo umano nell&#8217;Antropocene. <strong>Lo sviluppo \u00e8 dinamico; priorit\u00e0 e valori cambiano. Anche i parametri utilizzati dovrebbero. Questo \u00e8 il motivo per cui gli strumenti utilizzati per misurare lo sviluppo umano si sono evoluti costantemente. Negli ultimi dieci anni \u00e8 emersa una serie di nuovi tabelloni e indici compositi dedicati alla misurazione della disuguaglianza di genere e dell&#8217;emancipazione delle donne. <\/strong>Dal rapporto sullo sviluppo umano 2010, l&#8217;ISU aggiustato per la disuguaglianza riflette la distribuzione dello sviluppo umano all&#8217;interno dei paesi. A quel tempo \u00e8 stato anche introdotto un indice globale di povert\u00e0 multidimensionale per passare dal focus sulle tradizionali misure di povert\u00e0 basate sul reddito a una visione pi\u00f9 olistica della povert\u00e0 vissuta. L&#8217;HDI \u00e8 ancora utile per misurare una serie di capacit\u00e0 fondamentali, ma \u00e8 chiaro che non stiamo pi\u00f9 guardando a un solo indicatore ma a tutti loro. In effetti, l&#8217;HDI non \u00e8 mai stato inteso a riflettere lo sviluppo umano nella sua interezza. Le sfide che affrontiamo e le possibilit\u00e0 davanti a noi sono sempre state pi\u00f9 complesse, molto pi\u00f9 multidimensionali e interconnesse di quanto un singolo parametro da solo, o anche un piccolo insieme di essi, potrebbe mai catturare, non importa quanto sofisticato. erano. La complessit\u00e0 richiede pi\u00f9 prospettive. I nuovi parametri aiutano a modellarli.<\/p>\n\n\n\n<p>Cosa analizza il Rapporto utilizzando questi nuovi parametri?<\/p>\n\n\n\n<p>Esiste, tra l&#8217;altro, una nuova generazione di quadri di valutazione, nonch\u00e9 una serie di parametri che regolano la componente di reddito dell&#8217;ISU per tenere conto dei costi sociali del carbonio o della ricchezza naturale. Non hanno lo scopo di esprimere giudizi normativi sui paesi, ma, come tutti gli altri parametri dello sviluppo umano, aiutano i paesi a comprendere globalmente i propri progressi nel tempo, ad apprendere dalle esperienze di altri paesi gi\u00e0 aumentare le loro aspirazioni nel promuovere lo sviluppo umano; inoltre, spiegano l&#8217;interazione degli esseri umani con il pianeta. Aiutano anche gli individui e le organizzazioni della societ\u00e0 civile a ritenere i paesi responsabili dei loro impegni. Sebbene gli indicatori compositi, soprattutto su scala globale, non siano per natura in grado di cogliere le complessit\u00e0 nazionali e locali, offrono ampie prospettive globali e di tendenza. Nella migliore delle ipotesi possono contribuire al dialogo e all&#8217;elaborazione delle politiche che devono aver luogo in qualsiasi societ\u00e0, ma non sostituirli. Il Rapporto presenta un aggiustamento HDI che tiene conto delle pressioni planetarie. L&#8217;HDI aggiustato per le pressioni planetarie (HDI) conserva la semplicit\u00e0 e la chiarezza dell&#8217;HDI originale, ma tiene conto di alcune delle complesse dinamiche sistemiche che sono esposte in tutto il Rapporto. Prendendo in considerazione le maggiori pressioni planetarie, introduce l&#8217;HDI in una nuova epoca geologica. L&#8217;IDHP regola lo standard HDI in base al livello di emissioni di anidride carbonica e al consumo di materiale di un paese (pro capite in entrambi i casi). Nei paesi all&#8217;estremit\u00e0 inferiore della scala di sviluppo umano, l&#8217;impatto di questo aggiustamento \u00e8 generalmente minimo. Nei paesi ad alto e altissimo sviluppo umano, questo impatto tende a raggiungere livelli elevati, riflettendo una perdita di sviluppo umano e i diversi percorsi attraverso i quali le loro traiettorie di progresso influenzano il pianeta.