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Siria : processo di pace e emergenza umanitaria – Quaderno di Armadilla

Nel Quaderno di Armadilla, n. 12 del 2017 si analizza la congiuntura siriana dopo il vertice di Ginevra coordinato dalle Nazioni Unite.

Il testo completo lo trovate in http://armadilla.coop/wp-content/uploads/2017/12/Quaderno-Armadilla-n.12_2017_Siria.pdf 

“Il 14 dicembre 2017 si è concluso, nella sede delle Nazioni Unite di Ginevra,  l’ottavo round dei colloqui internazionali sulla Siria.

L’incaricato delle Nazioni Unite, Staffan de Mistura, ha commentato che l’obiettivo di tali colloqui era quello di favorire la piena attuazione della risoluzione 2254 approvata il 2015 e da aggiornare sulle scadenze proposte.

Il  testo completo di tale risoluzione si può leggere nel seguente sito :

http://www.unric.org/it/pace-e-sicurezza/risoluzioni/31077-il-testo-completo-della-risoluzione-2254-2015-

In essa  “esprime il proprio sostegno a un processo politico guidato dai Siriani che sia facilitato dalle Nazioni Unite e che, entro sei mesi, istituisca un governo attendibile, inclusivo, non settario e che stabilisca un programma e un procedimento per redigere una nuova costituzione, e inoltre esprime il proprio sostegno ad elezioni libere e giuste, conformi alla nuova costituzione, che dovranno tenersi entro 18 mesi e amministrate sotto la supervisione delle Nazioni Unite, in modo che siano soddisfacenti per il governo e che siano caratterizzate dai più alti criteri internazionali di trasparenza e affidabilità, con la partecipazione di tutti i Siriani, inclusi i membri della diaspora… “

Riconosce lo stretto collegamento tra una tregua e un processo politico parallelo, e esprime il proprio sostegno affinché una tregua a livello nazionale in Siria entri in vigore appena i rappresentanti del governo siriano e dell’opposizione avranno mosso i primi passi verso una transizione politica sotto gli auspici dell’ONU.

Sottolinea il bisogno di monitorare, controllare e riferire sul cessate il fuoco, richiede che il Segretario Generale faccia rapporto sulle opzioni che il Consiglio di Sicurezza può sostenere al fine di permettere il funzionamento di tale meccanismo il prima possibile, non oltre un mese dall’adozione di questa risoluzione ed esorta gli Stati Membri, compresi i membri del Consiglio di Sicurezza, a fornire assistenza anche attraverso contributi in natura e competenze per sostenere tale meccanismo.

Sottolinea la necessità che tutte le parti adottino misure volte ad instaurare fiducia reciproca per realizzare un procedimento politico e una tregua duratura e invita tutti gli stati a fare quanto in loro potere nei confronti del governo e dell’opposizione siriana per promuovere il processo di pace, le misure per rafforzare la fiducia e i progressi verso la tregua;

Invita le parti a permettere immediatamente l’accesso libero, rapido e sicuro in tutta la Siria alle agenzie umanitarie attraverso le strade più dirette, con effetto immediato, a portare sostegno umanitario a chiunque ne abbia bisogno, in particolare in tutte le aree assediate e difficili da raggiungere, e a liberare tutte le persone illegalmente detenute, soprattutto donne e bambini, invita gli stati a fare quanto il loro potere per raggiungere questi obiettivi…

Il faticoso cammino verso la pace non ha fatto passi significativi e si è ancora lontani dal poter dire che si è data piena attuazione alla citata risoluzione.

I rappresentanti del governo siriano e quelli dell’opposizione non volevano parlarsi direttamente in quanto non riconoscevano i rispettivi ruoli di rappresentanza.

Il governo partiva appunto chiedendo chi rappresentava la cosiddetta “opposizione unificata” e su che cosa si basava la loro legittimità di rappresentanza dei siriani. Dall’altra parte l’opposizione chiedeva come pre-condizione il riconoscimento della decadenza immediata del presidente Bashar al Assad.

In questo gioco di condizioni, precondizioni e veti reciproci è impossibile il confronto e una possibile mediazione.