Sviluppo umano per tutti ! Rapporto UNDP 2016

In Analisi by Vincenzo Pira

http://armadilla.coop/wp-content/uploads/2015/02/Quaderno-di-Armadilla-n-9_2017_Rapporto_Sviluppo_Umano_UNDP_2016.pdf 

E’ stato pubblicato, nel sito sopra riportato, il Quaderno di Armadilla n. 9  del 2017  in cui  si presenta e commenta  il rapporto UNDP sullo sviluppo umano che si riferisce al 2016 dal titolo “Human Development for everyone”   i cui testi in diverse lingue si trovano nel seguente sito:  http://hdr.undp.org/en/2016-report 

Nonostante tanti progressi fatti negli ultimi 15 anni, a partire dalla Dichiarazione del Millennio del 2000 con i suoi otto obiettivi di sviluppo, il rapporto documenta che alcune sfide non sono state ancora vinte, che permangono disuguaglianze preoccupanti e nuovi problemi legati alla sicurezza e al terrorismo.

Il Rapporto 2016 trasmette cinque pilastri fondamentali che vengono analizzati utilizzando dati statistici e rafforzando la connessione con i 17 obiettivi dell’Agenda 2030 “Trasformare il nostro mondo”  che potete consultare nel seguente sito:

(http://www.unric.org/it/images/Agenda_2030_ITA.pdf

  1. L’universalismo è la chiave fondamentale per lo sviluppo umano e questo è realizzabile per tutte le persone del mondo;
  2. Vari gruppi di persone sono vittime di privazioni fondamentali e devono affrontare difficoltà enormi per superarle.
  3. Lo sviluppo umano per tutti esige un diverso orientamento sugli aspetti analitici e le prospettive di valutazione;
  4. Esistono scelte politiche che, se fatte, possono contribuire ad ottenere lo sviluppo umano per tutti;
  5. Una governance globale riformata, rafforzando un multilateralismo più giusto, contribuirebbe a raggiungere lo sviluppo umano per tutti.

Si riassumono i risultati ottenuti negli ultimi 25 anni: la diminuzione della povertà estrema nel mondo del 35 % . La diminuzione di coloro che soffrono la fame è diminuita del 26 %. La mortalità materna del 45 % con un picco in Asia meridionale del 64 %. le malattie infettive sono dovunque in diminuzione : i casi di morbillo  sono diminuiti del 67 %, circa 7 milioni di persone sono state curate dalla malaria e i casi di AIDS sono diminuiti dai 3,5 milioni del 2000 ai 2,1 milioni del 2013. 37 milioni di casi di tubercolosi sono stati curati nello stesso periodo.

Nonostante questi dati positivi si contano ancora circa 766 milioni di persone che vivono sotto la soglia di povertà estrema (con disponibilità di meno di due dollari al giorno). La scarsità nutrizionale determina il 45 % delle morti di mori di 5 anni.

La ricchezza mondiale è concentrata ulteriormente in poche mani. L’1 % più ricco della popolazione deteneva nel 2000 il 32 % del reddito mondiale , percentuale che nel 2010 è passata al 46 %.

Si riassume in cinque punti il programma di azione per raggiungere l’obiettivo dello sviluppo umano sostenibile per tutti :

  1. Determinare quali sono le persone che soffrono carenze di sviluppo umano e dove vivono;
  2. Applicare in modo coerente le diverse politiche realizzabili;
  3. Eliminare il divario fra i generi;
  4. Rispettare quanto previsto per raggiungere gli obiettivi di sviluppo sostenibile e gli altri accordi mondiali;
  5. Operare per realizzare le riforme nel sistema mondiale.

Il Rapporto si conclude affermando che tutti devono collaborare per il raggiungimento degli obiettivi proposti. Si deve creare un equilibrio tra le persone e il pianeta. L’umanità deve lottare per ottenere la pace e la prosperità. Lo sviluppo umano sostenibile esige che si riconosca che ogni vita è uguale e ha valore e che tutti hanno diritto a viverla dignitosamente. E che perciò particolare attenzione deve essere data alle persone che maggiormente sono escluse dal godimento dei diritti fondamentali. E quando si guarderà al passato si vedrà, finalmente, che nessuno è rimasto indietro.