<\/p>\n","protected":false},"featured_media":11326,"template":"","class_list":["post-11320","quaderno","type-quaderno","status-publish","has-post-thumbnail","hentry"],"acf":[],"yoast_head":"<!-- This site is optimized with the Yoast SEO plugin v26.1.1 - https:\/\/yoast.com\/wordpress\/plugins\/seo\/ -->\n<title>La prossima frontiera: Sviluppo umano e antropocene. Rapporto UNDP 2020 - Armadilla \u2013 Cooperazione internazionale, community welfare<\/title>\n<meta name=\"description\" content=\"Il Rapporto propone strategie e azioni per innescare il cambiamento e nuove metriche per il monitoraggio dei risultati.\" \/>\n<meta name=\"robots\" content=\"index, follow, max-snippet:-1, max-image-preview:large, max-video-preview:-1\" \/>\n<link rel=\"canonical\" href=\"https:\/\/armadilla.coop\/quaderno\/la-prossima-frontiera-sviluppo-umano\/\" \/>\n<meta property=\"og:locale\" content=\"en_US\" \/>\n<meta property=\"og:type\" content=\"article\" \/>\n<meta property=\"og:title\" content=\"La prossima frontiera: Sviluppo umano e antropocene. Rapporto UNDP 2020 - Armadilla \u2013 Cooperazione internazionale, community welfare\" \/>\n<meta property=\"og:description\" content=\"Il Rapporto propone strategie e azioni per innescare il cambiamento e nuove metriche per il monitoraggio dei risultati.\" \/>\n<meta property=\"og:url\" content=\"https:\/\/armadilla.coop\/quaderno\/la-prossima-frontiera-sviluppo-umano\/\" \/>\n<meta property=\"og:site_name\" content=\"Armadilla \u2013 Cooperazione internazionale, community welfare\" \/>\n<meta property=\"article:modified_time\" content=\"2021-01-13T10:22:17+00:00\" \/>\n<meta property=\"og:image\" content=\"https:\/\/armadilla.coop\/wp-content\/uploads\/2021\/01\/hdr2020-1-quaderno.jpg\" \/>\n\t<meta property=\"og:image:width\" content=\"1920\" \/>\n\t<meta property=\"og:image:height\" content=\"1920\" \/>\n\t<meta property=\"og:image:type\" content=\"image\/jpeg\" \/>\n<meta name=\"twitter:card\" content=\"summary_large_image\" \/>\n<meta name=\"twitter:label1\" content=\"Est. reading time\" \/>\n\t<meta name=\"twitter:data1\" content=\"29 minutes\" \/>\n<script type=\"application\/ld+json\" class=\"yoast-schema-graph\">{\"@context\":\"https:\/\/schema.org\",\"@graph\":[{\"@type\":\"WebPage\",\"@id\":\"https:\/\/armadilla.coop\/quaderno\/la-prossima-frontiera-sviluppo-umano\/\",\"url\":\"https:\/\/armadilla.coop\/quaderno\/la-prossima-frontiera-sviluppo-umano\/\",\"name\":\"La prossima frontiera: Sviluppo umano e antropocene. Rapporto UNDP 2020 - Armadilla \u2013 Cooperazione internazionale, community welfare\",\"isPartOf\":{\"@id\":\"https:\/\/armadilla.coop\/#website\"},\"primaryImageOfPage\":{\"@id\":\"https:\/\/armadilla.coop\/quaderno\/la-prossima-frontiera-sviluppo-umano\/#primaryimage\"},\"image\":{\"@id\":\"https:\/\/armadilla.coop\/quaderno\/la-prossima-frontiera-sviluppo-umano\/#primaryimage\"},\"thumbnailUrl\":\"https:\/\/armadilla.coop\/wp-content\/uploads\/2021\/01\/hdr2020-1-quaderno.jpg\",\"datePublished\":\"2021-01-13T10:15:15+00:00\",\"dateModified\":\"2021-01-13T10:22:17+00:00\",\"description\":\"Il Rapporto propone strategie e azioni per innescare il cambiamento e nuove metriche per il monitoraggio dei risultati.