Quale sviluppo ? Quaderno n. 3 di Armadilla – marzo 2017

In Analisi by Vincenzo Pira

Riflessioni su un concetto fondamentale per la cooperazione internazionale e la sua misurazione.

http://armadilla.coop/wp-content/uploads/2015/02/Quaderno-di-Armadilla-n_3_2017_Concetto-di-sviluppo.pdf

In questo quaderno proponiamo la questione relativa al concetto di sviluppo e la sua misurazione.

Tale concetto ha caratterizzato fortemente le politiche di cooperazione internazionale e storicamente è stato interpretato in diverse maniere nascendo, quindi, l’esigenza di ridefinirlo e qualificarlo.

Nelle lotte per l’indipendenza, contro ogni neocolonialismo anche culturale, alcuni rappresentanti dell’Africa, dell’Asia e dell’America Latina propongono di ridiscutere il concetto arrivando, alcuni, a chiedere la sua cancellazione dall’agenda internazionale considerandolo un prodotto etnocentrico dell’occidente, invasivo e non rispondente alle esigenze di libertà e indipendenza delle loro comunità locali.

Un dibattito sul concetto di sviluppo è un presupposto necessario per la comprensione reciproca. A dispetto di un uso molto comune del termine “sviluppo”, questo non è affatto un termine univoco e la consapevolezza di ciò deve portare a ridiscuterlo e aggiornarlo alle esigenze del presente. E per quel che è stato come concetto mitologico fondante molti aspetti della nostra cultura merita di essere considerato e rivisto in relazione alle esigenze dell’oggi.

Ha prevalso, fino ad oggi, una identificazione dello sviluppo come crescita economica e utilizzato il PIL (Prodotto Interno Lordo) come criterio prioritario per misurare il grado di sviluppo e di benessere di una nazione.

Acquisire la consapevolezza che il PIL non è rappresentativo del benessere complessivo della vita e che, come ha sottolineato Robert Kennedy, “è incapace di misurare ciò che rende la vita degna di essere vissuta”.

Per troppo tempo si è affidato solo agli economisti il compito di dirigere e orientare le politiche di sviluppo finché altre tematiche (sociali, ecologiche, filosofiche, etiche) non si sono imposte per ridiscutere orientamenti, paradigmi e politiche che non mantenevano le promesse date.

La necessità di recuperare altri indicatori oltre a quello del PIL (che non deve essere demonizzato ma considerato con altri indici altrettanto significativi) ha portato a valorizzare l’indice di sviluppo umano (proposto dal UNDP nei suoi rapporti annuali dal 1990) e più recentemente  il Better Life Index  proposto dall’OCSE, l’indice di  Benessere Equo e Sostenibile – BES –  elaborato e  assunto in Italia dall’ISTAT in collaborazione con il CNEL o il FIL (Felicità Interna Lorda – in lingua inglese Gross National Happiness – GNH) assunto in via sperimentale in alcuni stati.

In questo Quaderno tenteremo di fare una analisi storica e dar conto delle diverse posizioni che negli anni hanno caratterizzato lo sviluppo e la sua misurazione  e come  ciò ha influenzato la cooperazione internazionale. Potete leggerlo per intero nel sito :

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