Per capire adeguatamente l’attuale situazione che stiamo vivendo si impone l’esigenza di assumere nuovi paradigmi di interpretazione. Il mondo degli ambiti locali  in cui anche Armadilla opera, coniugati ad una appartenenza globale che richiede di essere governata e rafforzata.

Molte cose sono cambiate dal 2000, anno di lancio degli Obiettivi di Sviluppo del Millennio e la comunità internazionale ha assunto nuovi impegni riassunti nell’Agenda 2030. Il dibattito internazionale su come raggiungere i 17 Obiettivi Sostenibili e le 169 mete connesse è in pieno svolgimento e, nel suo piccolo, Armadilla vuole dare un  contributo a questo processo.

Contribuire con i partner istituzionali e della società civile a costituire un “Sistema Italia” che sia operi con efficacia nel contesto internazionale e locale.

 Il tema dell’efficacia dei processi di cooperazione ha assunto a livello internazionale una rilevanza importantissima. Sia nell’ambito delle Nazioni Unite  sia nei Forum di Alto Livello dell’OCSE DAC si sono assunti impegni e proposte metodologie adeguate per raggiungere tale importante finalità.

Dalla Dichiarazione finale del  Forum OCSE DAC di Parigi del 2005, aggiornata al Forum di Busan del 2011,  Armadilla ha assunto e propone ai suoi partner alcuni concetti per rinnovare e attualizzare il modo di fare cooperazione internazionale allo sviluppo umano sostenibile :

  1. Titolarità (Ownweship) – I paesi in cui si coopera per lo sviluppo sostenibile devono stabilire le proprie strategie per lo sviluppo, potenziando le proprie istituzioni e combattendo la corruzione. Nel rispetto del principio di partenariato si deve garantire rispetto e supporto alla titolarità dei paesi in cui si interviene e far sì che i loro governi assumano un ruolo guida, agendo nell’interesse dei propri cittadini.
  1. Allineamento (Alignment) – Le attività di cooperazione devono  favorire il consolidamento e miglioramento  dei sistemi locali. Devono considerarsi allineate quando sono integrate nei meccanismi di programmazione e di bilancio  del paese in cui si interviene e si rafforzano le istituzioni pubbliche e della società civile in maniera coerente a tale obiettivo.
  1. Armonizzazione (Harmonization) – Coordinare le azioni di cooperazione, semplificando le procedure e condividendo le informazioni per evitare sovrapposizioni e duplicazioni. La presenza di molti attori con interessi diversi (stakeholders), con i rispettivi progetti e le proprie esigenze amministrative e di rendicontazione sulle attività, determina un carico di lavoro devastante per i soggetti del paese beneficiario già al limite delle proprie risorse. Gli attori locali sono spesso impegnati a rispondere a diverse richieste amministrative e burocratiche, che non riescono spesso a garantire il normale funzionamento dei programmi di governo o far fronte alle esigenze reali dei propri cittadini. Armonizzare i processi di sostegno e adottare procedure comuni condivise faciliterà questo necessario adempimento.  La necessità di realizzare le attività in modo coordinato e sinergico deve basarsi su un continuo scambio di informazioni e attraverso il coordinamento dei diversi attori. La dispersione delle azioni di cooperazione può essere ridotta se gli stessi paesi portano avanti attività coerenti e complementari, stabilendo adeguate divisioni di compiti in tutti i paesi e i settori. Nel paese partner il coordinamento deve essere affidato al governo locale e questo ne deve assumere la titolarità.
  1. Gestione basata sui risultati (Delivering results) –  I  soggetti di cooperazione devono puntare al conseguimento di risultati concreti e al monitoraggio degli stessi. Potenziare l’efficacia della cooperazione passa per il raggiungimento di risultati definiti, monitorati e valutati. Una gestione imperniata sui risultati significa assicurare e dimostrare il reale impatto delle azioni di cooperazione sulle condizioni di vita della popolazione. I donatori possono garantire un uso corretto dei propri finanziamenti, aiutando attivamente i beneficiari a migliorare i propri sistemi di gestione finanziaria pubblica. Dovranno, quindi, cooperare in un contesto complessivo di bilancio nazionale e rafforzare le capacità dei paesi coinvolti nel monitorare e valutare i risultati delle politiche e dei programmi.
  1. Responsabilità reciproca (Mutual accountability) – I paesi partner, donatori e beneficiari, sono responsabili per i risultati dello sviluppo sostenibile. La mancanza di responsabilità è una delle ragioni per cui i donatori e i governi beneficiari hanno fallito gli obiettivi fissati; i paesi non devono solo essere responsabili l’uno verso l’altro per ottenere risultati, ma anche essere responsabili nei confronti delle popolazioni che rappresentano. Per troppo tempo i governi dei paesi partner hanno dovuto rispondere unicamente ai donatori e non hanno dimostrato sufficiente responsabilità verso i propri cittadini; solo se i governi dovranno rispondere per le proprie azioni direttamente vedremo significativi miglioramenti nelle politiche di cooperazione.

Altro importante strumento di riferimento per le attività di Armadilla sono i Rapporti annuali dell’UNDP sullo sviluppo umano.  Questi evidenziano  che la forbice delle disparità tra ricchi e poveri che sta crescendo ovunque, provocando conflitti e insicurezza locale e globale. Analisti di vari centri di studi strategici indicano che, nel 2014,  65 paesi sono a rischio elevato o molto elevato di sommosse e agitazioni sociali.