La Siria e la vittoria di ….

In Siria e Libano News by Armadilla

La Siria e la vittoria di….

Russia, Iran, Turchia e Assad si rafforzano dopo Astana. tracciando una soluzione politica per la Siria. La presenza dei rappresentanti siriani e dei ribelli, con l’esclusione delle forze jihadiste e Daesh, ha permesso di arrivare a un risultato concreto, costituito dalla creazione di quattro zone di sicurezza in Siria. Ma cosa prevede esattamente questo accordo?

 L’accordo

L’idea di Mosca permette innanzitutto di abbassare l’intensità del conflitto in tutto il Paese, e di raggiungere un obiettivo strategico. Dagli accordi sono esclusi l’ISIS, i gruppi terroristi legati ad Al Qaeda (ex Al Nusra) e Hayat Tahrir al-Sham.

La guerra quindi si concentrerà contro le fazioni estremiste trovando un punto di convergenza tra tutti i Paesi coinvolti. Chi ne esce rafforzata, e di molto, è la Russia, che è stata capace di lavorare nella mediazione con Assad, mandando un chiaro segnale anche ai paesi euroasiatici, individuando tra i vari alleati quelli con cui dialogare, ed è riuscita a integrare il terzo grande attore nell’area, la Turchia, che ha abbandonato le sue velleità antagoniste al presidente siriano dopo che Trump ha deciso di continuare ad armare i curdi che combattono sul fronte di Raqqa.

Si conferma – se mai fosse necessario – ancora una volta l’Iran, nel suo ruolo indiscusso di super potenza regionale. Tutto questo deve far riflettere e non poco tutto l’Occidente. A breve riprenderanno i negoziati a Ginevra con la Russia, secondo la quale è necessario solo ratificare gli accordi di Astana, senza complicare ulteriormente il quadro negoziale.

 La scelta delle aree

Il criterio è quello di garantire in questo momento l’entrata degli aiuti umanitari. La prima area è quella della città di Idlib (fino a Latakia, Aleppo e Hama). Quest’area confina con la Turchia, e qui Ankara intende ricollocare dopo la – probabile – sconfitta de terroristi dello Stato Islamico, centinaia di migliaia di profughi che oggi sono nei campi provvisori allestiti all’interno del suo paese.

La seconda zona è quella a nord di Homs, dove la componente jihadista è ancora abbastanza importante.

La terza è quella nella parte orientale di Damasco (Est Gouta), dove ancora ci sono scontri e dove le brigate di Al Nusra sono ancora presenti.

La quarta zona è l’area di Dar’a e Al Quneitra a ridosso del Golan dove comunque Israele è intenzionato a impedire accessi diretti al Golan di gruppi sciiti filosiriani (Hezbollah su tutti).

Questo accordo lascia comunque le mani libere ai russi, ad Assad ed ai propri alleati di bombardare nel momento in cui una componente terroristica fosse individuata. E questo, con ogni probabilità, è l’elemento “fumoso” di questo accordo.

Chi vince?

La Russa, decisamente, e poi l’Iran, che conferma il ruolo di superpotenza dell’area. Escono vittoriosi anche gli Hezbollah libanesi, che acquistano un’importante visibilità nel mondo intero. E poi la Turchia, che alla fine ha moderato le proprie posizioni di fronte all’accordo russo-iraniano, attribuendogli legittimità. Senza dimenticare che la Turchia è un importante membro della Nato.

Ma, in ultimo, ha decisamente vinto anche Bashar al-Assad

Chi perde?

L’Unione Europea (e la Francia in primis) è realmente scomparsa dalla crisi siriana, sebbene stia alla fine pagando il prezzo più alto di questa guerra, per il peso dei profughi, come primo finanziatore dell’opposizione siriana e della crisi nell’area.

Il Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite, poi, trovandosi come mero ratificatore dell’Accordo. Gli Stati Uniti, perché l’unica loro possibilità è quella di rafforzare la loro alleanza con i curdi, che sono anch’essi tra gli sconfitti. Israele, perché si trova di fronte a un rafforzamento delle principali potenze che da qualche anno sono ostili alla politica di Netanyahu, e poi l’Arabia Saudita e il Qatar, che hanno pagato carissima la propria volontà di investire in questa guerra, e forse addirittura di provocarla.  (Marco Pasquini)