Il Centro Interculturale Armadillo ha ripreso le sue attività

In progetti in partnership by Vincenzo Pira

Il 23 gennaio sono riprese, dopo un mese di attesa, le attività del Centro Interculturale Armadillo. Il nuovo servizio gestito in partenariato con il XIV Municipio di Roma  è aperto nel pomeriggio nella Scuola Stefanelli a Monte Mario.

Armadilla in coordinamento con Nessun Luogo è Lontano, Celio Azzurro e Zero in condotta vuole valorizzare questa esperienza ormai ventennale che contribuisce  a creare convivenza e dialogo tra persone di culture e etnie diverse.

I Centri Interculturali, finalizzati alla promozione del benessere del minore e del nucleo familiare, svolgono una attività di prevenzione dal rischio di marginalità e di disagio sociale tenendo conto delle linee guida della pedagogia interculturale. Il lavoro educativo viene svolto con attenzione a tutte le aree di sviluppo del minore, promuovendo le competenze socio-affettive e cognitive del minore e non perdendo di vista la dimensione di benessere di tutta la sua famiglia.

In particolare vengono utilizzate strategie e strumenti volti a garantire:

–          la tutela del diritto all’infanzia,

–          la tutela del diritto allo studio,

–          la tutela del diritto all’integrità fisica e morale,

–          la tutela del diritto all’unità familiare,

–          la libertà di scelta,

–          l’uguaglianza,

–          la partecipazione,

in un contesto democratico, di convivenza, legalità e coesione sociale.

In tale ottica, le attività si ispirano:

– ai diritti fondamentali della persona, con particolare riferimento alla tutela dei minori e delle loro famiglie, così come sancito:

  • dalla Costituzione italiana,
  • dalla Dichiarazione universale dei diritti umani,
  • dalla Convenzione internazionale sui diritti del fanciullo,

– alla normativa in materia migratoria;

– alla normativa in materia di minori e famiglia.

In tale ambito di intervento, le attività dei Centri si sviluppano da diversi anni con apertura alle innovazioni e si caratterizzano per una forte collaborazione con le istituzioni comunali e municipali di riferimento, con il sistema scolastico, con l’associazionismo.

Nel territorio, i Centri si pongono come luoghi aperti di confronto e si radicano in un sistema di servizi affiancati alle istituzioni per contribuire all’utilizzo di strumenti flessibili e dinamici di intervento. Particolare importanza viene data al fatto che tali strumenti possano implementare la qualità dei servizi pubblici offerti alla cittadinanza e che risultino inoltre trasferibili e replicabili.

Elaborando una griglia dei bisogni a cui rispondono i Centri polivalenti interculturali per minori, di seguito sono indicate le competenze acquisite con le relative funzioni:

Funzione sociale

I Centri, luoghi di incontro e scambio, permettono la realizzazione di rapporti di fiducia reciproca che si instaurano tra le varie famiglie, tra queste, l’equipe educativa e il tessuto territoriale di riferimento, dando origine a quella rete relazionale ed affettiva che facilita l’inserimento sociale, prevenendo l’isolamento e l’emarginazione che potrebbero portare a comportamenti antisociali o devianti.

L’ottica dei Centri è quella di promuovere attivamente il diritto a pieno titolo alla propria famiglia e alla comunità del Centro e, successivamente, alla città.

Funzione educativa

I Centri coniugano funzione di cura e funzione educativa, tenendo presente che i minori che arrivano richiedono una presa in carico iniziale, globale e incondizionata; presa in carico che solo successivamente può proporre obiettivi educativi specifici.

Per funzione educativa si intende anche offrire la possibilità di una graduale familiarizzazione con le richieste del nuovo contesto in un’ottica di mediazione con i vissuti precedenti e con le abitudini familiari e fornire l’opportunità di avvicinarsi ad un codice linguistico nuovo.

Funzione comunicativa

Nei Centri vengono create quelle condizioni ottimali che permettono al minore lo sviluppo della comunicazione cercando di offrire modalità diverse di espressione del sé e del proprio mondo attraverso il linguaggio verbale e non verbale. Il minore viene “ascoltato” indipendentemente dal fatto che riesca ad articolare le sue richieste in lingua italiana e si avvicina pertanto alla lingua dapprima in modo passivo e poi acquisendo gli strumenti per esprimersi in lingua italiana. Nonostante le difficoltà linguistiche, il minore non si sente mai tagliato fuori e non dubita mai delle sue competenze espressive e comunicative grazie a competenze e strumenti, utilizzati dalle equipe educative, idonei a stimolare le conoscenze facilitando l’inserimento nelle successive fasce scolastiche.

Funzione linguistica

Particolare successi si sono ottenuti per quanto riguarda la lingua italiana: i minori, rassicurati da un ambiente favorevole e multiculturale, apprendono senza difficoltà la nuova lingua, giungendo rafforzati e in grado di confrontarsi serenamente con i propri pari nella scuola o in altri luoghi di incontro tra coetanei. Il sostegno linguistico si caratterizza nel lavoro orientato all’apprendimento della lingua italiana (L2) e nel supporto al mantenimento della lingua degli affetti (L1).

Funzione didattica

Il lavoro con i minori svolto dai Centri varia a seconda delle fasce d’età a cui si rivolgono:

–          nella fascia di età 0-6 anni vengono tenute in considerazione le competenze che generalmente si conseguono nelle strutture pubbliche.