\",\"breadcrumb\":{\"@id\":\"https:\/\/armadilla.coop\/quaderno\/la-prossima-frontiera-sviluppo-umano\/#breadcrumb\"},\"inLanguage\":\"en-US\",\"potentialAction\":[{\"@type\":\"ReadAction\",\"target\":[\"https:\/\/armadilla.coop\/quaderno\/la-prossima-frontiera-sviluppo-umano\/\"]}]},{\"@type\":\"ImageObject\",\"inLanguage\":\"en-US\",\"@id\":\"https:\/\/armadilla.coop\/quaderno\/la-prossima-frontiera-sviluppo-umano\/#primaryimage\",\"url\":\"https:\/\/armadilla.coop\/wp-content\/uploads\/2021\/01\/hdr2020-1-quaderno.jpg\",\"contentUrl\":\"https:\/\/armadilla.coop\/wp-content\/uploads\/2021\/01\/hdr2020-1-quaderno.jpg\",\"width\":1920,\"height\":1920},{\"@type\":\"BreadcrumbList\",\"@id\":\"https:\/\/armadilla.coop\/quaderno\/la-prossima-frontiera-sviluppo-umano\/#breadcrumb\",\"itemListElement\":[{\"@type\":\"ListItem\",\"position\":1,\"name\":\"Home\",\"item\":\"https:\/\/armadilla.coop\/en\/\"},{\"@type\":\"ListItem\",\"position\":2,\"name\":\"Quaderni\",\"item\":\"https:\/\/armadilla.coop\/en\/workbooks\/\"},{\"@type\":\"ListItem\",\"position\":3,\"name\":\"La prossima frontiera: Sviluppo umano e antropocene. Rapporto UNDP 2020\"}]},{\"@type\":\"WebSite\",\"@id\":\"https:\/\/armadilla.coop\/#website\",\"url\":\"https:\/\/armadilla.coop\/\",\"name\":\"Armadilla \u2013 Cooperazione internazionale, community welfare\",\"description\":\"Per un mondo in cui nessuno si senta solo\",\"publisher\":{\"@id\":\"https:\/\/armadilla.coop\/#organization\"},\"potentialAction\":[{\"@type\":\"SearchAction\",\"target\":{\"@type\":\"EntryPoint\",\"urlTemplate\":\"https:\/\/armadilla.coop\/?s={search_term_string}\"},\"query-input\":{\"@type\":\"PropertyValueSpecification\",\"valueRequired\":true,\"valueName\":\"search_term_string\"}}],\"inLanguage\":\"en-US\"},{\"@type\":\"Organization\",\"@id\":\"https:\/\/armadilla.coop\/#organization\",\"name\":\"Armadilla \u2013 Cooperazione internazionale, community welfare\",\"url\":\"https:\/\/armadilla.coop\/\",\"logo\":{\"@type\":\"ImageObject\",\"inLanguage\":\"en-US\",\"@id\":\"https:\/\/armadilla.coop\/#\/schema\/logo\/image\/\",\"url\":\"https:\/\/armadilla.coop\/wp-content\/uploads\/2018\/04\/Armadilla_LOGO-311-90.jpg\",\"contentUrl\":\"https:\/\/armadilla.coop\/wp-content\/uploads\/2018\/04\/Armadilla_LOGO-311-90.jpg\",\"width\":311,\"height\":90,\"caption\":\"Armadilla \u2013 Cooperazione internazionale, community welfare\"},\"image\":{\"@id\":\"https:\/\/armadilla.coop\/#\/schema\/logo\/image\/\"}}]}<\/script>\n<!-- \/ Yoast SEO plugin. -->","yoast_head_json":{"title":"La prossima frontiera: Sviluppo umano e antropocene. Rapporto UNDP 2020 - Armadilla \u2013 Cooperazione internazionale, community welfare","description":"Il Rapporto propone strategie e azioni per innescare il cambiamento e nuove metriche per il monitoraggio dei risultati.","robots":{"index":"index","follow":"follow","max-snippet":"max-snippet:-1","max-image-preview":"max-image-preview:large","max-video-preview":"max-video-preview:-1"},"canonical":"https:\/\/armadilla.coop\/quaderno\/la-prossima-frontiera-sviluppo-umano\/","og_locale":"en_US","og_type":"article","og_title":"La prossima frontiera: Sviluppo umano e antropocene. Rapporto UNDP 2020 - Armadilla \u2013 Cooperazione internazionale, community welfare","og_description":"Il Rapporto propone strategie e azioni per innescare il cambiamento e nuove metriche per il monitoraggio dei risultati.","og_url":"https:\/\/armadilla.coop\/quaderno\/la-prossima-frontiera-sviluppo-umano\/","og_site_name":"Armadilla \u2013 Cooperazione internazionale, community welfare","article_modified_time":"2021-01-13T10:22:17+00:00","og_image":[{"width":1920,"height":1920,"url":"https:\/\/armadilla.coop\/wp-content\/uploads\/2021\/01\/hdr2020-1-quaderno.jpg","type":"image\/jpeg"}],"twitter_card":"summary_large_image","twitter_misc":{"Est. reading time":"29 minutes"},"schema":{"@context":"https:\/\/schema.org","@graph":[{"@type":"WebPage","@id":"https:\/\/armadilla.coop\/quaderno\/la-prossima-frontiera-sviluppo-umano\/","url":"https:\/\/armadilla.coop\/quaderno\/la-prossima-frontiera-sviluppo-umano\/","name":"La