Roma – Maputo 2013 :
“Diritti dei minori, doveri della solidarietà, anche in Mozambico ”

Contesto di intervento
Siamo in Mozambico, uno dei suoi paesi più poveri, il Mozambico. Figura, nel Rapporto UNDP del 2011, tra i Paesi con un Indice di Sviluppo Umano bassissimo e si posiziona al 171 posto su 177 paesi considerati. Uscito nel 1992 da un conflitto civile durato oltre sedici anni, il Paese stenta ancora a decollare nella direzione di uno sviluppo sostenibile. A rendere la situazione ancora più difficile sono i continui disastri naturali e la drammatica situazione lasciata dalla lunga guerra. Il Paese ha una superficie di oltre 800 mila Kmq e ha una popolazione di poco più di 18 milioni di abitanti. La popolazione povera (60% del totale) si dedica all’agricoltura e al piccolo commercio informale.

La speranza di vita alla nascita, che era di 48 anni nel 1986 e di 45 anni nel 1997, attualmente non raggiunge i 39 anni. La percentuale di analfabeti è del 54,5% , con un’accentuata disuguaglianza tra zone rurali e urbane: il 32% della popolazione rurale adulta è alfabetizzato, contro il 71% della popolazione urbana. L’incidenza della povertà è maggiore nelle aree rurali (71,3%), dove vive il 79,7%
della popolazione. Il Paese ha un indice di povertà umana che supera il 50%. La maggioranza della popolazione continua a vivere in condizioni di povertà assoluta, esclusa dal mercato e completamente dipendente dall’agricoltura di sussistenza, mentre la polarizzazione tra Nord e Sud del Paese si accentua.
L’83,8% della popolazione attiva è occupato in agricoltura, mentre solo il 6,8% lavora nelle industrie manifatturiere, minerarie e delle costruzioni.

Nel corso degli anni ’90, secondo i dati riportati da UNDP e WB, si è verificata una fortediminuzione del livello di iscrizione scolastica dei minori, tra i sette e gli undici anni d’età, che è passato dal 51% (nei primi anni ‘80) al 40%. Inoltre, la guerra ha causato la distruzione delle infrastrutture sanitarie e di più dei due terzi degli edifici scolastici.

Meno della metà dei bambini che iniziano le elementari arrivano a concluderle; molti bambini che vivono nei villaggi non andranno mai a scuola. Si incontrano maestri che hanno la quarta elementare, obbligati ad insegnare senza libri per sé e gli allievi. In molti casi, s’impara a scrivere sulla sabbia, in mancanza di quaderni. Esiste un medico ogni 43.500 persone. La mancanza d’accesso ai servizi sanitari, all’acqua potabile ha aggravato la diffusione di malattie come la malaria, le enteropatie e le infezioni respiratorie acute che sono tra le maggiori cause di mortalità tra la popolazione. Il 14% della popolazione risulta infetta da HIV/AIDS. La mortalità infantile è di 134 bambini .

Uno dei più seri problemi del Mozambico è quello legato al livello e alla qualità dell’istruzione, estremamente basso: il 74% delle donne e il 64% degli uomini sono analfabeti, mentre soltanto il 55% dei bambini in età scolare riesce ad iscriversi a scuola. Di tutti gli studenti iscritti nella scuola dell’obbligo, l’89% sono concentrati nel ciclo primario, ossia la scuola elementare. Ciò significa che la maggior parte dei bambini frequenta la scuola solo per pochi anni. Questi abbandoni sono anche la conseguenza del fatto che i programmi scolastici, oltre ad essere svolti nella lingua ufficiale (portoghese) che oltre 7 milioni di persone non parlano, spesso non sono collegati alla realtà della vita rurale e quotidiana della popolazione.

Esiste una notevole disparità all’accesso scolastico tra maschi e femmine, soprattutto nelle località rurali dove in genere le bambine sono delegate ad accudire i fratelli più piccoli o ad aiutare i genitori nel lavoro agricolo.
Da sottolineare che il fenomeno dei “bambini di strada” è prevalentemente urbano, mentre non esiste, o è assai ridotto nelle zone rurali dove resistono i valori tradizionali e dove l’autosufficienza alimentare è ormai raggiunta, pur se le condizioni economiche delle famiglie impediscono di iscrivere a scuola i propri figli.