–          nelle fasce 6-18 anni vengono stimolate, oltre che le competenze scolastiche e linguistiche, la promozione del senso di responsabilità, autonomia e criticità volti alla mediazione dei conflitti, alla prevenzione dal rischio di abbandono e dispersione scolastica, nonché dalla microcriminalità, lavoro minorile e lavoro nero.

Funzione interculturale

E’ caratteristica comune dei centri svolgere un ruolo privilegiato nella creazione di un clima interculturale positivo, proprio perché si lavora con una utenza assolutamente multiculturale, promuovendo l’incontro di persone appartenenti a culture diverse, nello spirito di solidarietà.

Il lavoro tende così a riconoscere le differenze che esistono tra tutti i minori, non solo tra immigrati e non, valorizzando l’unicità di ogni minore in un’ottica di confronto e scambio.

Funzione di sensibilizzazione del territorio

I Centri  svolgono un ruolo di sensibilizzazione del territorio sulle tematiche interculturali attraverso iniziative aperte al tessuto sociale, cittadino e non, e attraverso scambi e collaborazioni con enti pubblici e privati che operano nel territorio comunale. Tali attività vengono perseguite nell’ottica di garantire una funzione di ascolto, orientamento e accompagnamento del minore e del nucleo familiare nel suo complesso, con modalità di interazione lontane da logiche di assistenzialismo.

Funzione di mediazione sociale e interculturale

Parallelamente all’impegno con i minori, i Centri svolgono un lavoro di mediazione sociale e interculturale con le famiglie per quanto riguarda l’orientamento sul territorio relativamente alla sanità, ai servizi sociali, alla situazione abitativa e lavorativa, ai rapporti con le istituzioni scolastiche pubbliche, e accompagnano e sostengono le famiglie nel loro percorso di integrazione nel tessuto sociale italiano. In caso di bisogno è cura degli operatori e dei mediatori interculturali presenti accompagnare fisicamente o prendere contatti direttamente con gli enti pubblici o privati ai quali a seconda delle situazioni è necessario rivolgersi.

Sostegno alla genitorialità

All’interno del lavoro con le famiglie vanno considerate anche le attività di sostegno alla genitorialità, attività volte a sostenere i genitori nel compito educativo, condividendo con essi un progetto comune e supportandoli, in caso di famiglie migranti, nel lavoro di mediazione continua tra valori e consuetudini del paese d’origine e del paese in cui si vive, valorizzando e supportando il plurilinguismo dei minori.

Funzione di integrazione sociale per le famiglie italiane in difficoltà

I Centri, che hanno sempre accolto anche famiglie e minori italiani, svolgendo quindi un vero e proprio lavoro quotidiano di facilitazione di incontro e scambio tra cittadini di diverse nazionalità, hanno recentemente assunto una più esplicita funzione di accoglienza dell’utenza italiana socialmente fragile. Ciò è avvenuto grazie al cambiamento dei finanziamenti da parte del V Dipartimento che ha voluto esplicitare l’importanza del servizio anche per le fasce deboli italiane e ha inserito queste ultime a pieno titolo come utenti dei Centri convenzionati.

Attività nelle scuole e nel territorio comunale

Accanto al lavoro con i minori e con le famiglie, i Centri realizzano attività di collaborazione diretta con le scuole e gli enti territoriali di riferimento, in quanto chiamati a proporre e a partecipare nella realizzazione di interventi socio-educativi, concordati con gli insegnanti, gli assistenti sociali e altri interlocutori locali. Il Centro viene, quindi, riconosciuto come soggetto erogatore di servizi atti a supportare i genitori (si pensi alla scuola), nonché come capace di interagire con i servizi sociali per l’inserimento di minori in condizione di disagio e come luogo privilegiato per organizzare attività, anche di tipo formativo, orientate alla conoscenza del fenomeno migratorio.

L’accoglienza che i Centri offrono presenta le caratteristiche che seguono:

I Centri si caratterizzano per le seguenti fasce di età:

  • 0 – 5 anni
  • 6 – 18 anni

In qualsiasi momento dell’anno e con flessibilità oraria

I Centri accolgono generalmente i minori in qualsiasi momento dell’anno dando la possibilità anche alle famiglie, appena arrivate in Italia e ancora disorientate, di accedervi con facilità grazie alla snellezza burocratica per l’iscrizione.

L’elasticità degli orari permette a quei genitori che lavorano molte ore al giorno e spesso lontano dalla propria abitazione di conciliare gli impegni di lavoro con la gestione quotidiana della famiglia.

In particolare, per i Centri corrispondenti alla fascia di età 6-18 anni, l’orario di apertura non incide sugli impegni scolastici del minore al fine di conseguire l’obiettivo di prevenire l’abbandono e la dispersione scolastica.

Indipendentemente dalla provenienza

Evidentemente la provenienza dei minori non costituisce in alcun modo un ostacolo al loro inserimento nel gruppo.

Indipendentemente dalla conoscenza della lingua

La non conoscenza della lingua italiana non costituisce un ostacolo all’integrazione nel gruppo.

Indipendentemente dalla condizione giuridica del minore

Durata annuale delle attività

Al fine di assicurare una funzionalità operativa che garantisca la realizzazione delle attività di cui sopra e dei relativi obiettivi a favore dei minori e delle loro famiglie, si auspica che i Centri – e le relative convenzioni – tornino ad avere una durata di 12 mesi per dare costanza e continuità temporale all’intervento socio – educativo, in un’ottica di programmazione progettuale pluriennale.