Formazione a Chatila con Armadilla, Open Group di Bologna e Najdeh

In Cooperazione Internazionale by Armadilla

Dal 12 al 16 luglio, in collaborazione con Armadilla Onlus, si è svolta la seconda missione a Beirut di due esperti della Cooperativa Sociale Open Group di Bologna, con l’obiettivo di dare seguito al percorso di scambio e collaborazione in ambito educativo con l’Associazione Najdeh, organizzazione locale che realizza nei campi palestinesi interventi volti a rafforzare le capacità dei giovani.

Il workshop, che si è svolto a Chatila, ha visto la partecipazione di 25 operatrici impegnate in programmi di supporto psicosociale rivolti agli adolescenti. Nei mesi precedenti, le operatrici avevano sperimentato e  iniziato ad applicare con successo nuovi strumenti e metodologie di lavoro, proposti da Open durante il seminario dello scorso marzo. “Hanno iniziato a relazionarsi con gli adolescenti in modo diverso – dice Intisar Abu Salem, Coordinatrice del Programma Giovani di Najdeh – conoscendoli meglio, capendo i loro gusti, scoprendo e valorizzando le tante risorse che hanno.”

La condivisione delle esperienze di lavoro ha dato avvio al dibattito sul ruolo dell’educatore e il suo posizionamento emotivo nel rapporto con gli adolescenti. “La realtà dei campi palestinesi è quella dell’assenza di diritti, lavoro, opportunità, risorse, dove appena nasce un bambino, già si sa che è una persona senza futuro”, dice una operatrice del campo di Ein El Helwi. “La paura di deluderli è molto forte, ma dobbiamo prima di tutto essere noi fiduciose nei nostri ragazzi, per sostenerli nella crescita e incoraggiarne l’autostima”, dice la direttrice del centro Najdeh di Bourj el Barajne.

“Noi operatori non dobbiamo aver paura di affrontare con un ragazzo argomenti difficili: parlandone, lo aiutiamo a spostare il problema da dentro a fuori, così poi possiamo vedere quel problema insieme, lo sopportiamo in due, decidiamo se per un po’ lo vogliamo mettere da parte e poi in un momento migliore lo riprendiamo. L’adolescente non ha bisogno di una figura di ferro ma di vicinanza.”, dicono Claudia Iormetti e Ilaria Capucci di OPEN Group.

Il workshop ha affrontato anche l’importanza di creare nuovi spazi di dialogo tra pari e intergenerazionali, educando al digitale. I media digitali sono ormai usati ogni giorno dagli adolescenti. Sempre di più i giovani giocano al computer, si informano e creano reti di contatto via Internet, e comunicano con i loro amici e parenti tramite cellulare. Favorire lo sviluppo di cultura digitale vuol dire rafforzare la capacità critica e consapevolezza rispetto all’utilizzo della rete e delle sue applicazioni, accompagnare la costruzione e la sperimentazione di contesti d’uso e comportamenti alternativi attraverso l’impiego creativo degli strumenti digitali, e infine sviluppare competenze tecniche, comunicative e relazionali in ambito mediatico.

Sulla esperienza delle web radio di comunità e di territorio a redazioni cross-mediali permanenti di giovani, create da OPEN Group nel territorio di Bologna, il workshop si è chiuso condividendo i prossimi passi verso la costruzione di un progetto trasversale a tutti i campi, che guardi al digitale come opportunità di protagonismo ed empowerment giovanile.