La situazione è aggravata dall’aumento della prostituzione minorile che colpisce negativamente lo sviluppo delle nuove generazioni e recentemente a questo quadro desolante si è aggiunto il flagello dell’Aids che non solo priverà il Mozambico di una parte considerevole degli individui più produttivi, ma lascerà oneri pesanti alla società, uno dei quali é rappresentato dall’aumento degli orfani.
Si calcola in oltre 1.000.000 bambini orfani, dei quali 2/3 appartenenti a genitori colpiti dalla malattia. Le recenti proiezioni del Ministero della Sanità, indicano che nel 2015 vi saranno circa 1,5 milioni di orfani, dei quali l’80% di genitori vittime dell’Aids.

Armadilla Onlus con l’associazione mozambicana All4MozKids, sono impegnati nella realizzazione di progetti di cooperazione e di affermazione dei diritti dell’Infanzia, nell’ambito di un più vasto processo di cooperazione e solidarietà internazionale iniziato con il programma “Roma Maputo Andata Ritorno”.
Intorno a questa iniziativa si sono raccolti già in molti, tanti cittadini romani, gli studenti e il mondo della scuola, il mondo del lavoro e tutta la società civile . Grazie a questo impegno comune alcuni progetti sono ormai una realtà. Nell’ottobre 2004 è stata inaugurata una scuola elementare a Guava, provincia di Maputo, costruita grazie ad una raccolta fondi che ha visto impegnati in prima persona gli studenti di quattro Licei romani, Roma Multiservizi S.p.a e altri donatori privati. Si è realizzato un progetto di “adozione” del Centro per l’Infanzia “I° de Maio” con l’obiettivo di ampliare, rafforzare, migliorare qualitativamente, la capacità di intervento del centro nella difesa dei
diritti dell’infanzia più vulnerabile.

Una seconda scuola è stata costruita a Sibacusse, nella periferia di Maputo, in collaborazione con i dipendenti di Roma Multiservizi S.p.a. Il progetto ha consentito il diritto all’istruzione primaria a circa 800 bambini, che occupano le aule in 6 distinti turni.
Il supporto a tali entità e di tantissime altre persone è durato fino ad oggi. Avendo visitato negli ultimi mesi altri orfanotrofi, centri di accoglienza e case di persone che vivono in condizioni di estremo bisogno nelle aree interne delle province di Maputo, Sofala, Zambezia e Nampula ( tra le più popolate del Mozambico, nelle quali gli indici di povertà é altissimo e di sviluppo umano a
livello rurale e il più basso) e constatato il permanente stato di necessita di servizi basici tali come sanità, educazione, accesso ai prodotti alimentari, servizi sociali, assistenza giuridica e difficoltà all´accesso alle scuole tecniche professionali, é stato promosso un nuovo programma di solidarietà che si propone nelle seguenti pagine.

Beneficiari diretti / indiretti
Beneficiari diretti sono gli oltre 1.000 minori seguiti nei centri di accoglienza e di formazione Primeiro de Maio di Maputo, “Casa de Acolhimento Apolonie” e “ Casa Famìlia Basilicata” della città di Quelimane nella località denominata Bairro Novo (provincia della Zambesia – Mozambico). Saranno beneficiati delle attività formative del progetto oltre 40 operatori e operatrici delle istituzioni locali che operano in attività di assistenza e formazione dell’infanzia in condizioni di vulnerabilità.

Problemi prioritari identificati
La situazione dei Centri di accoglienza e di formazione per minori abbandonati, nella città di Quilimane, è molto problematica : le strutture fisiche sono inadeguate, costruzioni vecchie e mal costruite, erose dal tempo e dalla mancanza di manutenzione. I servizi igienici poco funzionali e hanno bisogno urgente di manutenzione. La mancanza di risorse finanziarie sicure per l’acquisto di alimenti, medicinali e per il pagamento dei servizi idrici e della fornitura elettrica rende molto difficile la gestione e funzionamento dei centri. Carente anche la preparazione degli operatori locali che cercano di portare avanti le attività educative, sanitarie e di inserimento dei minori nella comunità locale.