Emergenza freddo e neve tra i rifugiati siriani

In Uncategorized by Armadilla

libano4Le abbondanti nevicate degli ultimi giorni stanno mettendo a dura prova la resistenza di migliaia di rifugiati siriani che vivono nei campi profughi del Libano e della Giordania, molti dei quali vivono in alloggi di fortuna negli oltre 850 insediamenti informali istituiti in terreni ed edifici abbandonati, garage, capannoni e terreni agricoli. È quanto denuncia l’Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i rifugiati (Unhcr), secondo cui condizioni particolarmente critiche si registrano ad Arsal, in Libano, dove l’altitudine varia dai 1.300 ai 1.400 metri.

Sei rifugi di emergenza sono stati istituiti per accogliere le famiglie che vivono nelle tendopoli e l’Unhcr e i suoi partner stanno lavorando per fornire loro materiali per ripararsi dal freddo. È inoltre in corso la distribuzione di coperte, materassi e altri oggetti di prima necessità. L’Unhcr ha avviato il suo programma di aiuti invernale in Libano lo scorso ottobre, concentrandosi su come aiutare i rifugiati più vulnerabili con denaro contante, stufe e coperte.

Tra gli aiuti ci sono anche buoni carburante per aiutare le persone che vivono al di sopra di 500 metri di altitudine: finora sono stati forniti anche teli di plastica, legna e strumenti isolanti per gli alloggi a quasi 250 mila persone. La situazione è critica anche in Giordania, dove la neve cominciò a cadere sul campo di Zaatari intorno a mezzogiorno di ieri dopo le nevicate che in precedenza avevano interessato Jerash, Irbid e Ajloun. L’Unhcr ha avviato la distribuzione di 20 mila coperte ai rifugiati provenienti da Iraq, Somalia e Sudan attraverso la Giordania e nella giornata di ieri ha distribuito 29 mila coperte donate dagli Emirati arabi uniti ai rifugiati siriani, molti dei quali vivono in condizioni precarie e non sono abituati alle temperature sotto lo zero.

L’Italia ha stanziato finora 51,2 milioni di euro in risposta alla crisi siriana, con interventi a favore della popolazione sfollata in Siria e a sostegno dei governi dei paesi limitrofi di Giordania, Libano e Turchia che hanno accolto i profughi siriani. La Cooperazione italiana è intervenuta sin da subito in Siria per fornire assistenza ai siriani colpiti dalla crisi, realizzando interventi per 17,9 milioni di euro nei seguenti settori: operazioni di primo soccorso; assistenza alimentare e nutrizionale; salute; interventi multi-settoriali; coordinamento umanitario; protezione e assistenza psico-sociale; agricoltura; sminamento umanitario.

Sempre nel contesto della crisi siriana la Cooperazione italiana ha finora attuato interventi per 33,3 milioni di euro a sostegno dei governi dei Paesi limitrofi di Giordania, Libano e Turchia, dove si registra il più alto numero di rifugiati siriani. In particolare, le iniziative hanno riguardato i settori del primo soccorso, dell’educazione e assistenza psico-sociale ai minori, dell’assistenza alimentare e tecnica, dell’igiene e della salute. Nel corso della seconda conferenza dei Paesi donatori della Siria, che si è tenuta a Kuwait City lo scorso 15 gennaio, l’Italia ha annunciato un ”pledge” complessivo pari a 38 milioni di euro.

Nel dicembre scorso la Commissione europea e l’Italia hanno firmato l’accordo costitutivo del primo Fondo fiduciario regionale dell’Unione europea (Ue) volto a mobilitare maggiori finanziamenti in risposta alla crisi siriana. Il finanziamento iniziale previsto dall’accordo ammonta a 20 milioni di euro, di cui 3 milioni saranno stanziati dall’Italia, primo donatore del Fondo. Ulteriori finanziamenti sono previsti per il 2015. Il Fondo fiduciario dell’Ue si concentrerà inizialmente sul sostegno ai rifugiati e alle comunità ospitanti nei paesi limitrofi alla Siria.