prossima frontiera: Sviluppo umano e antropocene. Rapporto UNDP 2020 - Armadilla \u2013 Cooperazione internazionale, community welfare","isPartOf":{"@id":"https:\/\/armadilla.coop\/#website"},"primaryImageOfPage":{"@id":"https:\/\/armadilla.coop\/quaderno\/la-prossima-frontiera-sviluppo-umano\/#primaryimage"},"image":{"@id":"https:\/\/armadilla.coop\/quaderno\/la-prossima-frontiera-sviluppo-umano\/#primaryimage"},"thumbnailUrl":"https:\/\/armadilla.coop\/wp-content\/uploads\/2021\/01\/hdr2020-1-quaderno.jpg","datePublished":"2021-01-13T10:15:15+00:00","dateModified":"2021-01-13T10:22:17+00:00","description":"Il Rapporto propone strategie e azioni per innescare il cambiamento e nuove metriche per il monitoraggio dei risultati.","breadcrumb":{"@id":"https:\/\/armadilla.coop\/quaderno\/la-prossima-frontiera-sviluppo-umano\/#breadcrumb"},"inLanguage":"en-US","potentialAction":[{"@type":"ReadAction","target":["https:\/\/armadilla.coop\/quaderno\/la-prossima-frontiera-sviluppo-umano\/"]}]},{"@type":"ImageObject","inLanguage":"en-US","@id":"https:\/\/armadilla.coop\/quaderno\/la-prossima-frontiera-sviluppo-umano\/#primaryimage","url":"https:\/\/armadilla.coop\/wp-content\/uploads\/2021\/01\/hdr2020-1-quaderno.jpg","contentUrl":"https:\/\/armadilla.coop\/wp-content\/uploads\/2021\/01\/hdr2020-1-quaderno.jpg","width":1920,"height":1920},{"@type":"BreadcrumbList","@id":"https:\/\/armadilla.coop\/quaderno\/la-prossima-frontiera-sviluppo-umano\/#breadcrumb","itemListElement":[{"@type":"ListItem","position":1,"name":"Home","item":"https:\/\/armadilla.coop\/en\/"},{"@type":"ListItem","position":2,"name":"Quaderni","item":"https:\/\/armadilla.coop\/en\/workbooks\/"},{"@type":"ListItem","position":3,"name":"La prossima frontiera: Sviluppo umano e antropocene. Rapporto UNDP 2020"}]},{"@type":"WebSite","@id":"https:\/\/armadilla.coop\/#website","url":"https:\/\/armadilla.coop\/","name":"Armadilla \u2013 Cooperazione internazionale, community welfare","description":"Per un mondo in cui nessuno si senta solo","publisher":{"@id":"https:\/\/armadilla.coop\/#organization"},"potentialAction":[{"@type":"SearchAction","target":{"@type":"EntryPoint","urlTemplate":"https:\/\/armadilla.coop\/?s={search_term_string}"},"query-input":{"@type":"PropertyValueSpecification","valueRequired":true,"valueName":"search_term_string"}}],"inLanguage":"en-US"},{"@type":"Organization","@id":"https:\/\/armadilla.coop\/#organization","name":"Armadilla \u2013 Cooperazione internazionale, community welfare","url":"https:\/\/armadilla.coop\/","logo":{"@type":"ImageObject","inLanguage":"en-US","@id":"https:\/\/armadilla.coop\/#\/schema\/logo\/image\/","url":"https:\/\/armadilla.coop\/wp-content\/uploads\/2018\/04\/Armadilla_LOGO-311-90.jpg","contentUrl":"https:\/\/armadilla.coop\/wp-content\/uploads\/2018\/04\/Armadilla_LOGO-311-90.jpg","width":311,"height":90,"caption":"Armadilla \u2013 Cooperazione internazionale, community welfare"},"image":{"@id":"https:\/\/armadilla.coop\/#\/schema\/logo\/image\/"}}]}},"jetpack_sharing_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/armadilla.coop\/en\/wp-json\/wp\/v2\/quaderno\/11320","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/armadilla.coop\/en\/wp-json\/wp\/v2\/quaderno"}],"about":[{"href":"https:\/\/armadilla.coop\/en\/wp-json\/wp\/v2\/types\/quaderno"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/armadilla.coop\/en\/wp-json\/wp\/v2\/media\/11326"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/armadilla.coop\/en\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=11320"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}