Bologna per la pace in Medio Oriente (Luca Rizzo Nervo – Assessore comune di Bologna)

In Cooperazione Internazionale by Armadilla

Questa mattina ho partecipato, insieme a Matteo Lepore e Susanna Zaccaria,all’incontro “Bologna per la pace in medio Oriente. Oltre l’aiuto, i diritti”, organizzato dal Comune di Bologna e la ONG Armadilla per presentare i progetti di partenariati territoriali nella cooperazione internazionale in materia sanitaria e socio sanitaria con particolare riferimento alla Siria e al Libano.

E’ importante che Bologna, il suo sistema territoriale offrano un contributo concreto ad una situazione che da territoriale è divenuta globale.

E’ importante farlo non con un singolo progetto o con il patrocinio morale a quella o quell’altra realtà della cooperazione internazionale ma assumere una scelta di fondo che verifichi come le qualità e le eccellenze che esprime il nostro territorio, in questo caso in ambito sociale e sanitario, possano contribuire a ricostruire condizioni di dignità in Paesi martoriati dalla follia della guerra. Tanto nella Siria quanto in Libano, dove nella città di Beirut vi sono grandi campi profughi siriani. Pensate che vi sono 1,3 milioni di profughi in Libano, in un Paese che originariamente ne aveva 4,5 milioni in tutto.

Per impostare questo lavoro Matteo è andato, insieme ad un gruppo di ong e altri soggetti (Armadilla, ASPHII, Open Group), in missione a Beirut nei mesi scorsi.

Ora si tratta di costruire una rete territoriale, a partire da questi soggetti, che definisca un progetto compiuto e articolato di cooperazione territoriale.

Non si tratta, come vorrebbe qualcuno (“aiutateli a casa loro”) di allontanare il problema da noi, si tratta al contrario di cogliere come siamo dentro ad un problema globale, in cui l’accoglienza è un aspetto che mostra tutta la sua parzialità se non supportato da progetti che scommettano sul futuro di quelle terre e di quelle popolazioni dilaniate, per ridargli dignità e prospettive di vita, come singoli e come comunità.

E’ quindi importante anche per noi che qui proviamo ogni giorno a costruire un sistema di accoglienza dignitoso, realizzare un legame forte con l’origine di questo fenomeno migratorio, con ciò che ha destabilizzato tutta un’area del mondo.

Anche nell’ambito della nostra accoglienza vi è poi già una attenzione specifica alla situazione dei profughi siriani.
A Bologna, all’interno del sistema SPRAR (Sistema di protezione internazionale dei richiedenti asilo e rifugiati) vi sono 25 posti cosidetti di resettlement, cioè letteralmente di reinsediamento, fatto di accoglienze più durature (fino a 18 mesi) di profughi siriani provenienti dai campi del Libano.

Nei prossimi mesi vogliamo aggiungere questa progetto di cooperazione internazionale che veda la nostra città protagonista per affrontare anche da questo punto di vista questo pezzo di storia che sta attraversando il nostro tempo e la nostra vita.